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sabato 13 giugno 2020

M. GRAZIA FERRARIS: "HO LETTO LA SORPRESA DI NATALE"

Caro Nazario,


Maria Grazia Ferraris,
collaboratrice di Lèucade
ho letto questa tua poesia LA SORPRESA DI NATALE sentendo nel cuore che si stringeva tutta la tua distanza dalle sillogi prime in cui cantavi con forza, entusiasmo la poesia, le ninfe, l’amore, la Lèucade sognata… 
Poi l’ho riletta… ed ho pianto. Su me stessa. Racconti anche la mia storia: le stanze fredde, la scaletta mezzo diroccata, la povertà nascosta, la madre sfinita.. e anch’io nuda e solitaria. E non ho provato neppure consolazione: mio padre, anche lui sfinito, non m’aspettava.. a gustare un panino come fosse la sorpresa di Natale. Ed io non riuscivo nella mia adolescenza povera di prospettive a vedere il doppio confortevole della stanza fredda in cui si specchiava il cielo sereno né la finestra che si apriva ad orizzonti larghi e vasti di speranze.
Anch’io posso dire “Che cosa ho fatto mai della mia giovinezza? Quale certezza ho mai conquistato? Quale realizzazione?”
Piango nello scrivere con abbandono e confidenza, e vorrei chiedere scusa alla vita per tutto quello che non ho saputo vedere, capire, amare.
Grazie anche per queste lacrime. 

Maria Grazia


1 commento:

  1. Quale sfogo sincero e appassionato, Maria Grazia mia! Il territorio della memoria ci rende tutti vulnerabili ed esposti alla commozione. Tu, stando al passo dei versi della lirica del nostro Nazario, racconti la tua infanzia, la tua adolescenza, le storie negate, il timore di non avere prospettive. E ti lasci andare con una tenerezza che tocca le corde del cuore. Siamo tutti figli dei ricordi, il futuro è speculazione, ma ciò che è stato resta, anche se non ha colori di festa. Il tuo 'panino' Maria Grazia, l'hai mangiato tante e tante volte, la vita lo sa, ti ha vista crescere e diventare la meravigliosa donna che sei. Io ti tengo stretta.

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