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martedì 30 marzo 2021

ANNALISA RODEGHIERO LEGGE: "SARA' INVERNO DOMANI" DI GIACOMO DE NUCCIO

Giacomo De Nuccio Sarà inverno domani LuoghInteriori (2021)

Nota di lettura di Annalisa Rodeghiero


 

“Nulla è più reale di ciò che percepiamo al di là dei sensi” scrive Giacomo De Nuccio nell’introduzione a Sarà inverno domani   ̶   ultima sua raccolta di poesie scritte tra il 1996 e il 2020  ̶  o forse, potremmo aggiungere, nulla è più reale di ciò che percepiamo con il senso altro che è proprio dei poeti e permette loro di vedere oltre le cose raggiungendo, attraverso la poesia ciò che altrimenti resterebbe inafferrabile. Che l’affermazione di De Nuccio sia presupposto o risultato del percorso poetico poco importa. Ciò che conta è il potere salvifico che la poesia ha avuto e continua ad esercitare nella sua vita diventando negli anni un itinerario irrinunciabile e significativo, compiuto nella consapevolezza dell’umiltà del gesto e quindi nel rispetto più alto per la poesia stessa. Un percorso che gli ha permesso di indagare il mistero delle cose e il senso dell’essere al mondo.

Attraverso e oltre il quotidiano esistere c’è la scrittura attraverso cui il poeta ripercorre, con forza emotiva, le stagioni della sua vita. Le poesie si fanno espansioni di stati d’animo a volte immediati, a volte sedimentati più a lungo prima di trovare compimento nella pagina. L’itinerario poetico prende avvio dall’estate dell’infanzia definita “beata”, di lunghi passi tra la folla ignara e notti chiare/ di stelle/ sul lungomare e ripercorre i primi giorni di scuola dove non c’è misura/ nel banco che ti accoglie come se il mondo esterno al suo, fosse troppo grande da esplorare e già il tempo si percepisce altalenante tra risate argentine e agitate notti.

Quest’alternanza tra stati d’animo diversi e spesso opposti è ancora più evidente nella scrittura che rimanda all’età più difficile, quella dell’adolescenza dove entusiasmo e sconforto si confondono se la gioia è avara dea che si dissolve e l’infelicità trova ululante/ il centro.

La solitudine diventa compagna dei giorni e il desiderio è tormento: gomitolo per gatti/ il mio corpo si fa, / ritorno cosa abbandonata/ alla casualità. Come ha ben sottolineato nella lettera introduttiva Alessandro Quasimodo, si avvertono “alcuni riferimenti leopardiani, come il contrasto tra illusioni e delusioni, le aspettative tradite”. In realtà, anche per De Nuccio l’apparente pessimismo: Pasqua stonata/ nell’eterna quaresima dei giorni/ che mi consumano sottende un tormentato amore per la vita - con il suo incanto e il mistero (così scrive all’amica Alice) - e per la natura a cui egli consegna la sua anima perché possa nutrirsi di essenze e luce da riversare poi nella scrittura.

Paesaggio e meditazione si fondono nell’anima sensibile, innamorata del mare che rapisce e restituisce, quello della sua Sicilia, isola amata e amara, magica terra/ di irraggiungibili chimere (…) marasmi (…) di oleandro e di limone. Isola grembo, richiamo delle radici, eco dell’amore per la madre a cui riserva un affetto esclusivo. Farei per te/ sbocciare un’eterna primavera recita l’incipit di una delle poesie a lei dedicate. Commovente anche il suo rapportarsi al padre in un tempo solo immaginato: Vorrei essere un faro/ nel crepuscolo degli anni (...) sarò l’eterno fanciullo/ che prendi per mano, / bastone fragile/ di un’era non lontana. L’affetto si allarga alle persone care come la sorella e il fratello e i pochi preziosi amici che sanno comprendere la sua anima e gli permettono di essere pienamente se stesso.

I testi dell’età adulta si aprono a riflessioni profonde. Dentro silenzi che pesano sul cuore, quando sembra dilatarsi il tempo nel dolore e la vita che comunque fugge sembra fatta di ore e secoli, Giacomo scandaglia la sua linfa esistenziale e spirituale e mai si arrende alla stanchezza che incalza o alla tristezza, tanto che questi sentimenti, seppur presenti non diventano invasivi o eccessivi. Il suo sentire si allarga al lettore diventando canto universale dell’esperienza umana che ci illude e disillude, ci cattura e ci lascia, trasportandoci in percorsi a volte luminosi a volte oscuri e quasi sempre imperscrutabili.

I contenuti intelligibili permettono al lettore di cogliere interamente la sensibilità poetica pur celando quella quota di mistero ritenuta necessaria alla poesia come suggerisce Ungaretti. La forma mantiene, pur nella modernità del linguaggio, aderenza alle strutture della tradizione classica nell’utilizzo di alcuni versi metrici e figure retoriche calzanti.

Sarà inverno domani traduce in versi via via sempre più incisivi, il bisogno primario di comunicare. Trasforma un “disagio” in scrittura, l’indicibile in canto, le prove esistenziali in voli: Io voglio ancora/ capriole e volteggi/ tra cielo e mare/ e montagne da scalare/ e piume per le mie ali.  Un itinerario poetico - nel tempo non sempre solidale con le nostre aspettative - che lascia intravedere nell’individuazione del punto di partenza, quello di salvezza. Sarà inverno domani, forse, ma intanto si procede con la consapevolezza che - così si chiude il libro - nel passato sia già contenuta l’idea del futuro:

 

(…)e l’eco di una nuova vita

mi pare di ascoltare.

L’antico idioma delle mie radici

di verde tinge le paratie del cuore,

grandi giorni annuncia.

 

   Annalisa Rodeghiero

 


Giacomo De Nuccio nasce a Gallarate (VA) nel 1989. Nel 2010, per completare gli studi si trasferisce a Pisa dove nel 2014 consegue la laurea triennale in lettere Moderne e nel 2017 la laurea magistrale in Lingua e Letteratura Italiana. Al suo attivo le seguenti pubblicazioni: Ali di parole (poesie 1995-2002), Oèdipus Edizioni, Salerno/ Milano 2002; Il posto di Giacomo (prosimetro), EricksonLIVE, Trento 2010; La gioia ha i piedi scalzi, Edizioni ETS, Pisa 2014 (raccolta di foto e poesie; Nicoletta Prandoni e Fabio Scarso autori delle foto); Il presente oltre il passato, Edizioni ETS, Pisa 2017; nel 2002 l’Associazione “Via Montereale” di Pordenone gli dedica il n. 10 dei suoi Quaderni; dal 2007 al 2016 collabora a “Cicoria”, pubblicazione quadrimestrale della medesima associazione.



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