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lunedì 1 giugno 2020

ADRIANA PEDICINI: "CATENE"


Adriana Pedicini,
collaboratrice di Lèucade







Catene

Il passo dell’anima lento prosegue
gli occhi stanchi fissano l’Oltre.
L’inganno è scoperto
pelle di serpente a squame sfogliata
cruda realtà rivela non mia non solo
Tutto è in bilico nella crudele apparenza
di piedi a terra ben saldi.
Le parole sono nascoste
le parole non hanno più suoni
Babele è la torre di ogni città.
Confusi i colori, confuse le lingue,
gli odi e gli amori.
Il senso…il senso di tutto dov’è?
La gioia che brilla negli occhi morenti di un bimbo
l’abbraccio che solo nel dolore riscalda
è la misura del nostro soffrire o del nostro gioire?
La Tua Croce forse giustifica il senso
e ogni croce che spalanchi le braccia
dinanzi a un cielo senza catene.


1 commento:

  1. Una lirica di straordinaria intensità, la tua, Adriana carissima, che senza inutile retorica, con slancio spirituale, mette in luce la tragedia cosmica che stiamo vivendo. La cifra stilistica è quanto mai sofferta eppure calda, appassionata, vibrante di pathos.
    Versi come: "Babele è la torre di ogni città" sono un meraviglioso richiamo ai popoli uniti, all'esigenza di pace, di armonia. E la lirica termina con la speranza che, poderosa, esce dal vaso di Pandora e trova 'il senso' nel martirio dell'Uomo che si lasciò crocifiggere e leva il suo canto 'a un cielo senza catene'. Quanto sei brava e quale prova di sensibilità e di Arte ci doni! Ti stringo forte forte.

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