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giovedì 9 novembre 2017

N. PARDINI LEGGE: "ANCORATO A QUESTA FOCE" DI LUIGI GASPARRONI

Luigi Gasparroni. Ancorato a questa foce.
Teramo. 2017


La silloge trae il titolo dalla poesia eponima a pag. 11, ANCORATO A QUESTA FOCE, che già tanto ci dice del cammino umano e artistico del poeta: "…Ancorato a questa foce ogni giorno/ risorgo come da sofferto sogno,/ con le braccia in croce/ e al tacito ritorno s’accompagna/ eco di parole e gesti consueti”. Ogni giorno una rinascita, ogni giorno una nuova avventura di parole e gesti consueti; ogni giorno un volo che dai palpiti terreni si eleva alle soglie dei misteri.
Luigi Gasparroni medico specializzato in pediatria è un  grande amante della letteratura. Ha pubblicato 7 raccolte di versi. Vincitore di premi letterari è socio dell’A.M.S.I. (Associazione Medici Scrittori Italiani). Collabora a riviste letterarie con saggi e poesie. In questa plaquette sono raccolte poesie giovanili che già mettono in evidenza la poetica del Nostro tutta vòlta a scandagliare vibrazioni emotive e riflessive di un poeta in bilico fra cielo e terra; fra le  bellezze terrene e i misteri del creato. In seguito la sua vèrve creativa si evolverà con caratteri più incisivi sia a livello verbale che stilistico, pur mantenendo quelli che sono i caratteri dominanti della sua filosofia di vita che tocca gli ambiti più veri e più schietti della vicenda umana: la natura, l’amore, l’esistere, il rapporto della nostra vicenda col tempo, thanatos. Ma è con i trionfi di Pan che Gasparroni esprime il suo pathos; è ad essi che affida tutto il suo patema esistenziale, motivo focale del suo mondo poetico: continuità che dimostra la linearità, la compattezza, l’organicità e la valenza del suo canto: Azzurri uccelli, fiori alti sullo stelo, nei tuoi occhi il mare, prati inariditi, ardenti vulcani, neve sui monti, mare e prati verdi, alberi nuovi, pazza primavera, nidi rubati fra le siepi, fischi di merli, danza di pollini, voce d’aprile, nebbie di marzo: tante immagini di cui il poeta si serve per dare corpo ai suoi impatti emotivi. La sua è una poesia fresca, giovanile, semplice; ma semplice nel senso della complessità e della pluralità dell’esistere; una semplicità che si raggiunge dopo anni di esperienze e meditazioni.

PRIMAVERA

Già la voce d’aprile ha salutato
le nebbie di marzo.
Una dolcezza inquieta agita
trasognati pensieri di ragazze.
Salgo su questi monti
ancora spogli
sotto la pioggia lenta.
È la stagione dei lunghi silenzi
quando i ricordi si adagiano
come polvere lieve
sul nostro cuore
in un  desiderio di antiche primavere.

1 commento:

  1. Una poesia fresca e leggera, col pregio della semplicità.
    Si posa come polvere lieve a portare antiche primavere.

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