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sabato 3 gennaio 2015

SERENELLA MENICHETTI: "POESIE IN METRICA"





Le nubi sono nere, troppo nere !
Minacciano dal cielo la mia terra.
Sembrano finte invece sono vere
sciolgono in bombe d’acqua, ed è la guerra

Paesi devastati ed anche morte,
è triste veramente questo scempio.
Ognuno ha la sua croce e la sua sorte
destino troppo crudo e troppo empio.

Ecosistemi rotti senza senno
soltanto per profitto ed interesse.
Di rispetto ambientale manco un cenno
“il tessuto si disfa e non si tesse “

Se dopo la natura si ribella
poi non piangete sul latte versato.
L'uomo stesso per lucro suo cancella
senza ritegno, i doni del creato.

Serenella Menichetti


ASPETTO "Madrigale"

Balza agli occhi la tua disperazione
 che punge come spillo velenoso.
 Non cerchi mai da me la comprensione,

 né vuoi consiglio semplice e fruttuoso.
 Tu sei l' amata figlia ed io soltanto
 veder vorrei da te, sguardo brioso.

 Non sai che spina quel tuo guardo affranto:
 buca l'anima mia da parte a parte !
 Eccomi spugna ad assorbire il pianto,

 e pagliaccio ad infondere sorriso,
 ma questa volta mesto resta il viso.

 Troppa l'angoscia che ti squassa il petto.
  Intanto sto nell'angolo ed aspetto.

 Serenella Menichetti


BUFERA

Come per incanto il cielo s’ incupì                       
un nero velo sulla terra  giacque.                         
L’estate arretrò e, dopo ammutolì                    
fu opaco istante, che la vita tacque.                           

Ma tutto questo agli uomini non piacque              
Per cui, un brivido di freddo li investì.

Mentre la pioggia, abbozzò il suo canto
di  lampo, feroce luce,  sfolgorò
lamento greve di tuono rimbombò.
Infine gettò il cielo, il nero manto.

Serenella Menichetti


L’ELEMENTO DETERMINANTE

Il cuore, pur se con amore  rima
non sempre però batte per piacere.
La rabbia invece è grande certe sere.
Prima che la tachicardia ci opprima:

conviene ritrovarci a discussione,
chiarire con pazienza, certe cose
che incrinano di brutto questa unione.
A ripararla né orchidee né rose

nemmeno luna, né stelle, né mare
né altre smancerie inutilmente.
Occorre qualche cosa di speciale.
Forse esiste, sostanza non banale
che dalle parti, usata similmente,
riesca  la bilancia a livellare:

in equilibrio con poco difetto,
semplice a dirsi, ma complicato a fare.
Un elemento che ha nome: rispetto.


Serenella Menichetti

  

UN FIOCO PENSIERO



La colpa del mare non era
 e l'onda pareva cullare,
 l'azzurro intenso parlava,
 la barca si mise a ballare.
 In bilico corpi ammassati
 sull'orlo del baratro nero
 sostavano stanchi e stremati.
 In mente un pensiero.

La barca è oltremodo gremita,
un fuoco ad un tratto s'attacca,
migranti si gettano in acqua.
Ancora una sorte vigliacca
si scaglia su povera gente.
Scafista crudele e negriero
che ruba la vita, la mente
e spegne il pensiero

Nel mare galleggiano lievi,
i miseri corpi perduti.
Il cielo pudico s'arrossa
per troppi migranti caduti.
Un forte strillar di gabbiani
rasenta quel gran cimitero.
Poi giungono uomini “umani”
si schianta il pensiero.

Un numero lieve si salva,
un altro più vasto perisce.
La fila di sagome uguali:
è spina che il cuore ferisce.
Protetta da identici teli
supina in terreno straniero
rivolge su limpidi cieli:
un fioco pensiero.

Chiedevano solo rifugio
da guerre, soprusi e conflitti.
E gocce di tregua e speranza.
Tutti, hanno i propri diritti !  
Non certo la morte fallace,                                  
del corpo, dell'io veritiero.
Adesso né guerra né pace.
Estinto è il pensiero.
Serenella Menichetti




Sbarcano corpi in quel di Lampedusa
sono tutti morti  in luogo straniero.
Scafisti boia ciascun uomo accusa
destino nero.

Grande vergogna, oggi il Papa dichiara
Dolore immenso per ogni italiano.
Ennesima tragedia affatto rara
Sfugge di mano.

Dramma bestiale di disperazione
mare rosseggia di resti mortali
è una carcassa quell'imbarcazione
lerci animali !

Donne, bambini, uomini innocenti !
migranti in fila scippati di vita.
E’ silenzio dal mondo dei potenti
Europa unita ?

Accoglienza, rifugio e protezione
urgono per coloro che han bisogno,
non solamente la nostra nazione
può dare un sogno.

Serenella Menichetti.




Da una cecità grave ero io affetta 
non percepivo più neanche un oggetto,
correvo forte più di una saetta...

del mondo non vedevo alcun aspetto.
Un video vuoto, scorreva di fronte
ad occhio pigro a ottusità costretto.

Né blu del cielo, né verde del monte 
la sfida mia col tempo interrompe                  
Quando trovo un burrone senza ponte.

Dinnanzi a quell' ostacolo imprevisto
fermo la corsa,  la vista riacquisto.

Adesso che la luce è nel mio sguardo
a lieve passo scorgo ora il traguardo.

Serenella Menichetti











3 commenti:

  1. Un ringraziamento al Prof. Nazario Pardini per l'accoglienza su questo blog dove l'aria salubre della buona poesia ci depura dalle scorie della vita.

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  2. Ho letto le varie espressioni poetiche di Serena Menichetti e sono rimasto colpito dalla sua inventiva e dalla semplicità comunicativa che è una gran cosa nell'arte poetica. Complimenti.

    Prof. Angelo Bozzi

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  3. La ringrazio vivamente Prof. Bozzi per la sua gentile attenzione.

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