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martedì 10 novembre 2015

SERENELLA MENICHETTI: "INEDITI"


Serenella Menichetti collaboratrice di Lèucade



PARTENZE

Gli occhi vestiti di parole.
Mille miglia dalla costa distante.
I polpastrelli  nudi, sfogliano afrore di carta.
Trafitti da aghi di ghiaccio e falde di fuoco.

Da una brezza di parole sospinto, lo sguardo
affonda l’anima  nell’alveo  di un mondo diverso.
Porgo l’ascolto alle voci di ieri
a quelle di oggi.

E sempre mi disperdo nell’oblio
del canto delle sirene.
Le palpebre  battono in un turbinio di coralli,
mentre inseguono il segreto dell’oceano.

Intanto, tu:
attendimi sulla soglia!
Ferma  il pensiero sulle mie mani.
Ai miei ritorni, esse
non saranno più nude.



 IL TUO VIAGGIO

 E torni lentamente, mille volte
 su percorsi battuti da passi
 spesso troppo frettolosi.

 Di un viaggio sconosciuto e tormentato.
 Apparentemente senza meta alcuna.
 Ricerca fugace e evanescente.
 Che lascia solamente, il vuoto del niente.

 Con pazienza costruisci
 il tuo navigatore satellitare
 che ti indirizzi, ti orienti,
 ti faccia cambiare strada
 quando stai per infrangerti sugli scogli
 o per cadere nella voragine del nulla.

 E ogni volta ai tuoi occhi,
 tutto cambia prospettiva.
 E si colma il vuoto di alcune parole.
 E si svelano, un po' alla volta, alcune facce
 di questo prisma infinito.

 Non tutto è visibile e trasparente.
 Ancora troppa la nebbia, copre
 il senso della crudeltà e della perversione.

 Hai raccolto un microscopio,
 per scoprire a poco a poco
 l'essenza della normalità.
 Delle piccole grandi cose:

 dei riti quotidiani.
 Degli uomini.
 Dei padri e dei figli.
 Della tua anima.
 Dei voli e gli approdi.
 Della sofferenza e la speranza.
 Della partenza e Il ritorno.
 Del dolore e il perdono.
 Della vita e la morte.

 In un miracolo che ogni giorno
 rinnova il tuo viaggio
 dentro i binari dello stupore.

 E lo zaino che porti sulle spalle
 passo dopo passo, si colma.



PIU’ IN LA’

Per eludere ogni egoismo
ti arrampichi sugli alberi.
dall’alto osservi l’acqua limpida
Intorbidirsi.

Attraverso un lurido specchio noti
frammenti della tua immagine
dibattersi in una frenetica lotta
tra i flutti dell’oppressione.

Ciottoli di fiume arrossati
da troppe ciliegie 
cadute dall’albero della primavera.
Stritolate da orme di piedi inclementi.

Prati senza profumi ,usurpati 
da enormi fiori di plastica.
E barattoli di latta dal bordo
spinoso.
Chi sarà stato a nascondere i cadaveri 
delle farfalle?

Se riuscissi a spostare lo sguardo oltre l’orizzonte
forse troveresti le tue risposte.
Magari tra i fili della tela di un paracadute
da indossare per atterraggi di luce.



CAMMINO

Nel suo dedalo di percorsi
un labirinto ti accoglie.
In un cammino a zig zag
vaghi ,cercando la porta
per l'eternità.

All'interno del caleidoscopio:
mille sguardi ti scrutano.
In un girotondo infinito,
giorno e notte si inseguono.

A tratti calme, a tratti rapide,
le vibrazioni dell'universo,
entrano nell'intreccio di mille storie,
si calano su mille altre, che si creano.
Si diffondono su  mille conclusioni 
che s'incontrano e, su altre mille
che si plasmano.

Mille verità turbinano
in un vortice senza fine,
insieme alla tua immagine,
che dentro un frammento
di vetro colorato, ruota.

Poi si perde e torna.
Si moltiplica e scompare.
Mentre cerchi,
verdi occhi di gatto, la inseguono.
Prosegui il tuo cammino.

Attraverso una lente sfocata,
scorgi l'uscita.
Avvolta nella nebbia dell'ignoto,
al di là:
la tua immagine, ti chiama.



CHISSA’ SE L’ONDE…

Chissà se pure l’onde
bramino cieli calmi
dove specchiarsi.
Quando appena increspate
godono dell’astro.

O quando piatte
in coltre di cristallo,
si raggruppano.
A celare i segreti del mare.

Ma la tranquillità
E’ fuggevole attimo
che presto si dissolve
nella spuma.

E s’alza l’onda e s’adira
A volte con furia
il cielo graffia
E annaspa fino a ferire.
E a rimaner ferita.

Lacera vite.
Ed urla
E piange
E poi, un istante
si quieta.

Anche la vita
come l’onda urla
E proprio come l’onda
affonda.

E percuote, col suo bastone.
A volte in vita lascia il corpo
Ma straccia l’anima.

E la quiete a cui anelavi:
presto, si fa chimera.


 Serenella Menichetti

1 commento:

  1. Ringrazio il Professore per la sua gentile ospitalità.
    Serenella Menichetti.

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