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giovedì 14 ottobre 2021

GIAN PIERO STEFANONI LEGGE IL VERNACOLO DI NAZARIO PARDINI

Gian Piero Stefanoni,
collaboratore di Lèucade

https://www.corrieredellospettacolo.net/2021/10/13/nazario-pardini-e-il-vernacolo-sonetti-allaria-aperta/

https://www.corrieredellospettacolo.net/2021/10/13/nazario-pardini-e-il-vernacolo-sonetti-allaria-aperta/

 Buon Nazario ecco una mia, non esaustiva, lettura al tuo bel libro.

 Un abbraccio dolce e grazie ancora.

 Gian Piero

2 commenti:

  1. Inserisco anche sull'Isola il commento alla recensione di Gian Piero:
    Splendida la pagina di Gian Piero Stefanoni dedicata all'importanza che il Professor Pardini attribuisce al dialetto. Attinge anche per il vernacolo al metro classico, che giova a ogni forma di lirismo.Manzoni in una sua lettera, parlava del milanese, come di lingua, non di dialetto. E asseriva " se si parla di dialetto come di lingua senza letteratura, allora perché dite dialetti, il veneziano, il napoletano, il bolognese, il milanese? Pochi, anzi nessuno dei dialetti, manca di letteratura". Il nostro esegeta afferma che "la memoria del presente diviene dicitura di una struttura al vaglio dei suoi costumi" nell'Arte pardiniana e mi induce a pensare che il dialetto nasce dentro, è lingua dell'intimità, dell'habitat, "coscienza terrosa" di un popolo, sta all'individuo parlante come la radice all'albero; nasce nella zolla, si nutre nell'humus, si fonde nella pianta stessa. È, insomma, l'anima di un popolo. Con tali concetti, mi avvicino alla splendida chiusa dell'esegeta. E mi piace terminare asserendo che tutti i dialetti sono metafore e tutte le metafore sono poesia. Ringrazio l'Autore per questa lettura articolata e di altissimo spessore del nostro Vate e li abbraccio entrambi!

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  2. Grazie carissima, splendida sintesi, un abbraccio caro a te e Nazario come ai lettori e autori dell'Isola

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