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lunedì 14 maggio 2012

Giannicola Ceccarossi su "La poesia oggi"

Caro amico Nazario,

per rispondere alle tue domande volevo tentare di utilizzare concetti ampi ed universali, ma riesco soltanto a descrivere il mio personalissimo rapporto con la poesia.
In questo meraviglioso moto dell'animo che non è solo “armonia delle parole”, ma anche musica e ritmo, ciò che conta è avere amore ed entusiasmo. Scrivere con i Notturni di John Field o ascoltando Mahler o Haydn ci trasporta in un mondo magico dove i sogni, i nostri sogni, seguiteranno a vivere fino a quando non ci lascerà la luce.
Cercando di ampliare il concetto ritengo che parecchia poesia sia il prodotto di ciò che è il vissuto dei compositori e che i ricordi occupano gran parte degli scritti. Gli stati d'animo, a seconda delle stagioni della vita, producono tanti frammenti, più o meno piacevoli, nostalgie, rimpianti, a volte “male di vivere”, ed ecco un fiorire di sillogi, raccolte più o meno affascinanti, alcune di vero valore poetico.
L'esortazione non può essere che quella di affrontare le nostre sfide liriche con correttezza e serietà, continuando sempre a sorridere, apprendere, osservare, leggere, cercando di progredire nella forma di espressione per conseguire un miglioramento di noi stessi.
L’Unesco, nel 1999 ha proclamato la Giornata Mondiale della Poesia, che si celebra il 21 marzo, affermando che la poesia è uno dei mezzi che può aiutare a risvegliare le coscienze.Questa è oggi la sua funzione sociale e, come ogni altra arte, filosofia o religione, essa la soddisfa sia come generatrice di alti ideali che come aggregatrice di gruppi di scrittori o semplicemente frequentatori, amatori, ascoltatori comunque persone che al di là dell'età, della scolarità e del ceto sociale si incontrano e condividono, sempre con entusiasmo ed attesa.
Banalmente potrei affermare che il mondo ha preso una brutta china e non sarà certo la poesia a rimettere a posto tante situazioni scabrose, nelle quali la gente seguita a soffrire. Ma come trascurare il suo importante ruolo di cassa di risonanza, di voce, se pur lirica, di denuncia? E' una voce che, ultimamente, si sente giungere forte anche da quel Sud del mondo, così tanto provato e così tanto giovane e promettente.
A questo proposito mi fa piacere ricordare la poetessa cilena Olga Càrdenas con il suo libro“Heredera de la lluvia”, nel quale emerge la rivendicazione dei diritti del popolo “mapuche”, vessato da secoli di prevaricazioni, spinto a dimenticare, a negare le proprie origini. La poetessa, coraggiosamente e con la sola forza dei suoi versi, ha contribuito a far conoscere questa realtà oltre i  confini del suo paese, denunciando tali ingiustizie.
Questa è la storia della poetessa Càrdenas, una storia che mi piace citare, ma qualunque sia la storia che ha avvicinato il poeta alla sua lirica, qualunque sia lo spirito, la spinta dell'animo, sia essa sociale o intima o quant'altro, qualsiasi sia lo stile o l'argomento, in tutti i casi e sempre, la poesia non deve subire condizionamenti. Niente costrizioni. Niente sacchetti di sabbia intorno. La poesia è libertà. E' libertà intellettuale. Ognuno deve scrivere ed esprimersi come meglio crede ed innalzare il proprio cuore sempre in alto verso la luce.
Plaudiamo a tutti i poeti e a tutto quello che ci trasmettono.
Un abbraccio
 
 
Giannicola Ceccarossi                                                          Roma 14/05/2012

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