mercoledì 22 marzo 2017

PRESENTAZIONE DELLA ANTOLOGIA "IL PADRE"








Oggi, primo giorno di primavera e giornata della poesia, incontro molto intenso alla BIBLIO sms di Pisa. Presentazione dell'antologia Il padre a cura delle Autrici Nadia Chiaverini e Serenella Menichetti; erano presenti altresì i poeti Sandro Angelucci da Rieti, Anna vincitorio da Firenze, Annalisa Rodeghiero da Padova, Pietro Catalano da Roma. Interventi di Roberto Bichisecchi e Patrizia Napoleone . Letture di Ombretta Mariotti e Cristina Lastri . Hanno fatto parte dell'antologia poeti inseriti nel blog di Nazario Pardini, Alla volta di Lèucade 

Serenella Menichetti
collaboratrice di Lèucade

PASQUALINO CINNIRELLA: "I FOLLI VOLI"

I  FOLLI  VOLI
            

I folli voli ad ali stese dei rondoni
adunano negli occhi
la certezza di un tempo
che muove a nuove fronde nella valle
col ciarlio del rivolo
nello scorrere il solco
e l’erba a rinverdire tra gli sterpi.
Ancora nuvole s’accrocchiano
ma il sole tornato a splendere
ai tuoi occhi dirama, lunga dal pendio,
una piana rinata dove il tenero dell’erba
tremula alla brezza e gode
questo sfarzo di luce che abbaglia
tra giuochi d’ali e canti striduli nell’aria.
Dopo i silenzi nel chiuso della terra
ogni cosa a rinverdire tende
ora che agli innesti premono gemme,
ora che di ogni specie il seme
dischiude il suo germoglio
e il mare, tornato dolce nell’onda,
ha lento lo sciacquio sulla sponda
perché la sera riverberi alla luna.


Pasqualino Cinnirella Apr.-Mag.94 - 21

MARIA RIZZI LEGGE: "LUCI ED OMBRE" DI LINO D'AMICO


Lino D'Amico

Maria Rizzi,
collaboratrice di Lèucade

"Luci ed ombre" di Lino D'Amico conferma la vena nostalgica del Poeta, che disegna con chiarezza di disegno e pittorica evidenza le maggiori isole del ricordo. In questa occasione l'Autore ricorre a un 'pennello' onirico, filtra attraverso la vaghezza del sogno le malinconie, le speranze, le utopie. Il suo stile eloquente, fluido e caldo, ha tratti ermetici, ma mai oscuri. Si ha la sensazione che 'lo scrigno' al quale allude nel testo esista anche nel suo verseggiare magico e misterico. E i sogni, come nella realtà, rischiano di morire all'alba... Di essere preludi di 'un incognito altrove', magnifica similitudine per rendere l'idea della nuda aspettativa del domani. Potrebbe dirsi nichilista il Poeta, ma credo sia più giusto dirlo semplicemente autentico. Ispirato da una sensibilità acuta e consapevole dello scorrere del tempo. Un Poeta di saudade.

Maria Rizzi

                                  

Luci ed ombre
( Sogni)

Nel guazzabuglio dei sogni,
fatue fantasie di un attimo
richiamano oniriche memorie,
emanano furtive nostalgie,
vuoto di silenzi, effimeri miraggi,
echi celati nell’utopia di uno scrigno,
dispersi poi,  nel palpito di un nulla,
intimo preludio di un risveglio,
custode di affanni e d’incertezze
al di là di un incognito altrove.

Lino D’Amico




                                                           

lunedì 20 marzo 2017

CLAUDIO FIORENTINI: "NUOVA PUNTATA DI VISIONI DA CAPTALOONA"


Claudio Fiorentini,
collaboratore di Lèucade


https://www.spreaker.com/user/performingradio/200317-visioni-da-captaloona



Vi trasmetto il podcast della nuova puntata di Visioni da Captaloona.

 Buon ascolto!

