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venerdì 7 maggio 2021

PIETRO RAINERO: "SANGUE BLU" RACCONTO


                                 SANGUE   BLU

 

Pietro Rainero,
collaboratore di Lèucade

“Caro signor Navarro, le sue analisi parlano chiaro: lei mangia troppi amidi umidi!” sentenziò il dottor Alejandro Solerios.

“Amidi umidi?” chiese Alonso Navarro, un commercialista che viveva dalle parti del Carrer d'Aribau.

“Sì. Consuma troppa pasta, patate, pane, riso... e li condisce in modo troppo umido. Dovrebbe almeno usare condimenti più consistenti. Vede questi asterischi? Significano che lei ha tutti questi valori sballati. Un mucchio di asterischi, vede?”

Ed il povero commercialista guardò tutte quelle stelle.

“Non le posso nascondere che la situazione è molto grave. Anzi, c'è un altro dato che riguarda il gruppo sanguigno che la rende quasi disperata” la voce del medico era molto triste.

“Perché?” domandò Alonso Navarro al colmo dell'agitazione.

“Perché per salvarle la vita dobbiamo eseguire il più presto possibile, ed in ogni caso entro le prossime 48 ore, una trasfusione di sangue. Gran parte del suo sangue, almeno tre litri, andrà sostituita. Altrimenti lei è destinato a morte certa”

“Ah... ho capito. Ma le trasfusioni, al giorno d'oggi, sono pratiche mediche abbastanza comuni, giusto? Farò questa benedetta trasfusione”

“Purtroppo c'è una complicazione, caro mio. Una problematica di non poco conto”

“Quale?” Navarro era sempre più preoccupato dalle parole dell'ematologo.

“Beh..” proseguì quest'ultimo “lei possiede un gruppo sanguigno molto strano, e raro. Il gruppo N”

“Il gruppo N? Non l'ho mai sentito nominare!” il signor Alonso era stupefatto.

“Già, a scuola magari non lo insegnano. E' un gruppo rarissimo ormai, una volta non era così”

“Una volta non era così? Ma perché? Non capisco..”

“Vede, oggi ormai i nobili sono molto pochi. Secoli fa, invece, c'erano un mucchio di duchi, conti, marchesi, baroni.. e così di seguito. Pensi che al giorno d'oggi, invece, si stima che in tutta Barcellona sia rimasta solo una famiglia nobile, anche se una decina sostengano di esserlo. Pensi, solo una!”

“Ma questo cosa c'entra con i miei amidi umidi?”

“E' ovvio che c'entra! Il gruppo sanguigno N è presente solo nelle vene dei nobili. Per cosa crede che stia quell'N? Per nobile. Lei è discendente da nobili. Non è una fortuna, mi creda”

“Gruppo sanguigno nobile?”

“Certo, venga qui. Prelevo una goccia del suo sangue, mi dia la mano, non abbia paura, solo una goccia. Ecco. Venga qui, al microscopio, guardi attentamente. Di che colore è il suo sangue?”

“Ma... a me, sinceramente, sembra... blu!”

“Sì. Lei è di sangue blu: è nobile, cosa le dicevo? E ha, quindi, gruppo N, Rh ovviamente positivo, e quindi può ricevere sangue solo da nobili. Sa come funzionano le trasfusioni, vero?”

“Ho studiato qualcosa a riguardo, al Liceo...”

“Dunque, esistono 5 gruppi, zero, A, B, AB e appunto N. Poi c'è il fattore Rhesus, il fattore Rh, che può essere positivo o negativo. Per esempio, un individuo di gruppo AB+  può donare sangue solo ad altre persone AB+, ma può riceverne da tutti. Le persone di gruppo zero possono ricevere sangue solo da altre dello stesso gruppo, e possono dare il sangue ad individui del tipo Rh positivo. E così via, ci sono regole ferree. Lei, di tipo N, può ricevere sangue solo da altri N, solo dai nobili. Ed i nobili sono rari! Questo è il suo problema! Qui, a Barcellona, non conosciamo neppure, ormai, il cognome dell'unica famiglia nobile rimasta, peggio che peggio nelle località vicine, e comunque lei non ha troppo tempo ”

“Accidenti! Sono perduto!” esclamò al colmo della disperazione il buon Alonso Navarro.

“Ora che ci penso, lei ha una unica, piccolissima chance”

“Quale, quale? Mi dica, dottore!”  implorò Navarro.

