Pagine

lunedì 9 novembre 2020

GIAN PIERO STEFANONI: "A MIA MOGLIE, ANNA"

 

Gian Piero Stefanoni,
collaboratore di Lèucade

FORSE IL FREDDO QUEL SEGNO DEL CUORE

per mia moglie Anna

 

Forse il freddo quel segno del cuore,                                                                             

quella mancanza di ossigeno attorno agli occhi.

 

O forse la lotta del corpo con ciò che muta,                                                                                 

col suo mutare nel giorno in cui l'autunno                                                                                               

fa il suo ingresso.

 

Sono solo oggi amore e io so che è questo                                                                                                 

se l'assenza del tuo respiro mina la vita.

 

 

IL BACIO, ANNA

 

Boccheggi come un pesce in cerca di respiro                                                                      

porgendo avanti e indietro le tue labbra.

 

Più bianca adesso, ancora chiedi,                                                                                                       

ritorni indietro,                                                                                                                              

hai  negli occhi il dilatarsi del fremito alla nascita,

 

dell'uomo e della donna                                                                                                                 

quel sogno tra le braccia che ora ci unisce.

 

6 commenti:

  1. Anna: il dolore è fuori e dentro il suo nome Gian Piero, e lei resta parte integrante della tua esistenza come un soffio al cuore... Leggerti è commovente, ogni sillaba scava solchi nell'anima e la storia del vostro amore è simile a un vapore rilasciato nell'atmosfera e pronto a insinuarsi in ogni fibra del tuo e del nostro essere. Strazianti le note dei ricordi. Ed è tristemente vero che prima di tornare al grande grembo si ha 'negli occhi il dilatarsi del fremito alla nascita'. Vorrei poterti dire, caro amico, che Anna non è mai andata via e tu non sei solo anche se ti manca la presenza fisica, lo sguardo, il sorriso, la voce. Se esiste un posto dove continua a vivere è accanto a te. In altra dimensione, ma con lo stesso infinito amore. Incarna 'quel sogno tra le braccia che ora ci unisce'. Hai una sensibilità speciale, ho letto le tue liriche con le lacrime e ho scritto continuando a emozionarmi moltissimo. Sei Poeta di ogni Storia e la tua vita è la più intensa, palpitante e ricca di pathos. Ti stringo forte.

    RispondiElimina
  2. Non trovo parole giuste di commento per questi versi di dolore e di amore... solo una lettura d'anima , per comunicare idealmente con l'animo del Poeta.
    Un abbraccio, Edda Conte.

    RispondiElimina
  3. Grazie infinite cara Maria e cara Edda di cuore per la vostra partecipata commozione e lettura. Ma voglio subito sgombrare ogni fraintendimento. Anna infatti è più viva che mai! La mancanza di cui parlo nel testo è quella relativa ad una dinamica di viva che per forza di cose in tempo di Covid ci tiene lontani e a singhiozzo (lei infermiera, io con qualche difficoltà di salute che necessita prudenza). Sono imbarazzato per aver suscitato apprensione. Ma ciò dimostra un animo il vostro ricco di amore e di tenerezza. Grazie, vi porto nel cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gian Piero caro,
      mi unisco a Edda nel porgerti le scuse per l'equivoco. Lunga vita ad Anna e abbi cura di te! Mi addolora che non possiate stringervi quanto vorreste, ma è importante resistere e andare avanti, consapevoli che siete l'uno nel cuore dell'altro e anche nei nostri. Hai un'anima squisita. Ti stringo ancora....

      Elimina
  4. Sono molto felice di questa risposta alla nostra partecipazione e dunque partecipiamo alla gioia .
    Complimenti comunque per le due bellissime e commoventi poesie.
    Auguri e cordialità,
    Edda Conte.

    RispondiElimina
  5. Grazie ancora Edda e Maria, vi abbraccio caramente..

    RispondiElimina