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giovedì 7 ottobre 2021

MARCO DEI FERRARI: "OSARE PER ESSERE. SECONDA PARTE"

 OSARE PER ESSERE (2° parte)

Marco dei Ferrari,
collaboratore di Lèucade

La coscienza "prima" esistente nell'essere umano (come sostiene Franco Campegiani) non può prescindere da riflessioni relative alla dimensione temporale di riferimento nei suoi effetti bloccanti (paura del passato e preoccupazione del futuro).

Paulo Coelho la interpreta così: "se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerà il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore".

I pensieri riferiti al passato e al futuro infatti distraggono, nella società tecno-contemporanea, a tal punto da impedire il godimento dell'attimo da viversi.

Ecco come lo "scenario" tempistico assume connotazioni imprevedibili e incontrollabili.

L'eccesso di attenzione psichica al domani, connesso anche all'educazione, tuttavia non deve dimenticare il bilanciamento delle conseguenze negative e positive di una particolare attività.

Una forte paura del passato si traduce spesso in un'occupazione assillante della mente gestita da un senso di colpa devastante.

Wayner Dyer la vede così: "di tutti gli sprechi di energia emozionale il senso di colpa è di gran lunga il maggiore perché, per definizione, ti senti paralizzato nel presente per una cosa che ha già avuto luogo".

Insoddisfazione, preoccupazione sono altri stati d'animo che impediscono di perseguire al meglio gli obiettivi programmati.

"Vivere" il presente è comunque molto complesso; solo essere contenti senza motivo o essere sempre impegnati con qualcosa può permettere l'approccio al modello più convincente di azione.

L'umanizzazione del "vivere" quale sfida costante alle negatività soffocanti, si può manifestare dunque oltre la ripetizione della mediocrità dilagante, con scelte coraggiose totalizzanti.

Alcune scelte strategiche aiutano alla consapevolezza di agire liberamente, senza paletti mentali ostruzionistici e cioè: modificare le abitudini, mantenere la mente concentrata sul presente senza divagazioni, agire con calma per migliorare la qualità della vita, considerare sempre attentamente i "dettagli" non solo importanti,  ma anche in apparenza inutili.

L'osare si consolida nella spiritualizzazione del tempo di cui presente, passato, futuro costituiscono i momenti più significanti nell'assedio degli esseri senza tregua; occorre pertanto provvedere alla sua gestione anche spirituale nel miglior modo possibile, scegliendo gli obiettivi/azione destinati a "sistematizzarne" gli effetti operativi umanizzanti.

Nell'era della velocità tecno e del caos si assiste anche  alla sovrapposizione/confusione del tempo (dal lavoro allo svago alla famiglia).

È sempre più necessario pertanto "gestire", nella totalizzazione, ore, giorni, settimane, mesi per raggiungere finalità programmate (anche umanizzanti).

David Allen in un suo libro del 2001 propone sei basi gestionali del tempo da meditare tutt'ora: raccogliere; elaborare; organizzare; pianificare; agire; rivedere.

Althsuler fuoriesce dal concretismo per condurci ad una riflessione di umana valenza.

"La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota" (M. Althsuler).

Conciliare l'efficienza produttiva con una corretta visione umanizzabile degli obiettivi non è semplice, ma soffermarsi sulle basi di Alien sembra opportuno e utile:

A) Raccogliere: significa utilizzare il minor numero possibile di contenitori di raccolta di input vari (appunti, documenti sparsi in ogni direzione fisica-digitale e in ogni spazio lavorativo-privato-pubblico)

B) Elaborare: consente di porsi domande contro il rischio di accumulare materiale inutile e quindi programmare una risposta di reattività attiva corrispondente (delegare, fare, rimandare).

C) Organizzare: significa applicare un insieme di abitudini e comportamenti, procedure, oggetti atti ad approfondire tematiche, con criteri chiari e scrupolosi.

D) Pianificare: sottolinea priorità-contesto-tempo-energia (cioè la scelta delle attività che hanno più valore per il raggiungimento di traguardi prestabiliti). Le priorità devono essere pochissime nell'individuare che cosa poter fare in ogni situazione, valutando tutte le variabili. L'energia disponibile (fisica e mentale) si connette alla conoscenza di sè e del tipo di attività da svolgersi con il buon senso e l'istinto più opportuni.

E) Agire: i ladri di tempo più abili si nascondono nelle pieghe dei dettagli quotidiani. Sfruttare il massimo della concentrazione nei momenti migliori della giornata (nemici sono il multitasking e le interruzioni) è l'osare più compatibile con la volontà di "spiritualizzare" ogni risultato.

Importante è poi capire su quali situazioni sia possibile un controllo effettivo al fine di effettuare scelte coerenti e produttive.

Steven Covey indica le sei cose su cui avere un controllo 1) le proprie azioni 2) le parole proprie 3) pensieri e credenze 4) emozioni 5) valori 6) il tempo.

