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mercoledì 14 ottobre 2015

BORTOLO PENTO: "IL VIALE"

DA:


UN SECOLO DI POESIA.
PETRINI. TORINO. 1962


E’ nato a Venezia nel 1914 da padre  vicentino e da madre salernitana; ha vissuto ad Este e insegnato a Rovigo. Spirito acuto ha curato studi classici e una storia della letteratura italiana ed ha  pubblicato diverse raccolte di versi ispirati ad una visione umana della vita goduta e sofferta con rara intensità esistenziale. Del suo libro Paese Aldo Capasso ha scritto: “E’  poesia fresca, poesia che sanamente serba il contatto con la realtà”. Ma forse l’arte di Pento si manifesta più drammatica e originale nel libro Lunghi giorni del sud, trepida rievocazione della sofferenza di chi, come il Poeta, che militava nell’esercito italiano del sud, rimase separato  per mesi e mesi dalla casa e dalla famiglia dalla barriera infuocata della guerra. E’ morto nel 1997.



Il viale

Ecco il viale
dei platani adolescenti
in cui è l’alito scarno della sera
di novembre.
Al fogliame immobile s’aggrappa
autunno
in un ritmo di tristezze dorate.
Il viale è lungo, e non c’è vento.

Chissà che la strada
fasciata di dorature
non porti alle aiuole d’oro
della fanciullezza avventurosa!

Vengono giù dai monti
le prime ombre silenziose:
annebbiate, fredde.
Fanno pensare -  e si spacca il cuore
di nostalgia –
quanto dolce è l’ora
che si sta attorno al fuoco
nella casa lontana,
e l’affettuosa luce
della lampada, e il volto di chi si ama,
e le tacite gioie
dell’occulta bontà di casa nostra. 

1 commento:

  1. Ringrazio il caro Nazario per avermi concesso di conoscere un Poeta di simile levatura. La guerra cambia inevitabilmente le Opere e soprattutto le vite degli uomini in generale e degli artisti in particolare. E' inevitabile che l'esperienza tragica della guerra riporti alle memorie, soprattutto a quelle legate all'infanzia. E anche nella lirica "Il viale" del poeta scomparso Bortolo Pento, scorrono con chiarezza di disegno e pittorica evidenza le isole del tempo passato:
    "Fanno pensare - e si spacca il cuore
    di nostalgia –
    quanto dolce è l’ora
    che si sta attorno al fuoco
    nella casa lontana".
    Poesia che rappresenta un invito a posare lo sguardo sulle cose e sui sentimenti elementari. E' soprattutto rilevante l'atteggiamento di acuta attenzione per gli oggetti, unita a una valorizzazione della loro umiltà e quasi a un religioso rispetto.Le cose che ci circondano tutti i giorni sono gli strumenti buoni della nostra vita, ai quali, spesso, distratti da aspirazioni e preoccupazioni apparentemente più grandi e complesse, non abbiamo tempo, né amore per prestare il dovuto riconoscimento.Con le radici ben salde nel ricordo delle origini, il nostro Autore identifica nel viale la strada del ritorno dall'avventura dolorosa dell'esistenza...
    Maria Rizzi

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