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sabato 1 aprile 2017

AURORA DE LUCA SU "NON RITORNI" DI A. SPAGNUOLO



Antonio Spagnuolo: Non ritorni. Robin Edizioni srl. Torino. 2016. Pg. 120. € 12,00


Antonio Spagnuolo










Aurora De Luca su ANTONIO SPAGNUOLO, Non ritorni, Robin Edizioni, Luglio 2016, Torino.

«È l’ultima pagina di un quaderno che conservi in segreto e divampi ribelle serpeggiando alla scena».
 
Aurora De Luca,
collaboratrice di Lèucade
Non ritorni mi ha fatto tornare alla mente poi un pensiero, che è questo: «La gioia di scrivere. Il potere di perpetuare. La vendetta d'una mano mortale» (Wisława Szymborska).
Poiché Quale fondo limaccioso ci conserva l’autunno / in attesa di un alba senza più illusioni, / immersi nella solitudine glaciale di un paesaggio/ che non conosce conforto?
Antonio Spagnuolo conduce un dialogo in un monologo, per conturbanti versi che hanno il balzo del casquè, «nell’intimo volteggio ricuce le membra l’onda del violino/ e la pupilla ha brame di vertigini». Poesia che si tocca e che pulsa, che è fatta di carne, una carne che spasima e che tende a ricongiungersi con qualcosa (o qualcuno) che non ritorna; la pupilla accende vortici sospetti seguendo il frullio dell’arteria, un sangue biologico che scorre e che pure rievoca il pensiero sbiadito in fantasmi di gioco. In tutto il fato, irrequieto e ineluttabile, fa emergere intime verità dalle pieghe della lontananza e del silenzio.
Poesia che è vertigine, nel contempo illusione e disillusione «Il geranio, aggrappato alla controra, / tenacemente accompagna la mia storia, / che stilla i giorni senza fantasia, / che ripete il tuo nome inutilmente».
Il violino suona in sottofondo «nell’ossessione della tua assenza. / Prigioniero solo della prossima morte / indosso una maschera tribale»; alla memoria ritorna una gioventù perduta, una forma evanescente, un vuoto, un ‘non più’ incolmabile.
Versi belli e struggenti, esclamazioni e tormenti, furori e ceneri, Spirito e Amore che il Tempo diluisce nel tempo, ma non smorza, giammai, Poesia si fanno.

PERDONO

«Forse non so rassegnarmi, per te nascosto
fra le cadute della mente ed il sospetto
delle improvvise illusioni.
Non posso toccare le meraviglie della tua grandezza,
perché non credo al frutto maturo del tuo passo,
alle soffici ali dell’eterno che ghermisce innocenze.
Beffarda e dolorosa l’ossessione
che corrode per insegnarmi il perdono
nel rincorrere affanni dell’addio, incontenibile gioco,
e condanna il rimorso che perseguita il tempo»

 Aurora De Luca


1 commento:

  1. Grazie caro Nazario, spero la mia nota abbia saputo onorare 'Non ritorni'e la penna di Spagnuolo!
    Un caro abbraccio a tutti i naviganti,
    Aurora

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