“Si dice che nel tempio della Sagrada familia, entrando sulla destra, ci sia un disegno che permetta di stabilire quale sia, tra le dieci famiglie che vantano ascendenze nobiliari, l'unica che davvero è nobile. Le devo anche dire, però, che nessuno è stato mai in grado di capire il messaggio, piuttosto oscuro, anzi decisamente complesso”

“Però devo tentare...”

“Certo, vada subito alla basilica, e cerchi di risolvere, se può, il mistero, è la sua unica possibilità. Se trova il nome della famiglia nobile, poi potrà chiedere ad ognuna delle persone di questa famiglia di donarle un poco del loro prezioso sangue. Vada, vada.  Ah.. per la visita mi deve 10 pesetas. Signor Navarro!!”

 

Ma Alonso Navarro, dimenticandosi anche di pagare, si era già precipitato in strada. Aveva immediatamente fermato un taxi per guadagnar tempo, in quanto la distanza tra la Clinica Nostra Senyora del Remei, dove si trovava, e la basilica cattolica era di circa un chilometro e mezzo.

Pochi minuti dopo si ritrovò all'ingresso della Sagrada familia, sorprendendosi a pensare che la famiglia nobile da lui ricercata, se trovata, si sarebbe rivelata veramente una famiglia sacra, almeno per lui: gli avrebbe evitato la morte!

Conoscete tutti naturalmente la basilica cattolica progettata dall'architetto Antoni Gaudì, massimo esponente del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto il monumento più visitato della Spagna.

I lavori iniziarono nel 1882 e l'edificio venne iniziato in stile neogotico, ma quando Gaudì subentrò come progettista dell'opera, nel 1883, fu ridisegnato completamente. Il progetto di Gaudì passò da uno stile neogotico a uno naturalista, organico, adattato alla natura. L'architetto di Reus infatti era del parere che l'architettura gotica fosse imperfetta, perché le sue forme rettilinee e i suoi sistemi di pilastri e contrafforti non riflettevano le leggi della natura, cosa che invece fanno le forme geometriche rigate, quali il paraboloide iperbolico, l'iperboloide, l'elicoide e il conoide.  Per il resto della propria vita Gaudì lavorò alla chiesa, dedicandovi interamente gli ultimi 15 anni. La costruzione della magnifica chiesa non è ancora terminata e secondo gli auspici del comitato promotore l'opera potrebbe essere completata per il 2026, a 144 anni dalla posa della prima pietra e a 100 anni dalla morte di Gaudì, ma molto dipende anche dalle donazioni dei fedeli.

Comunque, non appena sceso dal taxi, questa volta pagandolo, ed entrato nel grande tempio, scorse vicino all'ingresso alcune scritte del tipo di quella sotto riportata.                                    

Da buon commercialista, e quindi essendo capace di contare fino a 33, si accorse subito che si trattava di un quadrato magico, cioè un quadrato nel quale la somma dei numeri di tutte le righe, le colonne e le diagonali era uguale.  Non riuscendo invece ad individuare quale fosse il testo che gli avrebbe, sperava, salvato la pelle, chiese lumi al primo prete che vide, cioè Don Carlos Martinez, nome e cognome certamente comuni in Spagna, ma persona dalle conoscenze invece non comuni, nonché uno dei responsabili della chiesa. Infatti questi gli indicò subito, sulla loro destra ad altezza d'uomo, una strana scritta che qui riproduco e che, a detta del sacerdote, costituiva la chiave per determinare quale fosse, fra la decina di famiglie che, a detta loro, avevano ascendenti nobiliari, l'unica che potesse fregiarsi davvero di un tale onore 


“Ma cosa può significare?” chiese, disperato, il nostro commercialista.

“Beh... sappiamo che le 10 lettere corrispondono alle iniziali delle 10 famiglie che si ritengono nobili. Il testo però non ha molto senso; in latino vuol dire “Muto ha dato il nome ai cocci”. E non sappiamo neppure cosa significa quel numero, 23, scritto in basso. Non ha senso, non può essere la ventitreesima lettera, ce ne sono solo 20! Nessuno ha ancora risolto l'arcano”

“Povero me, povero me, come farò?” il signor Navarro quasi piangeva, conscio di non essere in grado di capire la scritta sul muro.

“Coraggio, perché piangi, figliolo?”

E il nostro amico Alonso spiegò al prete, a Don Martinez , il motivo della sua depressione.

Don Carlos, impietosito, cercò di incoraggiarlo.

