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martedì 26 gennaio 2021

MARIA RIZZI LEGGE: "METAMORFOSI E SUBLIMAZIONI" DI RITA FULVIA FAZIO


Rita Fulvia Fazio

METAMORFOSI E SUBLIMAZIONI

Guido Miano Editore, 2019 

Recensione di Maria Rizzi


La prima prova editoriale di Rita Fulvia Fazio “Metamorfosi e sublimazioni” edita da Guido Miano – Milano 2019, è introdotta con la consueta capacità esegetica da Enzo Concardi, che mette in luce quanto sia importante per entrare nel vivo della poetica dell’Autrice, cara a tutti coloro che frequentano, come la sottoscritta, il blog “Alla volta di Leucade” con assiduità, comprendere la sua dinamica tra significato-significante, concetto che riporta all’assunto di Roman Jakobson, filologo, linguista e critico letterario russo, secondo il quale in poesia ‘l’equazione serve a costruire la successione’. Occorre ricostruire il senso del messaggio, che per volontà della Poetessa è altalenante, teso a evidenziare le ambivalenze presenti nelle storie con coraggio e senza ipocrisie. Un lirismo quello della Fazio, che supera il limite e sceglie spesso l’ineffabile non per volontà di risultare ermetico, ma per coraggio, per la volontà di assecondare le esigenze dell’io, di lasciar combaciare la poesia con la vita. Molti individui proiettano all’esterno solo ciò che desiderano che gli altri vedano, consapevoli che anche se esponessero gli stati d’animo che celano dietro le maschere quasi tutti rifiuterebbero di vederle.

La percezione degli altri è quasi sempre distorta dai pregiudizi, dalle paure, forse perché, inevitabilmente, nel guardare il prossimo ci si specchia in se stessi. L’Autrice osa, non teme le interpretazioni, consapevole che le emozioni, il sangue, la carne sono fogli dello stesso libro e che scegliere di scriverlo ha senso solo evitando i veli di Maya. La Silloge ha un titolo apparentemente complesso, in realtà le metamorfosi sono i fisiologici mutamenti che una persona affronta nel corso dell’esistenza e le sublimazioni sono le necessità di elevare moralmente i propri comportamenti. Nulla di trascendente. I passaggi di stato che affrontiamo in tanti e che la Fazio rende condivisibili, in quanto non sembra nata per guardar passare le stagioni, ma per evitare che il tempo terreno si trasformi in fumo. Le liriche ci consentono di ascoltare la sua anima che suona cava come quando accostiamo all’orecchio una conchiglia. L’aspetto criptico di alcune poesie nulla toglie al suo concedersi, in quanto esprime gli elementi ambigui dei sentimenti, l’alternanza tra il bene e il male, che è origine e senso del percorso umano.

 

“La paura è il dolore che provi

 poiché non sai nasconderti la verità.

 E quando rimani solo,

 faccia a faccia col dolore,

 nessuna pietà alberga nel tuo cuore,

 né verso te né verso gli altri:

 percorre la strada della disperazione

 con l’aria sfatta

 di un pianto tremante”. 

(versi tratti da “Accordi”)

 

Inizia in discesa la Raccolta, verso gli alvei scuri della paura, ma la lirica appena citata, la prima, vive nella seconda parte la sua sublimazione, evidenziando la capacità della Poetessa di cambiare registro con immediatezza, di giostrarsi tra rime, ritmi, guidata da un timbro imponente, che crea variazioni inesauste all’interno della stessa lirica. Il titolo della Silloge è riassunto già in “Accordi”, un misterioso, inebriante susseguirsi di luci e ombre fino al “sublime accordo / della felicità”. Splendida l’elevazione dell’eros che la Fazio realizza nella poesia “Amplesso” tra “la luce / al firmamento / nell’amplesso col silenzio”. Nel segno del repentino cambiamento si spegne ogni luce, diviene fitta la notte dell’anima, così fitta da sembrare impenetrabile.

 

“Anche oggi

è una giornata morta:

il cuore è spento.

Una prigione senza confini

confina la mia anima.

Cristalli di lacrime,

nei disincantati sorrisi,

soffrono una nenia

senza paradiso”.

(La lirica “Assenza di stelle”)

 

Superbo il potere dell’anafora, figura cara alla Nostra, che nel ripetere rafforza e trasforma l’assenza di confini in grande confine … potere della Poesia… Come il cielo primaverile muta all’improvviso la prospettiva della Poetessa, che recita nella dedica del testo: “Ebbi il tuo sguardo / e trovai l’amore” e all’amore ricorre per costruire un quadro di pace e di spiritualità salvifico. Non chiede alla fede assistenza, in virtù del fatto che la scienza sorprende con la dimostrazione delle verità mistiche, l’ultima in ordine di tempo l’immortalità dell’anima.

