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domenica 1 marzo 2015

UBALDO DE ROBERTIS "STORDISCE... LA NEVE D'APRILE"


Ubaldo de Robertis

Mi ero messo in testa di escogitare qualcosa che andasse contro al "Narciso Muore",  equivocando, volutamente, tra il personaggio della mitologia greca e il fiore.
Credo sia riuscita l'operazione che ha dato il là al primo verso che doveva lasciare il lettore di stucco (piacque assai al Reading di Lerici: Argonauti nel Golfo dei Poeti).

Ubaldo de Robertis


 Narcissus poeticus


Stordisce…la neve d’aprile

 ( il nome Narcissus deriva dalla parola greca narkào 
che equivale a stordisco. Certo che una nevicata fuori 
stagione stordisce l'uomo e colpisce i germogli)

Il giorno che mi presi sul serio
presi   fuoco di noia
e vennero pioggia e neve
e il rumore secco di stille
fra le falle di tegole che dalle travi
veniva giù sull’impiantito
insieme alle lacrime finché
il buffone che è in me
perse la mitezza e oscurando la voce
sgraziata    imbrattata di vino
schiuse l’uscio quasi a sfidare il cielo
aprendosi ai fulmini ariosi della follia

C’era il narciso da rianimare
un attimo prima che di gelo   morisse

Ubaldo de Robertis


Da Se la Luna fosse….un Aquilone,  Limina Mentis, Editore, 2012

1 commento:

  1. Carissimo Ubaldo,
    una poesia di forte impatto emotivo, dove il tuo solito simbolismo ci introduce con una versificazione autoptica e geniale nei meandri dell'essere e dell'esistere. C'è la vita con tutto il suo dicotomico fluire. Con quella simbiotica fusione fra dolce e amaro, bello e brutto, buio e luce, che determina l'ascensione del verbo e dell'animo verso un narciso omnia; un narciso da salvare come la cosa più preziosa: la Natura, quella parte del mondo che illumina; la madre antica che richiama al bene, alla Bellezza, e l'uomo al suo grembo.
    Nazario

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