Claudio Fiorentini

FRANCO CAMPEGIANI LEGGE "I LUOGHI DELLA MEMORIA" DI A. PEDICINI


Adriana Pedicini,
collaboratrice di Lèucade





Adriana Pedicini: I luoghi della memoria. (Racconti sul filo della memoria e altri racconti). Edizioni Il foglio. Piombino (LI).  Pg. 150. € 12,00


Presentato dall'I.P.LA.C. all'Enoteca Letteraria di Roma
"I luoghi della memoria", di Adriana Pedicini


Franco Campegiani,
collaboratore di Lèucade
Ventisette racconti che sono un unico, grande racconto. Un affresco straordinariamente ricco, con situazioni, aspetti, personaggi e risvolti assai variegati. "Un romanzo a più voci, dice la stessa Adriana Pedicini in prefazione, un collage narrativo che vede protagonista un intero villaggio ideale", risalendo "dal frammento di ciascuna vita alla vicenda esistenziale dell'intera umanità". Il leitmotiv, il filo conduttore che riannoda tutti i racconti è la scoperta di una spiritualità e di una fede che nulla ha a che fare con l'ipse dixit delle tradizioni religiose, pur potendosi con quelle amalgamare, e che nasce come imprescindibile istanza d'amore dall'esperienza della vita, dalle pene, dalle sofferenze, dalle negatività. Una fede pertanto piantata sulla roccia, non una fede di facciata che al primo soffio di vento scompare.
Perché I luoghi della memoria? cosa sono questi luoghi della memoria? Molti dei racconti sono radicati nel mondo contadino e ciò potrebbe far supporre che i luoghi della memoria siano quelli del passato, quelli dell'infanzia, vuoi della scrittrice, vuoi, più in generale, dell'umanità. Qui però non si parla di memorie storiche, come potrebbe sembrare. Si parla di miti, di archetipi, di valori universali che appartengono all'uomo di sempre e non ad un'età, ad un evo determinati. Si parla di donne e uomini immersi in quella civiltà del pane, in fondo non ancora uscita dall'Eden, dove incanti e disincanti sono fusi tra di loro. Si parla di quell'attimo sacro che in parte vive fuori dal tempo, ma che in parte vive in noi e con noi nel tempo, regalandoci frammenti di magica e fulgida pienezza.
Prendiamo Nonna Andreana, la protagonista del primo racconto. Matrona d'altri tempi, si dirà. Si, ma di quali tempi? Di tutti e di nessuno. Nonna Andreana è un archetipo, l'archetipo della femminilità. Siamo fuori, badate, dalla retorica dell'angelo della casa. Nonna Andreana è ruvida, ha mani nodose, callose, e ciononostante "morbide e carezzevoli come piume, la sua parola sempre dolce e suadente, la sua anima colma sempre di conforto per la famiglia". Gli archetipi non stanno nell'iperuranio, stanno qui, tra di noi, nella nostra realtà. Noi possiamo porli fra parentesi, ma non li possiamo cancellare. E prima riusciamo a togliere le parentesi, riscoprendo la loro piena attualità, prima possiamo sperimentare una vita degna del nostro essere umani. Non è un tornare al passato, ma un tornare alla nostra essenza facendo tabula rasa delle sovrastrutture che ci vogliono schiavi.
Fede, appunto: in se stessi, nella  propria spiritualità. Prendiamo Teresina, una barbona che abita in una catapecchia, "nello spazio lasciato libero dalle balle di fieno". Poverissima, emarginata, schernita e tuttavia orgogliosa, "non incline all'elemosina", con un suo senso altissimo della dignità: donna di grande ricchezza interiore e di forte personalità. Mariantonia invece antepone l'apparire all'essere, le convenzioni sociali all'amore, i beni materiali a quelli dello spirito. Risultato? alla fine neppure i figli partecipano al suo funerale, la ignorano, preferendo inviare fasci di rose. La scrittrice, in questi racconti, espone con la forza dei fatti e degli esempi, senza prediche fumose, l'istanza dell'autenticità, dell'essere conformi a se stessi, agli esseri alari che vivono dentro, capaci di regalare momenti di sapienza e verità.
In uno di questi racconti, la protagonista ricorda il meraviglioso attimo fuggente vissuto tanti anni prima, nella sua adolescenza, quando semplicemente incrociando lo sguardo di un giovane, tra la folla, provò "un amore profondo, terso e senza scorie". Un vero e proprio shock nel bel mezzo di un coro di giovani cantori: "un brevissimo intenso frammento d'amore sospeso tra ricordo immaginazione realtà in cambio del quale era pronta ad offrire cento, mille giorni della sua monotona esistenza". Ebbene, è di questa rivelazione d'anima che si parla nel libro. Anima da cui ci si allontana, ma a cui sempre si torna, inevitabilmente, tra burrasche e naufragi, in un viaggio di conquiste coscienziali. Qualcuno soccombe. Come Eliana, ad esempio, che sogna il principe azzurro e rimane vittima di uno stupro violento, finendo per farsi suora in un convento di clausura.
