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martedì 14 giugno 2022

MARCO DEI FERRARI: "RANIERI IMPLORA SANTO"

Ranieri implora Santo
(17 giugno)

Strazianti pianti

disperanti sorgenti

d’Inferno maturanti tempi

attendendo Paradiso

d’asfalti bruciati

lacrime d’eternità sepolte

marmi perduti di memorie

contese attese vilipese confuse

contorcono sacrari d’offerte

agli Eroi normali su sabbie

ceneri sparse tra relitti di fondali

premiati onorati ricercati

sfuggiti e fuggenti alla furia

del flusso che ingolfa

realtà d’immagini sul rituale

dei sogni segnali

vanità vacue di comunità

rarefatte sospinte nel Nulla

che si ripete.

Così Ranieri

implora Santo.

Marco dei Ferrari 

2 commenti:

  1. Marco De Ferrari torna ad onorare la memoria del Santo Patrono e non manca di approfittare dei suoi versi per indagare sul presente. La santità di Ranieri oppone due mondi in stridente contrasto: un'epoca in cui accadeva sovente una brusca inversione di rotta dai bagordi giovanili alla mortificazione del corpo, fino alla vita esemplare nella sua più pura manifestazione, con l'oggi in cui si rotola a precipizio nell'opposta direzione. Il contatto del Santo con il divino si contrappone ai nostri tempi bui, evidenti nei versi "d'inferno maturandi tempi" e "contese assese vilipese confuse contorcono sacrari d'offerte". La nostra attualità traduce la celebrazione in festa fatta di luminarie e bancarelle in una giostra di "ceneri sparse tra relitti di fondali ". Così De Ferrari sembra leggere il sentire diffuso di questo evento, che poco ha a che vedere con la memoria della potente figura del Santo. Di fronte alle "vanità vacue di comunita sospinte dal Nulla che si ripete" la santità appare oscurata dalla pochezza umana. In chiusura il nodo centrale di questi versi "così Ranieri implora Santo". Che la burrasca arrivi e si porti via il vuoto imperante.
    Isabella Conte

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  2. Isabella Conte, con esemplare lucidità analitica, mi gratifica nel significare questa implorazione di Ranieri a sè stesso (Santo).
    Ne risultano luci e ombre, contrapposizioni di "essere" e "nullità di essenti"; comprensibili ansietà per il sacrario delle memorie perdute nell'orgia della contestualità complessificata dalla tecnologia del totalitarismo conformistico.
    Tutto rientra, esce, decolla e declina inesorabile nell'abisso della spiritualità sconfitta.
    Grazie Isabella

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