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venerdì 18 novembre 2016

M. EBE ARGENTI: "SCONFORTO"


DA:








SCONFORTO














Dalla finestra del soggiorno, osservo
chi sul sagrato sosta o va a passeggio
e se lo sguardo sale verso il cielo
vedo gli uccelli in volo, che mi sembrano
delle piccole croci in movimento.

Grigie sono le nuvole, i giardini,
le contrade e le case circostanti.
Poi, via via che la brezza vespertina
incupisce la base dei cipressi,
sul sagrato non resta più nessuno.

Maria Ebe Argenti

1 commento:

  1. Conosco bene la silloge di Maria Ebe Argenti da cui è tratta questa lirica e che racchiude un tratto saliente della vicenda biografica e poetica della brava autrice varesina. Nei versi sopra riportati, tutti perfetti endecasillabi, si legge dapprima un tentativo di registrazione anòdina del paesaggio circostante, ben presto interrotta da uno scarto forte e improvviso: l’allusiva metafora degli uccelli in volo che sembrano "piccole croci in movimento". Agli occhi della poetessa, che vive un momento di difficoltà a livello fisico e psichico, il mondo esterno si fa grigio, addirittura cupo con il richiamo ai cipressi e al sagrato ormai privo di presenze umane. Ma il suo, come si desume dalla raccolta “Dell’Anima e del cuore”, è uno spirito che non s’arrende, tutto teso alla speranza. Lo spirito di chi ama la luce e la vita.
    Pasquale Balestriere

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