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mercoledì 15 novembre 2017

PAOLO BASSANI: "LA LETTERATURA DELLA LUNIGIANA STORICA"


Paolo Bassani,
collaboratore di Lèucade

LA LETTERATURA DELLA LUNIGIANA STORICA
  


E’ stata recentemente presentata presso l’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini della Spezia l’opera “LA LETTERATURA DELLA LUNIGIANA STORICA”, ideata e curata da Giovanni Bilotti.
Sono intervenuti Egidio Banti, Francesco D’Episcopo, Mirco Manuguerra, Antonio Zollino.
L’opera, in tre volumi, riporta testimonianze letterarie artistiche delle province della Spezia e di Massa Carrara, dalle origini ai giorni nostri.
Ci pare opportuno riportare i giudizi espressi da due autorevoli letterati; da Francesco D’Episcopo: “Opera consapevolmente territoriale, con un’ampia e articolata ricaduta nazionale e internazionale, che rilancia, con singolare specificità,  l’immagine di una regione nella regione, la Lunigiana storica, in tutte le sue possibili componenti, geografiche, storiche, antropologiche, nel senso di una totalità critica, che rinvia ad una esemplare enciclopedia  dell’anima, come la produzione letteraria pienamente conferma. Un storia, dunque, solo apparentemente locale, che può invece farsi universale patrimonio dell’umanità”; da Giorgio Barberi Squarotti: “…ammiro infinitamente i Suoi volumi maestosi e grandiosi per ricchezza di informazione di filologia, di storia di letteratura raffinata ed avventurosa, ilare e meditativa lungo i secoli…”
Naturalmente la nota che ne fa il curatore Giovanni Bilotti è altrettanto significativa:
       “Quest’opera è probabilmente l’unica storia letteraria realizzata in Italia secondo il significato vasto di “letteratura” espresso da Gadamer ed ha la caratteristica di essere riferita ad una precisa realtà storico-geografica.
Redatta in circa trenta anni di studi e ricerche, “La letteratura della Lunigiana storica” ha l’obiettivo di far conoscere la cultura millenaria di un territorio che ha generato autori e opere meritevoli di essere ricordati, così come cerca di salvaguardare la memoria degli antichi Liguri (in particolare gli Apui, che seppero tener testa ai Romani per difendere la loro terra e la propria identità), e dei loro discendenti, che dovettero superare nel tempo ardue prove, contesi come furono da dominazioni straniere e potentati locali. Senza dimenticare quanti, migrando nella nostra terra, ne condivisero le sorti.
       Dai molti saggi di questi volumi si potrà apprendere quanto la Lunigiana abbia prodotto in termini culturali. Certo, Dante rappresentò uno stimolo eccezionale per la crescita culturale, ma, senza menti capaci, creative e ricettive allo studio e all’arte, non sarebbe seguita tanta ricchezza letteraria. E nemmeno tanto valore artistico: si pensi, ad esempio, al rapporto Michelangelo/marmi di Carrara/ e si capirà come un territorio, non certo immenso, sia potuto assurgere a fasti di celebrità tali da alimentare ancora oggi lo spirito sublime della scultura nel mondo. Le scuole e gli studiosi dovrebbero sostenere questo messaggio semplice e vitale.
       Ma al di là del criterio seguito, è innegabile che senza ottimi collaboratori questa opera né sarebbe stata scritta, né sarebbe riuscita a superare i canoni di solito seguiti e rispettati dagli autori di storie letterarie. Alla fine, proprio i validi saggisti sono risultati l’arma decisiva in una scommessa che serenamente ora penso sia stata vinta da tutti, insieme. Di essi molti sono i nativi (equamente distribuiti fra le confinanti province della Spezia e di Massa-Carrara), anche se alcuni risiedono ormai altrove”.

Alcune immagini della presentazione















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