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sabato 9 ottobre 2021

MARCO DEI FERRARI: "SAURO PARDINI: UN PITTORE DELLO SPIRITO"

 SAURO PARDINI: un pittore dello Spirito

Marco dei Ferrari,
collaboratoe di Lèucade

Sauro Pardini e il mentore pittorico dei piccoli gesti, delle consuetudini primarie, archetipi della verità intuita per origine di essere persona al di là di schemi preordinati e accademici.

Non ritengo appartenga in parte al movimento dei "macchiaioli" toscani, ma piuttosto all'impressionismo realistico (come Courbet nei suoi "spaccapietre") di cui interpreta, in esclusiva, l'umanizzazione totalizzata di persone, animali e cose: borghi, soggiorni, viuzze, la Maremma "vivono" insieme all'artista inseparabili nella sua concezione di matrice unitaria ed universale.

Non esiste il prevalere della "ragione" che separa e confonde, ma nelle sue opere si respira la coesistenza di spirito e materia, integrati magnificamente nel circuito dell'Essere assoluto da un realismo etico di rara valenza espressiva.

E allora il tutto rientra nel micro, nel piccolo esistente di una stagione, un giorno, un'ora: questa l'originalità spirituale di Sauro Pardini, tanto riservata quanto eccelsa nella sua interiorità più intensa amplificata dall'"umanizzazione dipinta" (cioè espressa in colori e forme viventi che si armonizzano in "dettagli" importanti, risorse nascoste dell'artista).

Dall' umanizzazione alla spiritualizzazione di cose e momenti, scenari e ambienti, il passo è breve: il divaricarsi si ricompone nell'essente dell'Essere/guida ad ogni espressione grafica (dipinta, disegnata) in una percezione purificata dalla chiarezza dell'ingegno, dalla serietà di una vita, dalla nobiltà etica di un progetto esistenziale.

Questo è Sauro Pardini oltre ogni conferma o ricerca di sé; ritrovarsi e riconoscersi in un attimo creativo, in una scintilla di quell'eterno presente che la riflessione sul tempo ci ha negato condannandoci alla rincorsa, alla paura, alla disperazione dell'impotenza.

Stati d'animo negativi assenti in un artista autonomo e libero di essere nelle cose, negli esseri viventi, nella realtà rinnovata da un gesto che definire arte è poco.

E Sauro più di artista è "artefice" di uno status esistenziale sommerso nella sua individualità serena e sommessa dove il tutto si esprime vivendo di emozioni e sensibilità antiche, primordiali, uniche.

E allora i "colori" si ravvivano nella purezza del sé, gli scenari agresti ritrovano la gioia della faticosa crescita spiritualizzata in esseri umani, buoi, carri da lavoro; e allora i partecipi nella scia dell'artifex Sauro, si trascendono nello spirito dell'attimo che non può esaurirsi solo in un segmento creativo.

L'etica allora emerge e travolge ogni riflessione sviante: l'in sé dell'artista non è segmento, ma la totalità vitale espressa in un mosaico scenografico articolato da un dinamismo "coperto" e riflesso nella tematica psicologica di un uomo che partecipa al flusso eterno dell'Essere e ne celebra la presenza multipla senza chiedere, né pretendere, ma accettando umilmente la "verità" non rivelata dei primi tempi.

Esiste anche un "simbolismo cromatico" in Sauro che non intende identificarsi in stili e movimenti sperimentali, ma si propone come "mistero" del dipingere suscitando emozionalità spirituali profonde che coinvolgono tavole, tele, colori, pennelli, tavolozze, cavalletti... essi stessi testimonianza di composizione/unificata e unificante nella complessità del Tutto.

 Marco dei Ferrari

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