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martedì 29 marzo 2016

NINNJ DI STEFANO BUSA': "LA POESIA UNO STATO DI GRAZIA"

Ninnj Di Stefano Busà, collaboratrice di Lèucade


La Poesia, uno stato di grazia
di Ninnj Di Stefano Busà


La poesia è la religione delle anime più elette, forse più elevate spiritualmente, ma non necessariamente di quelle più acculturate, ovverosia, di quelle preparate a saperne cogliere il richiamo, entrare nello stato di grazia di una sensibilità atta a saperla intendere o a comporla.

Chi è nelle condizioni di entrare nell’ermeneutica della poesia, coglierne le sfumature, intuirne i legami, le sinergie, le allitterazioni, le parafonìe, le parafrasi, le onomatopee, gl’incipit, l’enjambement, le tonalità interverbali, gl’ipèrbati, le eufonie, l’eterogonie e tutta l’antologia anagrammatica della sintassi linguistica è già in possesso di alcuni requisiti. Saranno poi le circostanze a determinarne la genesi: un dolore, una perdita, un distacco, la solitudine, un addio etc. qualcosa che la faccia uscire allo scoperto. Ma può essere anche qualcosa di bello in interiore, anche se, a ben guardare, la poesia è sempre un travaglio e a farla scaturire, a renderla manifesta sono i moti del cuore, l’immaginazione e l’intelletto.

2 commenti:

  1. Quanto sono d'accordo, Ninnj! La poesia paragonata alla 'religione delle anime più elette'. Non un moto per tutti. Un'ispirazione degna di coloro che conoscono i lemmi e le regole degne di essere definite 'poesia'. Alludi alle sinergie, alle allitterazioni, alle parafonie, alle onomatopee e dimostri che non ci si inventa Poeta. Cerco di asserire questo concetto da tempo, ma mi 'scontro' nel senso dolce del termine, con i sostenitori delle ispirazioni feroci; dei moti improvvisi del cuore; degli squarci tra le nubi del quotidiano. Tu mi confermi che il Lirismo è altrove. Non ci si può definire Poeti perchè si esibiscono in modo rapido e compiuto disegni di pittorica evidenza .
    non bastano le maggiori isole del ricordo, i canti dedicati alla natura, il fiuto della profezia. Spesso l'approccio civile, per quanto valido toglie valore alla tenuta letteraria. Le cose esistono , rappresentano strumenti buoni della nostra vita, ma occorre la capacità di viverle in modo estatico e visionario... usando gli strumenti che citi con cognizione di causa.
    La poesia è OLTRE. Non possiamo ritenerci poeti perchè colti da spunti di luce, di altezza, di ispirazione. Occorre prendere le misure del nostro sentire. La letteratura, se usata in modo semplicistico, elementare, rischia di soffocare la vita.
    Io so di non potermi definire poeta, perché ho preso le misure dei miei limiti molti anni orsono.
    Ringrazio di cuore Ninnj e abbraccio Nazario e gli ospiti del blog
    Maria Rizzi

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  2. Cara Ninnj, è vero quello che dici, permettimi di aggiungere il sogno tra le circostanze, forse la principale, che determinano la genesi della poesia. Il sogno è una vita parallela piena di stimoli, genera idee, le svela alla nostra limitata mente... oltre ai travagli quotidiani e a tutte le nostre vicissitudini, infatti, ci guida un mondo parallelo fatto di immagini e sensazioni che non possiamo toccare, che sono lontane da ogni possibile gabbia razionale, e di cui non possiamo fare a meno. Essergli fedeli, non tradirle, quella è forse una forma di religione che si avvicina a quanto tu dici. La poesia (come anche le altre arti), quando nasce, si guarda bene dall'essere razionale. Allora, ciò che guida ogni artista nel suo percorso, è qualcosa di insondabile, per fortuna, altrimenti la poesia sarebbe come una formula matematica, e non stravolgimento delle formule. Posso aggiungere una scemenza? Tempo addietro in un laboratorio sono state rilevate le onde gravitazionali, una delle tante forze misteriose di cui ben poco sappiamo. Ebbene, non potrebbe essere possibile che ogni umano abbia in sé la capacità di captare questi misteri e di tradurli in quell'inquietudine che spesso ci guida? Ecco, direi, forse si parte dalla percezione di un mistero che ci portiamo dentro sin dalla nascita, e che terminerà solo con la morte. Da dove viene, dove va, lo si può studiare ma non lo si può controllare, eppure è quanto di più intimo e più profondo ci portiamo dentro per tutta la vita. Questo vale per tutti. L'uomo è forse come un'antenna che capta cose di cui poco sappiamo, e proprio perché non possiamo spiegarle, ma ne abbiamo l'esigenza, le traduciamo in poesia...
    Claudio Fiorentini

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