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sabato 12 marzo 2016

LORENA TURRI: "TRE PICCOLE POESIE"

Lorena Turri collaboratrice di Lèucade


Tre piccole poesie:

LA PARIETARIA ROSSA

A sabbia di deserto i giorni vanno
con strisciante lentezza di lumaca
lasciando lunga scia di solitudine
- fragore moribondo di secondi -
Convolvoli, i silenzi alle pareti,
ai balbettii aggrovigliano le sillabe
risucchiandole in calici di noia.
E non lenisce l'urticante afa
la parietaria rossa della sera.


REDENZIONE

Senza di te resto atona
a spiare dietro le porte
i silenzi delle stanze
quasi ad aspettarmi che
un letto o una lampada
prendano vita e mi vengano incontro
per narrarmi una storia immortale
di alberi e di luce.
Potrei così redimermi dalla noia
infittita nell’oblio e trasalire
a un raggio di sole che trapassa una fronda
come quando facevamo l’amore
stagliati verso il cielo.


LA POVERTA’ DEL FIORE

La povertà del fiore
sta tutta nell’arsura,
esito inesorabile
di un solleone altero.
E’ un dolore di tempo,
sbilenco d’ore
e di schietto calore.


Lorena Turri

10 commenti:

  1. Versi molto eleganti per esprimere un sottofondo di malinconia con parole che parlano di una vitalità mai paga. Complimenti Lorena, lieta di conoscerti poeticamente.

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  2. Ti ringrazio infinitamente Giusy. E' bello incontrarsi su questa fantastica isola di poesia!

    Lorena

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  3. LA PARIETARIA ROSSA. Poesia ricca, complessa ,che gioca su metafore e simboli così interiorizzati e personalizzati da perdersi ed aver bisogno di analisi e riflessione.
    Due piante infestanti, due fiori –la parietaria e il convolvolo- a metaforizzare uno stato d’animo.
    Il tempo che scorre, scivola, come la sabbia del deserto, silenzioso eppure lento: la metafora della solitudine: un sentimento sterile e deflagrante per chi lo vive, e che annuncia la morte spirituale.
    A che cosa aggrapparsi per non perdersi?
    Il convolvolo, infestante pur nel suo fiore delicato, per il suo arrampicarsi a serpentina, con il suo ritmo avvolgente a spirale ben rappresenta il tentativo: ma è il monologo del solitario, aggrovigliato e balbettante, che non sa uscire dalla sua noia.
    L’urticante parietaria, erba vetriola, regina dei terreni incolti, non può né vuole essere consolante.
    Una poesia inquietante. Complimenti davvero all’autrice

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    1. Ringrazio di cuore Maria Grazia Ferraris per l'attenzione e la sensiblità con cui ha saputo comprendere questi miei versi. Una lettura attenta ed esaustiva.

      Lorena Turri

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  4. Gent.ma Lorena, desidero complimentarmi con lei per l'ottimo esito della sua poesia. Non la conoscevo e ne sono oltre che sorpresa, ora, anche entusiasta. Vi è nella sua poesia l'infinitamente "inesprimibile" dell'autenticità, qualcosa che può afferrare solo chi veramente vi è calato dentro e può afferrare al volo senso e nesso: la poesia non si può spiegare, si deve sentire...e lei la sente. Cordialissimi saluti e auguri sinceri.

    Ninnj Di Stefano Busà

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    1. Carissima Ninnj, grazie per queste splendide parole che mi ha riservato. Mi allargano il cuore e mi emozionano.

      Lorena Turri

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  5. Io conosco Lorena, ho l'onore di leggerla spesso, di sapere quanto può essere variegato il panorama dei suoi versi. Dietro ogni metafora v'è la profondità dell'esistenza.... La prima lirica gioca sul registro dell'allegoria. Descrive il tempo nel suo 'fragore moribondo di secondi' e il convolvolo e la parietaria, come Maria Grazia, con ottima capacità esegetica sottolinea, riassumono il senso della vita infestata... Nichilismo e umorismo, in quanto parliamo di un'Artista che riesce a coniugare il pessimismo con il senso dell'humour. Tale tendenza si coglie leggendo un passaggio della seconda lirica:
    "un letto o una lampada
    prendano vita e mi vengano incontro
    per narrarmi una storia immortale"
    Ma l'auto- ironia fiorisce come passaggio, attutisce la forza dei versi e può capitare che sfumi in chiuse di tale spessore, che vanno considerate liriche in se stesse:
    "come quando facevamo l’amore
    stagliati verso il cielo".
    L'Autrice sa viaggiare su doppi binari in una sola lirica. Sa rifiorire di colpo, con versi sublimi che lasciano attoniti... La terza lirica non concede sconti. La povertà di un fiore:
    "E’ un dolore di tempo,
    sbilenco d’ore
    e di schietto calore".
    La storia breve e sofferta del fiore... metafora di molte vite, di solitudini.. 'sbilenche d'ore'
    Non è facile commentare Lorena. La si legge in trance e la si conserva tatuata nell'anima. Nessuna piaggeria. Ammirazione allo stato puro...
    La tengo stretta.
    Maria Rizzi

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    1. "Non è facile commentare Lorena" ma tu, cara Maria, ci riesci sempre puntuale e precisa.
      Grazie per questa tua lettura e per la stima che sempre mi dimostri.

      Lorena Turri

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  6. Aggiungo a questo coro di voci importanti, che si complimentano con Lorena,anche la mia flebile voce. Lorena sei grande! Conosco da tempo Lorena e la leggo puntualmente con grande piacere e rinnovato stupore.
    Bentornata a colorare questi scogli.
    Serenella Menichetti.

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    1. Cara Serenella, grazie per essere passata di qui. La nostra è una bella amicizia e la stima è reciproca. Ti abbraccio.

      Lorena

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