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giovedì 9 novembre 2017

N. PARDINI LEGGE "KETTY DANEO-POESIE SCELTE (1950-1992)" DI F. OLIVO FUSCO



Franca Olivo Fusco. Ketty Daneo. Poesie scelte (1950-1992). BastogiLibri. Roma. 2017

“Da molto tempo avevo in cuore il progetto di rendere omaggio alla poetessa Ketty Daneo (Trieste, 1908-1998), figura di rilievo nel panorama letterario della sua, e della mia, città per più di cinquant’anni…”.
Così inizia la prefazione della Olivo Fusco al libro dedicato alla attività letteraria di un’amica; di una grande poetessa. Il testo si sviluppa in due sezioni: Parte prima (Ketty Daneo, poetessa); Parte seconda (Ketty, la donna; Ketty, l’amica, nei miei ricordi). Una lettura spedita, polivalente, intrigante fatta di brani critici, poesie e interventi della stessa Fusco: rimembranze, considerazioni, incontri affettuosi, vita di ontologiche intrusioni emotive, in cui dimostra tutta la sua passione per questa antica arte; tutta la sua vicinanza lirica verso una poesia che sente vicina, fortemente vicina alla sua poetica, al suo mondo, alle sue radici. “Ketty Daneo iniziò giovanissima a scrivere poesie. Lo si apprende leggendo la lirica Nella pacifica casa della mia infanzia, dal suo ultimo libro del 1992 Sulle tempie del mondo il sangue batte sofferenza e amore: “Ero una ragazza dai capelli rossi/ e le lentiggini sulle guance/ candida nel cuore come il respiro/ del gelsomino. Per amore dell’anima/ e un senso d’ali imparavo i segreti/ di abbozzare sui fogli le poesie… (…)”, così scrive la Fusco. Il libro è zeppo di riferimenti biografici e poetici, una vera crestomazia che ci dà un quadro esauriente e polisemico della valenza poetica di Ketty. Vengono prese in esame le diverse raccolte da Al di là del fiume del 1950 fino all’uscita dell’antologia Il liuto del confine del 1995 che comprende quasi tutte le poesie già edite più cinque inedite. Molti anche i romanzi: da La casa dei sambuchi 1983 a Ninna nanna 1960.
Tutti i molteplici aspetti della poetica della Daneo vengono toccati: il rapporto con la natura “Anche gli alberi ci salutano con le loro braccia allargate gelate e bianche di neve. (Gli alberi hanno un’anima come noi)”, raffronti con D’Annunzio e Caproni, il marito (gli occhi di Renato Daneo: Il mare il cielo, il sole/ ti vedo negli occhi…), l’amore,  il Carso terra di confine, La riviera di San Sabba, il rapporto con thanatos, Trieste e un lager con introduzione di G. Barberi Squarotti, su su fino alla morte “La paura di Ketty era giustificata: forse una persona sente quando giunge il momento della fine. Alle ore 20 del 5 gennaio 1998, lunedì, spirò… Alcuni giorni dopo, scrissi di getto  una poesia dedicata a Ketty, che inserirò nel libro Ascolto interiore…”. Mi piace riportare questa poesia della Fusco come segno di vera e sincera amicizia, e di elevata positura lirica:

Te ne sei andata,
dolce amica,
verso la meta
tanto agognata.
Ti vidi spenta
l’ultima volta,
benché ancora viva.
Nulla del mondo
più ti apparteneva
neanche il tuo corpo.
Estranei i volti
di persone amiche.
I tuoi occhi,
velati di nebbia,
guardavano già
oltre la vita,
cercando,
in mezzo ai giardini
di peonie e rose in fiore,
il volto amato.
Non mi è permesso piangere
quando la morte è vita.

Ma chiudere questa mia presentazione con una poesia che Ketty stessa senz’altro avrebbe scelta significa invogliare i lettori ad inoltrarsi in un testo ricco di esperienze umane e artistiche; foriero di emozionanti equivalenze fra vita e poesia:

A Renato Daneo

Dentro di me sei vivo,
dentro il mio cuore caldo
palpita il tuo cuore.
Gli anni passano con te accanto
come allora.
Nei giulivi pellegrinaggi
sul traghetto sopra il tempestoso
Quarnero, con la luce dalmata
sul mare e la paura degli squali
loro patria in agguato,
io dalle tue braccia stretta
del mondo mi veniva
tutta la felicità.
E perché amore non avesse mai fine
l’azzurro dei tuoi occhi è diventato
in cima al cielo, un celeste dono
che si scioglie nel mio quieto vivere
anche del poco.

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(Il Quarnero è un braccio di mare dell’Adriatico settentrionale, che separa l’Istria  dalle isole di Cherso e Lussino)

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