Le sconfitte tuttavia, per quanto cocenti, si superano, se si ha il coraggio di vivere prendendo in mano la propria esistenza e  rifiutando che siano altri a decidere per noi. Tirar fuori la propria personalità, lottare, non restare vittime del conformismo e dei luoghi comuni. L'educazione purtroppo ha le sue responsabilità. Si legga Esami di ammissione, con la descrizione del plagio mentale e dello sterile apprendimento imposto dalle presuntuose maestrine: "che l'allievo capisse non importava, importava invece che si recitassero a memoria le pagine scritte onde dimostrare il rispetto sacro nei confronti del sapere trasmesso e non modificabile, negando una possibilità importantissima: vivificare attraverso il personale giudizio critico, la propria sensibilità, la propria cultura, la propria personalità insomma, quello che altrimenti rimarrebbe lettera morta, perché codificata una volta per tutte".
Caro Socrate, non hanno ancora compreso la tua maieutica, e forse non la capiranno mai! Le scuole non devono inculcare saperi, ma devono aiutare il discente a tirar fuori il proprio sapere, ad affinare il sapere che è in lui. Questo significa educare (da ex-ducare: tirare fuori, appunto). Altrimenti è tutto un bla-bla, un ripetere a pappagallo, un appoggiarsi agli altri, al magistero altrui. Ovviamente questa non vuole essere un'istigazione a non studiare, a restare ignoranti, a non conoscere il sapere altrui. Ci mancherebbe altro! L'importante è non assorbire passivamente, è essere vivi e reattivi nell'apprendimento, altrimenti è conformismo, quel conformismo che può annidarsi dovunque: tra gli analfabeti non meno che tra gli acculturati; nelle società tribali non meno che nelle società avanzate. Si legga Banchi di legno, con la storia di Nives, insegnante rivoluzionaria in un borgo di campagna dove la cultura è temuta, ritenuta un pericolo per lo status quo.
Ciò che conta è mettere in moto le risorse interiori, lo spirito, le proprie radici, con l'avvertenza che sono interne le radici, stanno dentro e non fuori di noi. Tante storie in questo libro parlano di radici: Le margherite gialle, per esempio, con la celebrazione delle madri, della femminilità; o anche, al contrario, Sulle orme del padre, con la celebrazione degli archetipi mascolini. Per non dire del racconto che espressamente s'intitola Radici, dove Cary, nipote di nonno Carmine, emigrato da giovane negli Stati Uniti, torna al borgo dell'avo, nell'appennino sannitico, per prendere consapevolezza delle proprie radici. Non certo per tornare a fare la vita del nonno, o comunque per rinchiudersi nostalgicamente nel passato, ma per assorbirne la spiritualità e così poterla rinnovare nel suo mondo d'oggi. Le radici non sono il nostro passato, sono il nostro presente, il nostro eterno presente e dunque la nostra sorgente di vita, il nostro stampo archetipo, incarnato e disincarnato nello stesso tempo. 
Il tema del viaggio è molto sentito dalla scrittrice, unitamente a quello delle radici. Si viaggia in fondo per cercare se stessi, la propria celata identità. Emblematico il racconto La Nomade, dove Josephine,  scappata da un padre violento, viene accolta in una comunità di zingari. Nell'accampamento conosce Pellegrino, un povero demente che gioca con le biglie e tirandole in alto improvvisamente si accorge che una di queste scompare. Allora la insegue e, nell'inseguirla, scompare anche lui. Josephine a quel punto si pone sulle sue tracce, certa che, se non troverà Pellegrino, troverà quanto meno se stessa. Ossia - così è scritto testualmente - il proprio angelo custode. Un viaggio misterioso, surreale. Un cammino verso le proprie fonti battesimali nell'assoluto.
Sono tanti i racconti contenuti nel libro, e tutti suggestivi, tutti indirizzati alla ricerca di questa energia vitale, di questa sorgente di inestimabile ricchezza, che sempre risorge e spinge ad andare avanti nella vita, a dispetto di ogni sventura. Non posso parlare di tutti, ovviamente, in questa succinta presentazione, ma mi piace concludere accennando alla metamorfosi di Isaac, descritta in L'amuleto. Agnostico nato, costui non ha mai creduto in niente. Razionalista estremo (due più due fa quattro), gli viene diagnosticato un tumore faringeo e  improvvisamente, inaspettatamente, si concede una follia. Si pone in mare aperto, sulla sua barca, senza meta, e nell'immensa, liquida distesa, invece di avere paura, si accorge di poter godere di una grande e profonda, benefica compagnia, "udendo come non mai le voci del cuore". Ed è stupendo il dialogo interiore che intavola con il doppio di sé: "In tutto io vedo me stesso, in me vedo tutto il creato, e in silenzio anche la morte opera in me come tutte le cose che hanno un inizio e una fine".

