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venerdì 4 maggio 2012

Tre poesie di Elvira Manco


Moderato sostenibile





Accarezzo lo strappo vulnerabile

fra il mio pensiero e il tuo viso

districo il nodo di una corda

accendo il gas

chiudo la tenda perché la luce

disturba il palpito delle mie ombre

la penombra mi scivola lungo

la schiena mi trema le spalle

e intorpidisce le dita

riaccendo il gas non so

perché l’avevo spento

ho le dita lente

sbuccio una patata

affetto la carota

ho le dita dure

sciolgo i grumi di un impasto

controllo il gas

la minestra cuoce

ho le dita scure

la penombra scende giù

dai miei capelli

ho le dita diacce

tutti i miei abiti hanno

strappi vulnerabili

forse ferite

ho le dita rigide

una penombra liquida

negli occhi

riaccendo il gas che era

di nuovo spento

lo scroscio dell’acqua

il rantolo del frigo

ho le dita stanche

non posso rammendare le ferite

e neppure accarezzarti il viso.





Io sono Hiroshima


Io sono Hiroshima.
Sono la porta schiantata.
Sono la schiuma di lacrime sul labbro.
Sono la lebbra che mangia il respiro.
Sono il deserto dei sogni impietriti.
Sono la pietra che incrosta il sangue.
Sono il chiodo, il coltello, il veleno.
Sono il violino sul dente sfatto.
Il tamburo che picchia sul petto.

Sono la viola del pensiero.
La prima voce dell’alba.
Il profumo dell’ultimo ricordo.
Il canto di una chitarra addormentata.
Il sogno della margherita bianca.
Il grido del mare in cartolina.
Il sorriso della foto che ami.
Il richiamo della finestra chiusa.
La carezza della casa abbandonata.

Io sono Hiroschima.
Sono il tuo amore.
La porta schiantata del mio amore.





Adagio





Il rito.

Il grido.

Il fiato dei pensieri.

Il luogo dove

Dormono i fiori.

L’erba.

Le rughe degli alberi.



La terra che culla il seme.

La fuga della volpe.

Il riso della tagliola.

Il morbido della gola.

La tana dei desideri.

L’azzurro limpido.

Ieri che c’eri.

Domani.

Un attimo fa.

Il trillo dell’alba.

Domani.

Il sole

quando mi chiami.



Oro.

Il prima delle stelle.

Il sigillo delle labbra.

L’adagio della luce.









Curriculum di Elvira Manco




Elvira Manco, nata ad Andria il 13/6/1957, è operatrice culturale della Regione Puglia dal 1980.
Dal 1976 si occupa di teatro come attrice, autrice e regista; ha collaborato con l’ALFA e con la Compagnia Teatrale Andriese, partecipando a concorsi nazionali. Dal 1982 realizza laboratori teatrali in varie scuole, curando anche, con gli alunni stessi, piccole pubblicazioni. Nel 2002 ha pubblicato il libro-fiaba “Castel del Monte” Nel 2005 ha vinto il concorso “Babele solo” come autrice e regista del monologo “Il testimone”.
         Nel 2007 ha curato la regia del dramma di J.P. Sartre “Porta chiusa”, rappresentato nell’auditorium della Scuola Media “Manzoni” e, nel 2008, è stata regista e interprete dello stesso. Per conto della Regione Puglia organizza eventi culturali di vario genere. Con Daniela Recchia ha collaborato alla realizzazione di un lungometraggio attualmente in fase di postproduzione. Ha curato e scritto l’opera corale “Le forme del sogno” ispirandosi alle sculture di Mariangela Ruccia e ai quadri di Mariagiulia Tannoia; con queste due artiste ha realizzato delle mostre a Trani, Ascoli Piceno e Molfetta ricevendo grandi riconoscimenti. Ha partecipato a vari concorsi letterari nazionali ottenendo riconoscimenti e proposte di pubblicazione.
         Gli ultimi premi vinti sono: il primo premio “Gennargentu” 2009 e il primo premio dell’Accademia G.G. Belli 2011 per la pubblicazione.

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