 

“Creatura di preghiera

l’interazione concettuale

garantisce la tua serenità,

entra nella fisica quantistica

della stabilità apparente

ricerca l’unità dell’atomo.

Sii tu

Creatura di preghiera”.

(versi tratti da “Creatura di preghiera”)

 

Enzo Concardi sottolinea l’importanza per la Fazio del carpe diem, io aggiungo che il tempo sospeso che attraversiamo ci insegna che ‘ogni giorno è il giorno’, e soprattutto che l’altra metà da trovare nella vita non è solo l’amore, ma l’altra metà di noi stessi, la parte sconosciuta con la quale è indispensabile trovarsi e riconoscersi. Solo allora si potrà condividere con l’altro l’esistenza. Prima è indispensabile averne una… di esistenza! La poetessa recita: “Tempo che sa / che non c’è ritorno / per tornare ad essere / innamorati della vita / e non apprezza l’ultimo congedo / finché hai grazia di vivere” – tratti da “Finché hai grazia” I ricordi esistono nella loro fissità. Sono fotografie. Memorie che riscaldano l’anima, ma secondo la Poetessa non alimentano il presente e non garantiscono il futuro. Vi è una lirica concepita in stile diverso, quasi tipografico, che trasmette rovente purezza d’intenti e trasporto assoluto. Una lirica nella quale l’Autrice crea immagini tramite il pensiero e attraverso le immagini descrive un “Futuro bimbo”, ovvero il nostro Nazario Pardini, l’uomo che cattura le nuvole e si lava le mani nelle onde del mare, il Poeta al quale non appartiene ‘schema predefinito / né pregiudizio’. La Nostra ha avuto la gioia di incontralo quando erano fanciulli e ‘l’anima colse / scintillio / dal cuore e / dal puro spirito / e trattenne il / futuro “bimbo”. L’anima, che vive al di là del tangibile, seppe subito che si trovava di fronte a un eterno fanciullo, lo trattenne per nutrirsi della libertà e della luce di quella creatura, per distillarne la linfa e provare a mettere in atto la sua stessa fuga vitalissima, corporea e spirituale, verso il nucleo segreto dell’esistenza. Il ritratto di Nazario si staglia tra i mutevoli stati d’animo della Fazio come punto di riferimento, come faro nella tempesta delle emozioni in corsa. Solo la musica e l’amore possono accostarsi alla stabilità del Poeta caro a noi tutti, quali simboli di danza lenta, di tentativi di ascoltare la vita con calma, respirando piano e rammentando che in ogni attimo si srotola un frammento d’eterno.

 

“Amore, Amore mio

hai occhi di vento,

taglio di lama affilata

che va dritta al cuore!

Accarezzi, lieve e puntuale,

la mia anima

rullante

di tamburi in festa.

Sollevi tempeste di sole,

veli di baci sopiti,

farfalle di carezze a te

negli assolati meriggi

arroventati

che fanno d’inverni estati,

d’autunni primavere” - versi tratti da “Occhi di vento”

 

L’amore è tempesta, uragano, scombussola ed è bussola per orientarsi, è eterno nord dell’esistenza. Superbo modo dell’Autrice di vivere il sentimento tanto inflazionato. Lo rende spirito del creato, movimento tellurico che scuote i sensi e restituisce loro fiducia e speranza. La sublimazione avviene tramite l’amore, cattedrale tonante della Poesia, e tramite la Fede, movimento di ascesi, che coinvolge i miracoli della natura. La Nostra canta il vento, le stelle, gli alberi e crea intrecci magnifici: “Così a voi io canto: / sequoie tra le stelle, / alberi che invocate la luce / e il vento non disdegnate” – da “Sublimazione” Le creature della natura acquistano vita propria in un antropomorfismo che concorre a una più elevata coscienza della personalità umana. L’animismo, ovvero la parte spirituale dell’uomo, contrapposta al corpo, si scontra, inevitabilmente con “l’equilibrio precario / di questo tempo / nell’urlo cosmico / che, di pazzia, fa la normalità” – da “Utopia” e l’altalena che muove lo spirito della Poetessa, torna incessante a palesarsi, a rendere la Silloge un ‘estravagario’, per dirla con Pablo Neruda, di dolori, paure, abissi, risalite, speranze e soprattutto di amore, in tutte le sue sfaccettature. L’album di sentimenti della Fazio è originale, perché non asseconda i luoghi comuni, non ha una sequenza temporale o emozionale, si adegua ai cambiamenti, sbatte contro l’invisibile per afferrare lembi di cielo.