                                                       
                             Franco Campegiani


PREMIO LETT. NAZIONALE: "MACABOR 2017" PER L'INEDITO

Macabor Editore indice la prima edizione del Premio Letterario Nazionale “Macabor 2017” per l’inedito.
Sei le sezioni a concorso:
A - Poesia inedita in italiano a tema libero
Premi: 1° Classificato Euro 1000; 2° Class. Euro 600; 3° Class. Euro 400
B - Silloge inedita di poesia ( minimo 20, max 50 poesie)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
C - Raccolta inedita di racconti ( minimo 7, max 20 racconti)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
D - Romanzo inedito ( minimo 30, max 200 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
E – Libro inedito di saggistica ( minimo 20, max 200 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
F – Testo teatrale inedito ( minimo 10, max 100 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)

Regolamento
  1. Si partecipa alla Sez. A inviando UNA poesia inedita a tema libero, anche se già premiata, (max 50 versi); si partecipa alla Sez. B inviando UNA silloge inedita di poesia in italiano o in dialetto con traduzione italiana a fronte, anche se già premiata, ( minimo 20, max 50 liriche); si partecipa alla Sez. C con UNA raccolta inedita di racconti ( minimo 7, max 20 racconti); si partecipa alla Sez. D con UN romanzo inedito ( minimo 30, max 200 cartelle); si partecipa alla Sez. E con UN libro inedito di saggistica ( minimo 20, max 200 cartelle); si partecipa alla Sez. F con UN testo teatrale inedito ( minimo 10, max 100 cartelle).
  2. Tutte le opere dovranno essere inviate entro e non oltre la mezzanotte del 7 giugno 2017 esclusivamente a mezzo posta elettronica all'indirizzo:
Inviare due copie dell'elaborato in due distinti allegati alla mail. Una copia dovrà essere contrassegnata dal solo titolo. L'altra copia dovrà contenere il titolo e i seguenti dati dell'Autore: nome, cognome, residenza, indirizzo di posta elettronica, recapito telefonico. Nell'oggetto della mail si dovrà specificare “Premio Letterario MACABOR 2017” e nel corpo della mail la sezione di partecipazione.
  1. È  richiesto un contributo di partecipazione di Euro 20,00 per ogni sezione, da versarsi sul conto corrente postale N. 78525367 intestato a Vincenzi Bonifacio – Via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima (CS). O tramite un bonifico dall’Italia C.C. POSTE ITALIANE con le coordinate IBAN: IT09 S076 0116 2000 0007 8525 367
Oppure su Carta postepay n° 4023 6009 4491 77827 intestata a Vincenzi Bonifacio        C.F.VNCBFC60D25C489R       
Allegare con l’invio degli elaborati anche la ricevuta del versamento.
  1. PREMI:
A - Poesia inedita in italiano a tema libero:
1° Classificato Euro 1000; 2° Class. Euro 600; 3° Class. Euro 400
B - Silloge inedita di poesia 1° Classificato:
Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
- Raccolta inedita di racconti
1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
- Romanzo inedito:1° Classificato: Pubblicazione dell’opera
(20 copie gratuite all’autore)
E – Libro inedito di saggistica: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera
(20 copie gratuite all’autore )
F – Testo teatrale inedito: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera
(20 copie gratuite all’autore).
Targhe e diplomi agli altri premiati
  1. Ogni autore è responsabile di quanto contenuto nei propri elaborati e in caso di plagio ne risponderà personalmente.
  2. La Giuria sarà composta da personalità del mondo letterario. La cerimonia di premiazione si svolgerà in Calabria nella prima settimana di ottobre. La data e il luogo saranno comunicati tempestivamente a vincitori e segnalati. Notizie sulla cerimonia di premiazione e l’elenco dei premiati saranno pubblicati sul sito di MACABOR Editore (www.macaboreditore.it).
  3. L’operato della Giuria è insindacabile. La partecipazione al Premio implica la piena e incondizionata accettazione del presente regolamento. Le opere inviate non saranno in nessun caso restituite.
Ulteriori informazioni:
Tel. 389 6411 603
Email:

sabato 18 marzo 2017

EMILIO PRAGA "RONDINI"

