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sabato 7 luglio 2012

Anna Magnavacca: poesie



….un barlume di luce

vedo – madre - questa sera
             nella nostra casa di un tempo,
adesso
infinitamente lontano.
Sulla finestra
il vaso d’anemoni
è rinsecchito
e non si protende più curioso e spavaldo.
Non illumina la tenda
il vetro
e una mano straniera
è intenta all’allinearsi
dei panni sullo stenditoio.
             All’intonaco rosato
alla trama dei tetti
s’aggrappa il ricordo di remote sere,
di antiche voci
di nebbie lontane.


Madre,
perché non si può prendere
tempo in prestito
per allungare il vivere di chi si ama?
Potresti rispondermi
che conosci forse i segreti
di un mondo
a me per fortuna ( o sfortuna – non so –) sconosciuto.


Nel vuoto silenzio
ora
questa (nostra) casa
e vuoto il mio cuore
senza quel nostro parlare.
Disperde – con la sua corsa –
il tempo
(che spesso ci regala dimenticanze non volute)
questo mio brandello di vita.


E’ assenza
ma splende la tua immagine
nel canto della sera.







Ti scrivo……..

Ti scrivo per ricordarti le prime foglie secche
che il vento disperde ai margini del cuore.
L’ autunno sottile nei suoi appiccicosi passi.
La caldaia da controllare, gli indumenti estivi
scrostati dal sole i maglioni nella canfora
da mettere all’aria. Nel gelo il grande vaso
di geranio, ha bisogno di un piccolo sole
un amore di mani una briciola di tempo.                      

Una luce di tulle fra la biancheria stesa.

Ho risalito – oggi - i vicoli odorosi di mare e scale
tante scale. Rimasugli di salmastro nelle crepe
di terra – erosione dei giorni – tegole ancora calde
sul tetto dei gabbiani, la luce di una stella viola.                
Intenso – solitario l’odore del mare nelle narici
e sulla pelle come il sapore del fuoco sulla neve.
Disperde il vento vetri di nuvole e solitudini
l’onda  piega l’orizzonte nel suo sangue azzurro.

Sentinella una bianca imbarcazione.

Sono passata davanti all’antica trattoria.
In atmosfere rinnovate “Incipit – parte prima –
parte seconda - epilogo” – offre il suo menù.
Uno spicchio di cielo il ticchettio dell’obbediente
fontana i panni stesi sulla piazzetta, l’odore
delle fogne e i pesanti portoni testimoni
dei primi amori rubati al suono delle ore.
Il volo di una corsa per prendere l’autobus.

Lontana la tua mano nel fischio rotto del treno.

Nel silenzio della sera brilla d’azzurro
un’antica casa. Ho immaginato la casa popolata
di bocche mani occhi… e voci…e piccoli pianti…
risate…e l’amore rischiarato dalla luna nelle lunghe
sere estive o nella magia di un crepuscolo di neve.

Ti scrivo per ricordarti che ogni tempo reclama
i suoi giorni le sue notti i suoi cieli i suoi amori
e noi ne vediamo il passaggio triste o felice.
Tu non spegnere mai il cuore sognante.
Imprigiona l’oro di una stella.

                            






A VOLTE IL TEMPO…


                 A volte il tempo
ferma la sua esaltante corsa
nei brandelli di un fiore
che brilla nel ghiaccio,
nell’odore del gelsomino
o in bianche esistenze.

A volte il tempo
taglia il confine
come uccello che trasvola
e nel silenzio nudo e riarso
di una parete rocciosa
diventa dono del cielo.

A volte il tempo
una pallida orchidea veste di perla
e della gonfia buganvillea
il vertiginoso colore
avvizzisce
sul muro di cinta del cuore
e poi  trascina
nella lucida strettoia della ragione.

Possiamo dormire
in avelli di lontananze
ma a volte il tempo,
inaspettato,
spazza via gli aghi di pino dal viso
e ci porta nuove coppe d’amore
sulla rotta del fluttuante vento
che corre nel sangue della primavera.   



   

             
Acqua…odore di cenere

Ti scrivo per dirti che ho cullato
il tumore
e l’ho fatto addormentare
in lenzuola di cenere nell’odore del latte
di una sommessa ninna-nanna.
Non mi ha lasciato
neppure un messaggio – breve
sul palmo della mano.
Nulla.
Silenzio.
Apatia nell’aria.

