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domenica 22 dicembre 2013

MAURIZIO SOLDINI: "SUL DAVANZALE DEL NUOVO ANNO"


SUL DAVANZALE DEL NUOVO ANNO

Scivolano le carte a sorte
sui tavoli boscosi della vita
e trovano sentieri preclusi
dove la radura dischiude
all’orizzonte di soffici muschi
che nutre la rugiada al sole.
Alle spalle vecchi bagliori fumosi
della notte di un anno di dolore
evaporano e si intravedono
schiuse di gemme solitarie:
parole frasi versi lo stupore
che canta la poesia per noi
nelle ore dell’incipit dell’anno.

da Maurizio SoldiniIn controluce, Lieto Colle, 2009



Bella poesia, carissimo Professore, carissimo amico. Contiene tutto il vivere e il morire; la luce e la notte; tutta la conflittualità dei contrari; tutto quanto lo scandalo delle contraddizioni: il polemos tra gli opposti. E non è che il terriccio fertile del poieo stia tutto nella simbiotica fusione fra Thanatos ed Eros?
Ed è così che tra i muschi della solitudine s'insinua una luce solare che offre speranze nella euritmica musicalità dei nessi; ed è così che una visiva combinazione fra anima e natura simboleggia il percorso di una via crucis verso "schiuse di gemme solitarie:/ parole frasi versi lo stupore/ che canta la poesia per noi/ nelle ore dell’incipit dell’anno". Sì!, verso la Poesia, verso questa Poesia, che sa svincolare lo sguardo dal qui per elevarlo oltre; oltre il dolore; oltre la siepe della vita;  verso lo stupore!

                                            Nazario Pardini

1 commento:

  1. Grazie, Professor Pardini.
    Un caro saluto,
    Maurizio Soldini

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