RONDINI

Tacea da quattro aprili il nidicciuolo
dove, fanciullo, il volo
delle garrule rondini mia madre
insegnommi ad amare.
Nel sessantuno ritornò dal mare
solo l'alato padre;
si accovacciava nel nido ogni sera
e tal sciogliea nell'aria
la canzon solitaria,
che davver somigliava una preghiera.
Egli piangeva l'amica diletta
sepolta sulla vetta
di una qualche piramide d'Egitto;
e certo, nel tragitto
di quell'ottobre, gli mancò la lena,
al pensier di trovarla disseccata
sulla cocente arena!
Uno stormo però di rondinelle
vispe, piccine e belle,
quest'anno ancora alla gronda ospitale
venne a raccoglier l'ale,
seminando un pispiglio interminato;
del povero annegato
credo saranno i bamboli innocenti
e i prossimi parenti
che ritornano, orando, al patrio nido,
per celebrare come meglio ponno
gli antichi amor del nonno.


venerdì 17 marzo 2017

STEFANO LABBIA "I GIARDINI INCANTATI" INVITO

Invito alla presentazione della silloge poetica "I Giardini Incantati" di Stefano Labbia (Talos Edizioni) Giovedì 20 Aprile, ore 19.30 
Libreria Metropolis
Via Renato Simoni 64 – Roma Invito alla presentazione della silloge poetica di Stefano Labbia "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni)



Insieme all'autore intervengono:
Silvia Carone Fabiani
Poetessa
Maura Gancitano
Filosofa
Introduce
Silvia Carone Fabiani
Poetessa
Stefano Labbia
I Giardini Incantati
La magia della vita.
«La poesia è vita. Tutta la vita è poesia.»
STEFANO LABBIA
«(...) La sua scrittura (del Labbia) snella, diretta e giovane come i suoi trent’anni è una breccia che
sconvolge il lettore. Una lettura sulla quale specchiarsi e scombinare i capelli alle convinzioni
preesistenti sull’amore, sul tempo, sulle occasioni e sulla natura di certi amori. (...)»
L'altrove. Appunti di poesia.
«Stefano Labbia è un vero paroliere della poesia.»
Michela Cenci – Giornalista – Eventi Culturali Magazine «(Labbia usa) La poesia come motore del mondo e mezzo tramite cui esprimere grandi verità.»
Cristina Biolcati – Giornalista – Oubliette Magazine «Stefano Labbia è un artista entusiasta. Sa esprimere se stesso attraverso la scrittura, in ogni sua forma, e tramite essa definisce il linguaggio della sua essenza.»
Valerio Di Lorenzo – filosofo, autore, sceneggiatore, scrittore Scheda del libro:
Seconda silloge poetica del giovane autore romano Stefano Labbia: i versi di questa nuova raccolta, più maturi ed importanti, rispetto ai precedenti, ci trascinano in un giardino incantato fatto di sfumature vivaci e tinte forti: l'autore ci mette di fronte ad un afflato piuttosto originale, tanto che sembra coraggiosamente poco curarsi della lezione ermetica e avanguardista del Novecento rifacendosi forse ai crepuscolari (Corazzini, Gozzano, Govoni, ecc.) e recuperando l’intimismo e la “semplicità” a fronte del modernismo a tutti i costi. Versi, quelli presenti ne “I Giardini Incantati”, che sono il frutto di varie esperienze di vita e di rapporti umani contrastanti, fra sentimenti e risentimenti, amarezze e dolcezze, comuni a tutti noi esseri umani, figli dei tempi antichi e moderni.
Per cui la poesia del Labbia è, come ella stessa dice della vita, “severa e ilare al tempo stesso”.
Link:
Scheda libro: http://www.talosedizioni.it/?pagina=dettagli&id=107
Pagina Facebook non ufficiale del libro: https://www.facebook.com/pages/I-Giardini-
Incantati/1917033081859059
Autore: Twitter - @StefanoLabbia
Casa Editrice: Facebook https://www.facebook.com/talosedizioni
Twitter @TalosEdizioni
Sito internet www.talosedizioni.it/
Contatti Libreria:
Libreria Metropolis
Via Renato Simoni 64 - Roma (RM)
Telefono 06 01903378