“Forza! Sappiamo che le 10 lettere sono legate alle iniziali delle 10 famiglie, rispettivamente Mendoza, Urrìa, Téllez, Sanz, Delgado, Estevarrìa, Iglesias, Narvàez, Ortega, Calderon”

“Già, ma quale sarà quella i cui componenti sono conti, o marchesi?”

“Uhm... io non sono versato negli indovinelli logici, non posso esserti di grande aiuto” scrollò il capo sconsolato il sacerdote, che però, nel muovere leggermente la testa, intravvide poco lontano un frate di sua conoscenza.

“Oh, caspita: fratello Guglielmo!! Sei fortunato, figliolo. Se c'è in tutta la Spagna uno in grado di darti una mano... beh, lo hai trovato. Frà Guglielmo, tempo fa, ha risolto un complicato caso legato a strane morti avvenute in un monastero benedettino” e Don Martinez chiamò a gran voce il suo amico frate.

Dopo i saluti di rito (erano anni che non si incontravano) gli spiegò il problema del signor Navarro, fedele cattolico praticante, e gli diede anche le necessarie delucidazioni sulla misteriosa scritta.

E frate Guglielmo si prese subito a cuore le disgrazie del malcapitato commercialista, sia perché possedeva un'indole cristiana e generosa, sia perché amava risolvere i rompicapi. Questo era veramente bello!

Il frate consigliò al signor Alonso di calmarsi e di sedersi al centro della enorme costruzione, a pregare per la propria vita pazientando il necessario. Lui, dal canto suo, si sarebbe recato subito in Sacrestia a riflettere intensamente. Sperava proprio di riuscire a svelare l'indovinello.

E, devo ammettere, la fiducia dimostrata dal frate nelle proprie capacità si dimostrò, per fortuna del signor Navarro, ben riposta, poiché dopo solo una mezz'oretta Guglielmo raggiunse il nostro caro devoto Alonso e lo informò subito sui progressi fatti.

“Credo che ci siamo, caro Alonso. Penso di conoscere il cognome nobiliare!”

“Davvero??” Alonso Navarro non credeva alle proprie orecchie, e pendeva dalle labbra del frate.

“Sì. Ecco perché: guarda bene la disposizione delle 20 lettere, non noti proprio niente di particolare?”

“Uhm... davvero nulla, sembrano tutte quante buttate lì a caso, e poi il significato della scritta è oscuro … Muto ha dato il nome ai cocci... ventitré”

“Guarda bene, c'è soltanto una lettera che compare due volte nella prima riga, la U, e solo una è contemporaneamente nella prima e nella seconda, la T. La S è presente nella prima e nella quarta.. e così via.. hai capito?”

“No”

“Ogni lettera compare solo in una coppia particolare di righe o in una riga soltanto. La D nella seconda, la O nella terza e quarta”

“Ah... ora capisco.... ma la famiglia nobile?”

“Il numero riportato in fondo non significa ventitré, si deve leggere due tre. La vera scritta è: Muto ha dato il nome ai cocci … due tre, capisci?”

“Ah... Ma certo! Ora ho capito!! L'unica lettera presente nella seconda e terza riga è la E, quindi la famiglia in questione è quella degli Estevarrìa!” Alonso Navarro era felice: forse, nonostante gli amidi umidi, l'avrebbe scampata.

“Bravo, visto che non era impossibile? Mai scoraggiarsi, bisogna aver fede nelle proprie capacità, oltre che in Nostro Signore. Dio ti benedica”

“Oh... Dio benedica lei, e grazie mille, non saprò mai come sdebitarmi”

E, velocissimo, il signor Navarro si recò in Sacrestia. Là incontrò nuovamente Don Martinez che, informato dell'accaduto, aprì l'elenco telefonico di Barcellona e scoprì che, fortunatamente, nella capitale catalana c'erano solo sette Estevarrìa che si rivelarono, contattati telefonicamente, tutti timorati di Dio e bendisposti ad aiutare un fratello cristiano nonché un collega nobile. Il giorno seguente, presso la Clinica Nostra Senyora del Remei, il dottor Solerios fu felice di testare il sangue a quei sette signori, scoprendo che tutti, ma proprio tutti, avevano il gruppo N! Procedette quindi alla trasfusione, togliendo ad ognuno di loro una quantità di sangue blu pari a trecento diviso sette, e quindi circa 43, centilitri e ad intascare le 10 pesetas dell'altra prestazione, aumentate delle 45 di questa.

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