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giovedì 9 ottobre 2014

LUIGI DE ROSA: "IMPERIA TOGNACCI E I SUOI POEMI IN POESIA E PROSA"




Luigi De Rosa: Imperia Tognacci
e i suoi poemi in poesia e prosa
Edizioni Giuseppe Laterza.Bari. 2014







Lettura di: Imperia Tognacci. Nel bosco, sulle orme del pastore Edizioni Giuseppe Laterza. Bari. 2012

Affermava il grande scrittore francese Alfred De Musset che il poeta deve saper trasformare le stille di lacrime in lucenti perle. Deve saper “gagner la Nature” per renderla disposta e disponibile a rivestire i frammenti dell’anima. E questo testo lo fa. I versi corrono armonici e incisivi,  spruzzati di verde di bosco, musicati da violini di ruscelli, e da fremiti misteriosi d’ incanti naturali.   Non è solo un poema bucolico-georgico, non è di certo solo descrizione di ambiti naturistici di grande impatto  poetico. Ma il fogliame, le acque cristalline, gli alberi viventi, gli spiri divini e misteriosi che avvolgono la loro anima non sono altro che fremiti interiori che trovano corpo nelle meraviglie del Creato. Solo l’uomo potrebbe distruggere ed annientare questo  miracolo. E l’autrice,  con  versi *arrivanti e impreziositi da un sintagma vario e ispirato,  ama e denuncia, adora e condanna con un sentire, che, volando  oltre la siepe, ritorna al foglio rinvigorito dal mistero della Morte e della Vita.   

Nazario Pardini

*Ho rimarcato il termine "arrivanti" perché, nel saggio, il critico vi ha accostato un punto interrogativo (?). Se De Rosa non capisce l'uso di qualche termine del dizionario, oggigiorno, ci sono tanti strumenti didattici a cui ricorrere.   



DA: Imperia Tognacci: Il richiamo di Orfeo
Edizioni Giuseppe Laterza. Bari. 2011

La reazione dell’amore alla rapacità del tempo


Gioiva il verde del bianco sorriso
del mattino. Il viottolo, dopo
il tornante, non sa cosa l’aspetti.
Cipressi non reggono il vento
e si piegano mentre, da diverse
altezze sondano l’azzurro.

Più che una silloge di poesie definirei questa plaquette un vero poema per il leit motiv che la permea e la rende organica e compatta. Un poema di grande intensità emotiva. Zeppo di riferimenti intellettivo-esistenziali  attinenti alla visione estetico-filosofica di Imperia Tognacci. L’amore, forza determinante della vita, della terra e dell’universo,  può essere annientato dal tempo impietoso che tutto distrugge? A questa sottrazione si può riparare, dando forza e valore a una concezione edonistica dell’esistenza in considerazione della sua precarietà?

Si espande e si diluisce il canto,
non trattengo carezze di note.
Nulla è per sempre. Si allontanerà
l’amore con passi felpati? Diventerò
cirro dolente e pensoso, attratto
e fuggente dal raggio che mi dissolve? (Pp 33 vv 2-6).

E il vento, personificazione di un soggetto naturale in cui l’autrice tende a concretizzare il suo sentire, cerca di offrire una soluzione consolatoria a questa coscienza della fugacità  dell’esistere. D’altronde è umana la nostra avventura terrena, è costretta a spazi ristretti, soggetta alle intemperie dei giorni e delle sere. Ma come può l’amore, momento essenziale, superbo, etereo ed eccelso, quella parte di noi che più si avvicina  al cielo, come può sottostare alle leggi di una natura che disfa. Sì!, perché l’amore è l’essenza del nostro esserci, è il cuore.
E il vento sussurra:

Perché pensi
al domani? Penelope imitando
disfi e tessi la tela? Sulla riva
sosti, il noto veliero attendendo?
Di là dalle vetrate del cielo avverti
voragini d’infinito? Tira tende oscure.
Ascolta il tuo corpo, la tua richiesta
d’amore. Lascia gli schemi prefissati.
L’armadio del cuore svuota
d’inutili cose, il fluire profondo
di emozioni ascolta. (pp. 33).

Il vento, seconda anima della poetessa, per reazione a Thanatos,  invita a vivere la vita senza tabù, senza preconcetti,... 
(...)

E Imperia Tognacci nel suo Il richiamo di Orfeo,  pur essendo cosciente che anche la forza di Eros con la sua assoluta valenza sugli esseri e la vita è soggetta a dissolversi per lo scorrere inesorabile del tempo, e, pur essendo consapevole che la leggerezza floreale delle primavere veleggia inesorabilmente verso i pallidi e fievoli ancoraggi autunnali, fa, comunque, della poesia un solido credo, affidandole il sacrosanto compito di rendere eterno il suo messaggio, issandolo sull’altare di chi incantava e incanterà, sempre.

Poesia aleggia nel viaggio
Dove si ripete il canto dell’amore
Che si tuffa nel cosmo dell’anima
E fili allentati riannoda.
(…)
Dell’homo tecno sapiens
Che all’angolo ammicca
Raddrizzerai, poesia,
gli orgogliosi sentieri. (Pp. 59)   



Nazario Pardini                     08/11/2012

1 commento:

  1. quanta bella poesia nasce nella natura e tocca permeandolo l'animo dell'autrice, che come fresca sorgente giunge a noi lettori assetati di incantevoli melodie
    Francesco

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