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giovedì 7 luglio 2016

MARZIA SERPI: "IN RICORDO DI DUCCIA CAMICIOTTI NELL'ANNIVERSARIO DELLA SUA SCOMPARSA"





Marzia Serpi con il suo testo con accanto sulla destra Duccia Camiciotti

Marzia Serpi con a destra Duccia Camiciotti


Oggi è il 7 luglio, giorno in cui ricorre il triste anniversario della scomparsa della grande e stimata scrittrice Duccia Camiciotti. 

Anno 2014
POESIA
In ricordo di Duccia Camiciotti

Vorrei scrivere a lettere d’oro
vorrei punteggiare di stelle
ed avere la voce di un angelo
per dedicarti una poesia,
e accarezzare la tua anima.
La vita porta via tutte le favole,
un giorno sei entrata nella mia
ma sono stata io a bussare,
oggi scrivo il ricordo
che la lacrima appanna
e non so tradurre l’emozione
per raccontare
quello che io coltiverò, come un fiore.
Se nel parlar di te
affetto mio rinnovo
in limpidezza d’acqua di sorgente
ancor ti sentirò vicina,
tu che dall’alto vedi
chi sulla terra ancor cammina.
Mancherà nel vocabolario
la parola per descrivere la tua grandezza,
mi mancherà la tua umiltà
sorriso, gentilezza, generosità
e il succoso frutto di un sapere
ove all’ascolto estasiata naufragavo.
E tu, mi hai accolta
tu sei stata mia amica,
grazie di aver camminato al mio fianco
grazie, di aver creduto in me,
e perdonami se il pensier mio
illusion si fece
che per te non dovesse mai finire.
Come rosa hai lasciato il giardino
reclinando i petali a poco a poco
lasciando a tutti noi
la densità del tuo profumo.

Marzia Serpi




Recensione scritta da Duccia Camiciotti, e in seguito pubblicata sulla ultima raccolta di poesie di Marzia Serpi dal titolo “Oltre lo sguardo”)


Marzia Serpi, VOLO DI RONDINE, Bastogi Editrice Italiana, Foggia  2010, pp.73, € 10,00.

Il bagaglio dei ricordi, sicuramente non collocati su di una direttrice temporale, ben delineati quindi, rappresenta
in quanto è, la spina dorsale ‘d’ una poetica che vuol fornire contenuti alla scrittura. Poiché sì, tale squisita verseggiatrice, con raro senso della misura e del ritmo, talvolta in rime asciutte ma eufoniche ed evocatrici, avvolge gran quantità di argomenti, mai permettendo che l’uno prevarichi sull’altro.  E molto è possibile decrittare in questi limpidi versi: il sociale e il personale, la morale, l’etica, il costume etc. E nulla osta che si giunga alle soglie della trascendenza, sempre in quella, sia pure arcana, disinvoltura che talvolta simula semplicità e discorsività. Ma stiamo attenti al valore di tale “simulazione”, che forse non è espediente poetico quanto mera spontaneità. Fatto sta che, arriviamo senza averne sentore ad altezze non facilmente raggiungibili. Dal figurativo al narrativo, dal quadro alla vicenda, il passaggio è sempre equilibrato, armonioso. Ma i sentimenti, forse, oltre il pensiero e la concezione del vissuto, della teoria che sostiene la pratica, fanno da substrato ad una poetica che senza parere s’ addentra nei sentieri dell’anima e di ciò non si vergogna anche se non ostenta o sbandiera, ma penetra a fondo nella psiche del fruitore che così se ne innamora. Come  fulcro a mille raggi, come  forza multidirezionale è questo sentire che tutto abbraccia,  e così trasvola da individui-pappagalli, a beneamati  ascendenti, da vicende umane a profili d’ animali,  come su di un NIENTE che è un TUTTO, su di un mistero che certamente si teme, ma  non perde per questo la sua metafisica nemmeno se configurato in un misterioso Nulla, né l’ironia pungente e  radicata nel disincanto di certa realtà,  fa qui difetto, come la saga popolare toscana, storicamente  finalizzata alle più salienti celebrazioni.. E in quest’ambito vince una sorta d’ ancestrale coralità,. che tuttavia risulta quasi ineguagliabile, perché passata al vaglio d’un talento non comune.

Duccia Camiciotti



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