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martedì 14 dicembre 2021

NAZARIO PARDINI LEGGE: "NEL MONDO MA NON ... DEL MONDO" DI ANGELA CUOMO

 


E’ partendo dall’esergo di quarta a firma dell’autrice (siamo migliori di quello che pensiamo) che possiamo  penetrare da subito nella pluralità espressiva di Angela Cuomo. Qui è tutto l’animo della Nostra a mettersi in gioco in un tourbillon di sorprese che ci tengono per mano e non ci mollano. Che fa da prodromico ingresso ad un dettato in cui ella gioca ogni angolo del suo sentire per mostrarsi in tutta la totalità terrena e trascendente del suo percorso poetico.        

Un libro ben fatto, per copertina, quarta, composizione, veste grafica, in cui si affrontano questioni riguardanti il vissuto, questo nostro essere inquieto e tormentato nel tragitto di un’intera vita. Qui l’autrice dà il via alle sue meditazioni, ai suoi abbrivi che riflettono i pensieri che si agitano nel suo cuore. E tanti sono i sentimenti, dai più semplici ai più complessi, che rendono il libro interessante, vario, articolato, specchio di un essere che rivela il suo mondo, la sua esistenza multipla e ricca di substantia esistenziale. I versi si ampliano o si ristringono, si fanno ipertrofici o ipotrofici in base agli input esistenziali, in base ai fremiti emotivi.  Poesia nitida, serena, movimentata, ondulatoria che accompagna con le sue oscillazioni i vari sati d’animo della Cuomo. Ibi omnia sunt. In questa opera composita e complessa, formata da diverse sillogi,  si espone l’animo della scrittrice che affronta varie tematiche riguardanti la vita, il suo complicato fluire di affetti e sentimenti: memoriale, amore, escatologici affondi emotivi, speranze, illusioni, delusioni, in un climax ascensionale che tocca vette di lirismo di vera poesia. In questa opera, ictu oculi,  è l’euritmica fusione tra pathos e logos che riluce con freschezza. L’animo si abbandona ad una confessione spontanea e diretta rivelando i suoi intenti epistemologici: un viaggio, un vero nostos tra trabucchi e tempeste, in cui la Nostra naviga superando ogni difficoltà: onde impetuose, scogli aguzzi, e si rivolge al  Signore con una preghiera sentita e profonda, per ottenere un aiuto dalla sua attenzione: “…Fa’ che Tu ascolti sempre questo mio sdrucito desiderio di Te in ogni sinapsi della della memoria./ Tu a volte lontano per la bestialità e l’egoismo farisiaco. /Fa’ che tessa una corolla di petali/ sul tuo dolce  volto insanguinato che mi ama tanto./ Fa’ che Tu trascriva sulla mia anima/con l’aratro del Tuo amore/Immensi e poveri propositi d’amore.” (Preghiera di tarda primavera).

Quindi una silloge plurale, polisemica, che con tutta la sua portata spirituale, rivela un tatto multiplo con riflessi cristallini e schietti sui giochi della vita.  I versi corrono fluenti e armoniosi, senza tradire la nostra tradizione, lontani da ogni forma di sperimentazione di positura prosastica, dove spesso le sinestesie  e gli altri stratagemmi stilistici contribuiscono a dare risalto alla visività di una forma chiara e lampante. Tanti i motivi ispiratori che fanno della Cuomo una scrittrice acuta e sensibile nell’affrontare le aporie del quotidiano con soluzioni autonome e personali: “… La fatica della vendemmia verrà mentre/ aspetterò l’amore che irrigherà il cuore/di viva speranza, ma tu/  sarai nella tua assenza”. (Le Langhe). Sono le invenzioni verbali ad attirare la nostra attenzione in questo scroscio di fiumana adesione dove il cuore trova gli spazi giusti per reificare i suoi movimenti empatici.             

Nazario Pardini

4 commenti:

  1. Devo ancora leggere questo libro di Angela, ma la conosco da tempo e posso confermare quanto dichiara Nazario Pardini, con il suo straordinario e ben noto acume critico, a proposito della natura meditativa, terrena e trascendente nello stesso tempo, del suo percorso poetico. La citazione evangelica riportata nel titolo ("Nel mondo ma non... del mondo") è un'evidente dichiarazione di questo centro focale del libro. La cui musicalità poetico-narrativa, ben evidenziata dall'illustre critico, è lontana "da ogni forma di sperimentazione di positura prosastica".
    Franco Campegiani

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  2. Caro prof. Nazario, ti ringrazio immensamente per la tua meravigliosa recensione alla mia seconda raccolta di poesie. E' vero il tempo la vita le emozioni sono la sostanza del libro,le tue riflessioni da sagace, acuto ed esperto critico esprimono aspetti importanti delle mie poesie quali i motivi polisemici su 'I giochi della vita' che spesso sono frutto di percorsi inaspettati ed anche frutto di una ricerca assidua . Grazie mille. Auguri rinnovati per il Santo Natale
    Angela Cuomo

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  3. Anche in questa occasione la recensione attenta e partecipata di Nazario Pardini, che ho letto volentieri, mi consente di aggiungere anch'io un piccolo contributo, una mia annotazione del tutto personale sul libro che Angela Cuomo mi ha inviato qualche tempo fa. Come è stato opportunamente osservato il titolo, "NEL MONDO MA NON ... DEL MONDO", è più che mai rilevatore del punto di vista dell'approccio, della fonte. Angela Cuomo esplora l'essenziale, ha una sua zona protetta e protettiva. Ha il sostegno di convinzioni e fedi così nitidamente radicate e solide da riuscire a renderle percepibili, in trasparenza, anche a chi non ha il suo stesso dono e la sua stessa convinzione e certezza. I suoi versi sono onesti e nitidi. Scritti con la consapevolezza anche del buio, anche del dolore. Ma sempre con la forza della luce che per lei è già certezza. Permettendo in tal modo anche a chi possiede solo dubbi di coglierne il chiarore e il discrimine, nella zona, in ogni caso condivisa, tra ciò che ha valore sul piano umano e ciò che invece è e rimane fatuo

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  4. Ti ringrazio Ivano per il tuo commento sincero e chiaro , che è andato fino in fondo al significato del libro, infatti è vero la certezza non ti esime dal provare dolore e a volte disorientamento.Hai colto anche il senso della recensione attenta ed acuta del prof. Nazario Pardini.
    Angela Cuomo

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