Maria Rizzi

 

12 commenti:

  1. Ringrazio Nazario per aver pubblicato quest'altro mio lavoro e mi scuso con la Poetessa per aver scritto fisiologi e non fisiologici. Un brutto refuso. Ho gustato ogni lirica come ciliegia matura e sono uscita dall'avventura molto arricchita. Abbraccio forte lei e il nostro Nazario, 'futuro bimbo'...

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  2. Grazie a te carissima Maria per avermi reso partecipe di questo studio accurato, ricco di spunti di riflessione. Leggere i tuoi scritti è infinitamente istrittivo e coinvolgente. Complimenti all'Autrice che, attraverso la tua analisi, brilla di luce propria.
    Marisa Cossu

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    1. Marisa adorata, quoque tu? Io sono un'apprendista, tu una Maestra. Il volume è originale, coraggioso, stimolante e ho osato insieme a Rita, il dono è stato il suo, te lo assicuro. Sei sempre di un'affetto avvolgente. Grazie infinite, creatura cara al mio cuore.

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  3. complimenti Maria per questa recensione che invita alla lettura, e complimenti all'autrice

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    1. Non conosco l'autore /autrice di queste parole, ma ringrazio sentitamente...

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  4. RICEVO E PUBBLICO
    Avevo a cuore di fare pervenire il mio testo poetico "Metamorfosi e sublimazioni" alla cara Maria Rizzi dove, peraltro, è presente nella sezione "Antologia essenziale della critica" con riferimento alla lirica "Luce divina". L'editore Miano, che ringrazio, me l'ha permesso.
    E lei, Maria, mi ha commosso fino alle lacrime col suo pregevole e fantastico omaggio, questa sua esemplare Lettura. La sua dottrina e le parole, fresche e chiare, brillano sul mare, rifulgono al sole invernale e concedono una carezza dolce alla presa di coscienza realista e universale che paleso richiamando alla mente la splendida lirica "Ed è subito sera" di Salvatore Quasimodo.
    Emerge un'armonia d'intenti nella percezione autoptica della pregevole esegesi approdata al porto di Lèucade. Ella accoglie, con affetto e con merito, e il prefatore Enzo Concardi e il professor Nazario Pardini, consapevole dell'indubbio valore letterario e umano che rivestono.
    Accoglie me, in modo esplicito e luminoso, e sintetizzo con le mie parole: Io sono la mia poesia. Scrive:
    "Un lirismo quello della Fazio, che supera il limite e sceglie spesso l’ineffabile non per volontà di risultare ermetico, ma per coraggio, per la volontà di assecondare le esigenze dell’io, di lasciar combaciare la poesia con la vita."... "L’Autrice osa, non teme le interpretazioni, consapevole che le emozioni, il sangue, la carne sono fogli dello stesso libro e che scegliere di scriverlo ha senso solo evitando i veli di Maya."
    E, che dire,
    sono emozionata. Emozione si aggiunge ad emozione: mi fa felice che abbia citato la dedica del testo, e colgo l'occasione per trasferirla a voi, per ragioni di completezza, per esteso:
    _Ebbi il tuo sguardo e trovai l'Amore. Ebbi l'Amore e trovai il tuo sguardo._ E ringrazio con la gioia nel cuore, anche per aver citato la poesia "Occhi di vento" anch'essa dedicata al mio Amore.
    Della superba recensione, Maria, ti sono infinitamente grata e ti abbraccio. Sono contenta che tu abbia gustato le mie poesie come ciliegie mature, e il viaggio ti abbia arricchito.
    Un grazie infinite al professore Nazario Pardini, sempre, per l'accoglienza. Cordialmente,
    Rita Fulvia Fazio

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    1. Rita cara, qui hai proprio esagerato, mettendomi in soggezione. Come ti ho già scritto via e-mail
      la tua Silloge è un cammeo e potevi desiderare critici ben più illustri di me. Sono commossa
      dalle tue parole e posso solo confermare che mi è piaciuta davvero tanto, mi ha trascinato
      nella tua dimensione dell'esistenza, che è simile a quella di tanti altri, ma che riesci a esporre
      con fierezza, senz'ombra di ipocrisia. La cifra stilistica è molto meno ermetica di quanto sembri,
      forse perché l'ho sentita profondamente. Hai avuto prefatori superlativi, per cui non credo di meritare i tuoi complimenti. Sono io a ringraziare te, mi hai concesso una fuga nel cuore di alto spessore. Tra amiche è bello abbracciarsi. Io, in attesa di conoscerti, e di uscire dal tempo negato, ti stringo idealmente.