Email amadukka@gmail.com


SCHEDA “I GIARDINI INCANTATI” STEFANO LABBIA TALOS EDIZIONI
(2017)

Autore del libro Stefano Labbia
Titolo del libro I Giardini Incantati
Casa editrice Talos Edizioni
Luogo e data di pubblicazione Cosenza, 2017
Tematica Vita, amore, satira politica
Genere del libro Raccolta poetica
Trama
Seconda silloge poetica del giovane autore romano Stefano
Labbia: i versi di questa nuova raccolta, più maturi ed importanti,
rispetto ai precedenti, ci trascinano in un giardino incantato fatto
di sfumature vivaci e tinte forti: l'autore ci mette di fronte ad un
afflato piuttosto originale, tanto che sembra coraggiosamente poco
curarsi della lezione ermetica e avanguardista del Novecento
rifacendosi forse ai crepuscolari (Corazzini, Gozzano, Govoni,
ecc.) e recuperando l’intimismo e la “semplicità” a fronte del
modernismo a tutti i costi. Versi, quelli presenti ne “I Giardini
Incantati”, che sono il frutto di varie esperienze di vita e di
rapporti umani contrastanti, fra sentimenti e risentimenti, amarezze
e dolcezze, comuni a tutti noi esseri umani, figli dei tempi antichi
e moderni. Per cui la poesia del Labbia è, come ella stessa dice
della vita, “severa e ilare al tempo stesso”.
Riflessioni personali
L'autore si confida con noi, aprendo le porte del suo mondo, del
suo vissuto: all'interno de “I Giardini Incantati” troviamo poesie
centrate su una cifra stilistica originale e su una dimensione
espressiva che si confronta con temi esistenziali, mantenendo la
forza simbolica e la carica emotiva del testo. Sono testi efficaci,
quelli del poeta romano, classe 1984, che, oltre a possedere una
certa originalità di impostazione, elaborano un linguaggio vivo,
moderno e coinvolgente, valorizzando efficacemente l'itinerario
espressivo e i contenuti in una chiave personale e significativa, di
grande essenzialità. Il Labbia insomma riesce a coniugare l'aspetto
lirico (proprio della poesia) con quello di canto attuale, moderno
in un volume davvero significativo nel panorama poetico letterario
italiano. I suoi versi sono sottolineati da belle immagini, sono
incisivi e tutto l'impianto d'insieme è bene architettato, composto
con avvedutezza e curato stilisticamente tanto da sembrare anche
di poter cogliere un accoramento esistenziale che è sicura prova di
genuinità espressiva dell'autore.
Link http://www.talosedizioni.it/?pagina=dettagli&id=107

BIO

Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella capitale, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore” nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Al lavoro sulla sua prima serie televisiva originale inglese di stampo
teen drama, dal titolo “Fear”, di cui è unico ideatore e sceneggiatore, vive attualmente a Londra. Nel 2017 vedrà alla luce la sua seconda silloge poetica dal titolo "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni).
Collabora dal 2016 con i portali 2duerighe.com (sezione spettacolo (cinema e teatro)), MyReviews (cinema e libri) e Oubliette Magazine (cinema, arte, teatro, musica).
Scrive per "Il Nostro", free press magazine mensile dal 2017.
Conduce e cura un programma radio dedicato a cultura, poesia, teatro e musica sulla radio indipendente Deliradio.
Ha inoltre collaborato alla stesura e all'ideazione di “Rivka” (Serie Italiana - 2016), “Boh” (Sitcom – Distribuita da Extra Tv – Idea, regia e sceneggiatura - 2016), “Butterfly Lies” (2015 / 2016 - UK – idea, soggetto e sceneggiatura), “Safe” (Idea, soggetto e sceneggiatura
– Tv Show - USA – 2015), “Life Goes On” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Film – 2015), "American Inn" (Idea, soggetto e sceneggiatura - Sitcom - USA - 2015), “(R)Evolution”
(Idea, soggetto e sceneggiatura – 2015), “Police Assault” (Idea, soggetto e sceneggiatura - Tv Show – USA - 2014), "WMW – What Men Wants" (dramedy – UK – 2015 / 2016 – Idea,
soggetto e sceneggiatura) e "Strings" (co-autore con Agnese Pagliarani – Sitcom - 2016).