“ Non svegliarlo – dico al vento –
l’ho fatto addormentare con paziente suadenza.
Attento – vento – non è il sonno finto
di una dolce bambola dagli occhi viola.
Si è tirato le coperte fin sulla testa
sui capelli – serpi addormentate
sugli occhi – pallide luci in cerchi bluastri”.

Acqua…odore di cenere…la conca del bucato.
Acqua…cenere…odore di lisciva
che porta via schiuma di dolore.
………………………………………..
Stare dentro – all’improvviso –
a una vita diversa……………………
…………………………………………
Scivola l’acqua lungo il mio corpo
tutto solchi rughe fossette aderenze anfratti.

Sogno l’azzurro di cieli infiniti
la pioggia sottile sul cuore
l’odore del muschio sulla pietra umida di notte,
rossi tacchi a spillo
il rossetto su labbra piene
il rimmel che si disfa…durante l’amore.

Voglio ancora sognare e sognare
e ancora appendere desideri a lenzuola d’aria.
                                

.













Curriculum di Anna Magnavacca




Nata alla Spezia, proviene dalla città di Pontremoli. Risiede ad Aulla – in Lunigiana   dove ha insegnato per molti anni. E’ vice-presidente del “ Cenacolo Artistico Letterario” Val di Magra e collabora con saggi riguardanti la sua terra a “Cronaca e storia di Val di Magra”. È  membro di giuria in importanti concorsi letterari. Ha avuto il riconoscimento del titolo “ Poeta di pace” dal “ Centro Lunigianese di Studi Danteschi” e – dallo stesso- il 10 settembre 2011 ha ricevuto il prestigioso “ Premio alla carriera”. Molti i premi conseguiti da Torino ( Città di Torino – M: Pannunzio – Garcia Lorca)  a Reggio Calabria. Nel 2010 ha ottenuto ex-aequo il 1° premio al “CAPUT GAURI”. Suoi testi poetici sono presenti in diverse antologie di premi letterari, fra queste: la prestigiosa  antologia del “ Premio San Domenichino”( anno 2003- 2006 -2007 - 2a classificata / anno 2009 1a classificata – Presidente di giuria Alessandro Quasimodo), l’antologia “ Quaderni di línfera” 2008 - con prefazione di Maria Luisa Spaziani,“Quaderni di línfera” 2009 con prefazione di Dante Maffia (2a classificata) – Quaderni di linfera 2010 con prefazione di Angelo Sagnelli e l’antologia della “ Storia della letteratura italiana” 2000 Ed. Helicon  a cura di Giovanni Nocentini. È inserita anche nella “ Storia della letteratura Italiana contemporanea” 2003 –Ed. Helicon- a cura di Giorgio Luti. È presente nell’Antologia “ Il segreto delle fragole 2012” edita da Lietocolle-

Pubblicazioni:  “Pietra e memoria” Collana Uomini e donne del 2000 - “Righe d’amaro” Ed. Il Cenacolo - La Spezia 2004 - “Spiccioli di latta e altre poesie” Ed. Guerra – Perugia  - 2004  –  “Soste” Ed. Guerra – Perugia 2009 – Prefazione del prof. Renzo Pavese.
“ Poesia in forma di lettera” Ed. Ibiskos-Ulivieri Empoli 2010 con prefazione del prof.Giuseppe Benelli ( Presidente della Fondazione “ Città del libro” Premio Bancarella – Pontremoli -  Docente Universitario )  e dr Riccardo Boggi ( Ufficio cultura del comune di Aulla- responsabile del Museo di San Caprasio – Aulla-) –“ Dell’Amore- Ed. Guerra con note critiche di Anna Oliverio Ferraris (Ordinario di Psicologia dello sviluppo presso “ La Sapienza” Università di Roma. Psicologa e Psicoterapeuta- Scrittrice ) e Massimiliana De Vecchi. – poetessa- critico letterario.
Per quanto riguarda la saggistica:
“ Culto di San Giorgio in Lunigiana” Storia e leggenda 2006----
“ Nella magia dei boschi lunigianesi” Note di etnografia e letteratura popolare---2008-
“ Le Rogazioni – Cronaca e storia-( 2010)


                                                                           

                         Anna Magnavacca
                                     






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