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venerdì 8 gennaio 2021

MARIA ALTOMARE SARDELLA LEGGE: "IL MARE INVISIBILE" DI MARIA RIZZI

Maria Altomare Sardella Su “Il Mare Invisibile” di Maria Rizzi – Edizioni della Sera

 

Maria Rizzi,
collaboratrice di Lèucade

Il mistero comincia fin dal titolo. Perché un mare è invisibile? Perché nascosto alla vista da elementi geografici? Può essere! O perché, come da sempre fa il mare, nasconde un mistero? E in questo caso un mistero non solo delittuoso ma persino angosciante? Anche questo è possibile. L’azione si svolge in un paesino balneare non espressamente citato. E’ il lettore che deve ricavarne il nome dagli indizi rivelati dal narratore che, come in tutti i romanzi gialli, è un narratore impersonale ma, in questo caso, lo è solo generalmente; infatti, di tanto in tanto, ci regala sequenze riflessive che rimandano a un’interpretazione filosofica della vita. “L’ultimo sole è rosso e docile, come tutte le cose che stanno per andarsene.” Pag. 11. Il paesino ha un certo fascino quando, affollato di turisti, brulica di vita; ma al volgere dell’autunno a un giovane uomo come l’ispettore Gianni Venanti sembra piuttosto il luogo di punizione in cui è stato inviato per vegliare sull’ordine pubblico insieme ad altri due agenti, quasi ragazzi. In paese poche persone, soprattutto anziani, che amano, così dicono, la tranquillità del posto. E’ un vecchio pescatore, infatti, che una mattina irrompe nel distretto di polizia per denunciare la scoperta, tra gli scogli, di un uomo morto per annegamento. Improvvisamente, l’assonnato paesino non sembra più così pacifico e i tre tutori dell’ordine si ritrovano a dover indagare non solo nel presente ma indietro nel tempo per cercare il bandolo di un delitto che affonda le radici nel secondo conflitto mondiale, nell’odio che lo scatenò, un odio che persiste e si riversa brutale e razzista su gente indifesa. L’ispettore e i suoi aiutanti intuiscono una rete delinquenziale, i cui insospettabili organizzatori possono contare sull’indifferenza di chi vede e non parla, ma non la sanno smascherare. Giunge l’aiuto di un’ispettrice che completa il lavoro dei colleghi con la propria destrezza psicologica e l’assassinio si rivela la punta di iceberg di un traffico esecrabile che miete vittime persino fra i bambini con il mare come innocente complice: un mare, appunto, invisibile. Il romanzo si legge d’ un fiato per il ritmo serrato con cui la vicenda è narrata e grazie alla struttura paratattica, all’uso del presente nel raccontare la storia e a un lessico quotidiano, di tanto in tanto impreziosito da eleganti similitudini : “E’ il crepuscolo. Il sole del tramonto scende dietro ai monti come un disco di bronzo incandescente.” Pag. 68. Il protagonista si evolve nel corso della vicenda, si evolve come uomo e come professionista; diventa consapevole dei propri limiti e dei limiti che la vita impone. Piacciono e fanno meditare alcune sue parole: “Fin quando gli esseri umani moriranno così, non saremo mai salvi!” Pag. 137. Per concludere, “Il mare invisibile” è una lettura gradevole e illuminante, consigliabile anche a giovani lettori.

Maria Altomare Sardella

 

3 commenti:

  1. Ringrazio di cuore la generosissima Maria Altomare, che consente un ennesimo spunto di luce al mio ultimo romanzo. La sua volontà di essere tesa ad arco verso il dono è davvero incredibile e averla nella vita rappresenta grande fonte di arricchimento. Ovviamente la mia gratitudine si estende al nostro Nume Tutelare, che lavora in modo infaticabile ed è di un altruismo raro. Li ho entrambi nel cuore!

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  2. Molte sono state le note critiche su "Il mare invisibile" di Maria Rizzi. L' ottima esegesi di Maria Altomare Sardella fotografa il paesino dove si svolge la vicenda che brulica di turisti nella bella stagione ma che in autunno si svuota e sembra un vero e proprio luogo di punizione per l'Ispettore Gianni Venanti. Improvvisamente un morto per annegamento mette in moto, come un detonatore, un mondo oscuro e il bandolo di un delitto che affonda le radici in un odio mai estinto che avvelena il mondo circostante.

    Il male assoluto impera e Maria Altomare Sardella indica nella forte evoluzione personale e professionale del protagonista uno spiraglio, una possibilità di riscatto della dignità umana.

    Congratulazioni all'Autrice della nota e a Maria Rizzi.
    A loro va un abbraccio che estendo al nostro Nume tutelare che protegge l'Isola felice di Leucade.

    Loredana D'Alfonso

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    1. Lory, sei sempre presente e sempre attenta alle sfaccettature delle recensioni. Del Dono della cara Maria Altomare hai colto i punti salienti e le hai reso il giusto merito. Io mi sento fin troppo emozionata. Se il romanzo, nonostante il periodo sospeso va avanti, è quasi un miracolo, e ho il dovere e la gioia di stringere al cuore coloro che mi onorano con simili letture. Abbraccio la nostra Maria, Lory e l'immenso Capitano che veglia su tutti...

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