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sabato 9 marzo 2013

A. SPAGNUOLO SU: "DICOTOMIE" DI N. PARDINI

NAZARIO PARDINI : “Dicotomie” – Ed.The writer – 2013 – pagg. 320 - € 16,00 –
Completa ed importante opera che si distingue per la sua voluminosa dimensione e per i contenuti selezionati e validi. Un corpus poetico ricco, nelle sue varie sezioni: “Dicotomie” , “Racconti in versi”, “D’amore di terra e di mare”, oltre alla nutrita selezione di “note critiche” e “Prefazioni e postfazioni”. Come traspare dalle pagine serrate questa ha singolari radici nel consenso, radicato in una preparazione culturale degna di attenzione e di rispetto: un lungo percorso esistenziale, che dal quotidiano, con linguaggio di impegno robusto, sfocia, senza retorica, nei riflessi della conquista filosofica, in perenne interrogativo della inquietudine. Non per richiami nostalgici, ma per richiami di suoni, di voci, di vita, come traslazione della memoria, il disincanto e le allegorie, il segno e la metafora, hanno la ferma sapienza del dettato, ricco sempre del ritmo nuovo e privo dell’atto consolatorio. I paesaggi hanno il raggio luminoso ed il profumo della semplicità, mentre i personaggi scorrono in un arcano ordine naturale, svelato alla irresistibile sollecitazione esistenziale. “Hai steso la tua mano / sulle palme cadenti, / gli esseri racchiusi / dal tepore di esistere / hanno rannicchiato la loro vita / nell’intimità della loro coscienza./ Poi hai ritirato la tua crosta di smalto / ed hai lasciato essenze di pino più acute / sui calici avvolgenti il silenzio. / La fine ritorna sul mare / che vede uccelli errare per il cielo / stanchi / in attesa di potersi posare.” (Tramonto) – Ottimo conoscitore del gioco rapido del verso Pardini costruisce il disegno completo della sua visione narrativa. Non va trascurata la lettura dei numerosissimi interventi critici che arricchiscono il volume con abilità ed armonie varie.

ANTONIO SPAGNUOLO

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