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giovedì 9 novembre 2017

N. PARDINI LEGGE: "ATTENDO NUOVO SOLE" DI MARGHERITA CELESTINO


La poesia di seguito ha vinto il premio "Renato Fucini" di Montopoli in Valdarno

Poesia calda, di amore e di risentimento verso un mondo che non merita più l’afflato dei poeti. “Il tempo del poeta è ormai passato”. Ma la Celestino con versi di armonica gentilezza e di euritmica sensibilità dà sfogo ad un’anima nata per cantare; per gridare al mondo la Bellezza del canto, il suo palpito  vibrante; ma anche il suo lamento funebre, l’addio  all’altare del perdono: “L’altare del perdono è ormai stremato,/tempo non ci sarà per scarso amore /né più percorrerò vie desolate /cercando chi su esse non ritorna.”. Un invito ad amare, alla rinascita, al giorno, alla luce; ad una società migliore che di amore si cibi a ché il poeta possa di nuovo attualizzare il suo messaggio di vita; di questo vive: di spiritualità, di un sentito allungo verso il cielo, di quell’armonia che, ora spersa, una volta guidava verso i cuori. Ed è proprio dallo “squarcio” che deriva l’addio profano della poetessa:

Questo è il mio addio profano,
ma attendo nuova aurora e nuova vita
attendo solo d’essere riamata.

Alla fine, l’ossimorico contrasto fra la fluidità sonora dell’endecasillabo e il melanconico resto di un’ultima ignominia dà vita a un auspicante grido di luce e di speranza: “ma attendo nuova aurora e nuova vita”.

Nazario Pardini

ATTENDO NUOVO SOLE

Il tempo del poeta è ormai passato,
ogni stilla d’inchiostro s’è asciugata,
la musa muore senza la speranza,
né mai sarà più tempo
di regalare perle alla bufera.
Nello squarcio s’è persa l’armonia,
che con sublime ritmo
ognora mi guidava verso i cuori.
Solo un cimelio resta
e ne avrò cura
finché avrò vita, finché avrà respiro,
unico appiglio, unico mio bene.
Mentre si spegne l’alito vitale
avrò già chiuso con il mio passato.
Nulla, per me, domani sarà uguale
quando il camino non darà calore.
Raminga rimarrò, vecchia e smarrita,
lì dove il suolo mio non è il natìo.
Mentre le mani care mi scavano la fossa,
sola e delusa, come canna al vento,
mi sporgo sull’abisso
in attesa dell’ultima ignominia.
Non è più tempo di parlare a sordi,
distratti menzogneri furbi e orbi,
gretti di cuore e vuoti di pietà.
Quando l’amore vuol manifestare
non usa motto per l’intendimento.
L’altare del perdono è ormai stremato,
tempo non ci sarà per scarso amore
né più percorrerò vie desolate
cercando chi su esse non ritorna.
Questo è il mio addio profano,
ma attendo nuova aurora e nuova vita
attendo solo d’essere riamata.

Margherita Celestino


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