Ecco il tempo nuovamente protagonista dei nostri gesti/obiettivo che Schopenhauer inquadra da par suo: "La gente comune si preoccupa unicamente di passare il tempo; chi ha un qualche talento pensa invece ad utilizzarlo" (Arthur Schopenhauer)

F) Rivedere: è necessaria naturalmente la manutenzione periodica del sistema,che significa affinare le tecniche di lavorazione, pianificazione, azione (la revisione può essere settimanale e mensile) per potenziare ed imparare.

Queste metodiche evidenziano tutta la complessità dell'Essere nelle sue più varie esplicazioni applicative conseguenti alla sua frammentazione (necessaria) nelle contingenze dell'esistenzialità umanizzata dallo Spirito di presenza, di sfida, di coesistenza.

Il confronto poi con il flusso programmato di energie finalizzate e diffuse nel sociale/individuale costituisce il "motore" del divenire.

Un'importante "contingenza" che l'Essere non può trascurare è quella dell'umanizzazione fisico-psichica nel suo sviluppo più ampio rapportato al "sistema" dei risultati di programma.

L'umanizzazione del corpo aiuta la mente e viceversa.

"Mens sana in corpore sano" sostenevano gli antichi Romani e Roberto Re nelle sue esaustive analisi ne conferma la validità.

Infatti un corpo allenato, forte, sviluppa nell'individuo un sistema mentale altrettanto potente, alimentando ogni produttività applicata.

Ma il corpo ha limiti oggettivi (naturali) che, se oltrepassati, possono causare uno squilibrio pericoloso chiamato "stress".

Esistono varie tipologie di stress: fisiologico, tossicologico, mentale, emotivo... ed il suo squilibrio energetico (stress eccessivo) può essere logorante per l'individuo sino a degenerare in patologie gravi e complesse (spesso incurabili).

A. Loya (psicologo/naturopata) interpreta così: "Quando lo stress situazionale si accumula nel tempo crea un livello di stress fisiologico. E questo provoca quasi ogni disturbo e malattia".

Anche Jim Rohn consiglia di trattare con riguardo il corpo: "Abbi buona cura del tuo corpo, è l'unico posto in cui devi vivere".

E' bene ricordare che lo stress fisico può essere causato da molti fattori: lavoro meccanico eccessivo o sbagliato; assenza di riposo; cattiva alimentazione; tossine ambientali.

Per quanto attiene le tossine, è bene sapere che ogni anno si è esposti a più di 80.000 sostanze chimiche e metalli pesanti ingeriti, toccati o inalati.

L'energia fisica e mentale quotidiana poi si rinnova con rispetto dei ritmi vitali e alimentari.

In proposito L. Gifty Akita così si esprime: "Il relax è l'inizio della creatività".

E. Stanley avverte: "Quelli che pensano di non avere tempo per gli esercizi fisici dovranno presto o tardi trovare tempo per le malattie".

E Terry Guidlemets: "Quando si tratta di mangiare sano e fare esercizio fisico non esiste il -comincerò domani- domani è già malattia".

La produttività è dunque intrinseca al processo motivazionale temporale di cura in tutti gli aspetti dell'interiorità come emozioni e relazioni della mente.

L'emozionalità (da gestirsi) è fondamentale in quanto causa degli eventi di stress.

Lo stress è parte della vita e anche positivo in piccole dosi (aiuta a rafforzare la volontà) e lo stress emotivo attiva risposte a livello biochimico (adrenalina) molto importanti a fronte di pericoli improvvisi.

Sullo stress così si esprime Donald Tubesing: "Lo stress è come una spezia. Nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto. Troppo poca produce un blando, noioso pasto: troppa può soffocarlo".

                                                            Marco dei Ferrari

2 commenti:

  1. La coscienza "prima", spirituale, di cui parla Marco dei Ferrari, citandomi (cosa di cui gli sono grato), non può non confrontarsi con la dimensione temporale (coscienza "seconda", potremmo dire), nei suoi "effetti bloccanti". Arginare tali condizionamenti significa contenere l'invadenza del tempo (passato e futuro) per concentrarsi unicamente sul momento attuale. E ciò significa attivare la propria sorgente spirituale che vive in un eterno presente, all'interno (non all'esterno) della temporalità. Trovo molto interessante le svariate e complesse elaborazioni che lo studioso porta avanti, tutte tendenti alla promozione di quell'Equilibrio magistralmente sintetizzato nell'antico detto romano: "Mens sana in corpore sano". Complimenti e ad maiora.
    Franco Campegiani

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  2. La coscienza "prima", spirituale, di cui parla Marco dei Ferrari, citandomi (cosa di cui gli sono grato), non può non confrontarsi con la dimensione temporale (coscienza "seconda", potremmo dire), nei suoi "effetti bloccanti". Arginare tali condizionamenti significa contenere l'invadenza del tempo (passato e futuro) per concentrarsi unicamente sul momento attuale. E ciò significa attivare la propria sorgente spirituale che vive in un eterno presente, all'interno (non all'esterno) della temporalità. Trovo molto interessante le svariate e complesse elaborazioni che lo studioso porta avanti, tutte tendenti alla promozione di quell'Equilibrio magistralmente sintetizzato nell'antico detto romano: "Mens sana in corpore sano". Complimenti e ad maiora.
    Franco Campegiani

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