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    2. >RICEVO E PUBBLICO

      Maria, carissima,
      il mio percorso sull'isola di Lèucade, preziosa realtà culturale che da individuale si fa collettiva, era stato da te condiviso con sensibilità, intelligenza e cuore. Averti vicina anche in questo frangente, era un desiderio insopprimibile, sapendo ti avrebbe toccata nel profondo. E la tua lettura è stata condotta con capacità indiscusse, senza leziosità, in verità. Grande! E, rinnovo i complimenti!
      Ammiro i critici di indubbio spessore che si sono occupati di me, cui va il dono caldo delle mie parole.
      Un abbraccio pieno del calore intenso di questa giornata al mare con l'augurio che al tempo sospeso si accosti sempre il sentimento poetico, nell'attesa della realistica condivisione della stretta avvolgente.
      Marisa Cossu, l'unica persona, frequentatrice dell'Isola, che ebbi l'occasione di conoscere al ritiro di un suo premio per la partecipazione al concorso del circolo Parasio di Imperia nel 2017. Nessuna presentazione, solo un piacevole pour parler lungo il breve tratto di strada che ci riportava, me a casa, e lei all'albergo. Un frangente colloquiale che volava verso il suo spessore culturale, unito alla gioia per il premio ritirato. A Lei
      vanno sentiti ringraziamenti per le sue preziose parole.

      Credo di immaginare a chi appartenga il commento senza firma e ringrazio dal più profondo del cuore.

      ancora mille mille grazie Nazario una stretta...

      Fulvia

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  5. Grazie Maria per questa sublime nota che scatena emozioni profonde.
    Hai il dono,cara Maria l'ho già affermato altre volte, di leggere l'anima umana con grande senso della pietas, passione e levità.

    Congratulazioni naturalmente anche all'Autrice e al nostro Condottiero che ci fa abitare su questa Isola incantata!
    Loredana D'Alfonso

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    1. Grazie infinite, amica d'anima, stringerci reciprocamente anche sull'Isola, dà senso a quell'abbraccio fisico che manca da troppo tempo. Magari avessi il potere di leggere le anime! Ti voglio un bene immenso!

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    2. RICEVO E PUBBLICO

      Nel suo lavoro mio papà svolgeva rapidamente i calcoli a mente. Così io. Un esempio fra i tanti: nell'ora di matematica svolgevo la verifica alla lavagna, per esempio, delle espressioni matematiche seguendo la priorità e l'ordine di successione correttamente. Lo stupore del prof. era evidente e soddisfacente in quanto, normalmente, giungevo direttamente al risultato senza svolgere i sotto-insiemi. Al di là dell'acquisizione delle competenze linguistiche e dell'educazione cognitiva dell'accordo tra significato e significante, “dei fondamentali della conoscenza critica”. Insisto su una sottesa motivazione scritturale intimistica, a favore di quella concettuale. I profondi legami mnemonici prevedibili e scontati, restano sottesi. La sequenza altalenante delle immagini tra l'io narrante e l'immaginario dialogante implicito, favorisce l'autenticità del dettato. Anche nel lettore. In una sorta di polarità capovolta nella reciprocità dialogante tra scrittore e lettore, egli procede a risolvere la pervasiva alea del dubbio, la precarietà di senso percepita, ma non reale. Svela l'ordito complessivo del componimento, autentico e sentito. Stimolante è il valore empatico degli stati d'animo, del respiro, del palpito. Favorisce, è agile alla condivisione della qualità della vita dinamica, non solipsistica. Un piccolo rilievo alla capacità introspettiva e profondità del sentire. Un'attenzione all'immediatezza della comprensione, intelligibile mia e dell'interlocutore, su alcuni passaggi sottesi ma tangibili, del dettato. Grande e splendida è stata la sua empatia, Nazario, nel riconoscerla.
      Fulvia Rita Fazio

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  6. Ringrazio sentitamente la signora Loredana D'Alfonso. E il professore Nazario, per la grande disponibilità che conforta tutti noi e illumina l'Isola incantata. Rita Fulvia Fazio

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