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domenica 14 ottobre 2018

ANNA VINCITORIO LEGGE: "INEDITI" DI LINO D'AMICO



Anna Vincitorio  legge
Riflessioni sui versi di Lino D'Amico
Poesie:
Il gioco di un'eco – Ridde di ricordi
Lo stagno dell’oblio – La cenere del tempo

Anna Vibcitorio,
collaboratrice di Lèucade


Ricerca   intimistica   che   trova   limiti   nella   mente   e   si   volge   verso nuovo spazi, forse impossibili nell’immediato. E allora? si ricorre ai ricordi,   alla   natura,   in   un   paesaggio   metaforico   dove   “quiete   e tempesta   si   alternano   errando   l’infinito   per   diradare   brume...”.   Si nota   una   ripetività   ricorrente   che   rafforza   quelle   sensazioni   che
l’inconscio cela. L’autore rincorre i ricordi per dare un senso a1la sua vita. Ma è difficile in quanto " reconditi buchi neri violentano sogni   senza  età".   Pessimismo  di   matrice   esistenziale;   l’approccio sembrerebbe il nulla. Vita sognata più che vissuta, agganciata a ricordi " di giorni che si sfaldano nel tempo”. D’Amico non sa che strada   intraprendere   perché   è   circondato   da   “belle   illusioni”   e   le parole non emettono suoni. L’uomo si smarrisce nel nulla anche se attratto dal gioco del mistero. Signore : " Lo stagno dell' oblio”.
Il Nostro si sente profondamente solo e ricorre a sogni, ai sussurri della notte; teme il domani e vorrebbe rallentare il tempo. Ama la vita ma così com'è, risulta pesante e allora ricorre a sensazioni che possono ancora emozionarlo, come i bagliori di un tramonto o lo "sciabordio delle onde. Parla al condizionale. Nulla è certo; il tempo annienta gli eventi del passato e a lui non restano che " fantasie senza età”, un insieme indefinibile che può definirsi niente e che viaggia nel pensiero tra “l’immanente e l’immenso” e lo abbraccia.
Firenze -  5 ottobre 2018


Ridde di ricordi

Vaghi  sussurri senza spazi
circuiscono ombre di sere perse ,
stropicciano immagini
tra le pieghe del tempo,
imbrigliano ridde di ricordi
nel frusciare di un sospiro,
e cesellano intrecci di illusioni
nel labirinto delle emozioni.
Rimpianti sul ciglio del passato
pervadono sogni smarriti
nel breve correre dell’essenza
verso la soglia di un oltre,
che si affaccia, ignoto,
dove, tra il prima e il poi,
solo vagar di apparenze mute
nella eterna vacuità del nulla.



Il gioco di un'eco

In un labirinto sotto cieli vuoti
il volo dei miei sogni danza
a ricamare riccioli di immagini
e riaffiorano grappoli di ricordi
di giorni che si sfaldano nel tempo..
Nella scia di incogniti altrove
cerco nell’fruscio di un sospiro,
un incantesimo assopito
che forse non svelerò mai
nell’essenza del tutto e del nulla.
Mi smarrisco tra bolle di illusioni
e ogni attimo si veste di parole mute,
rapite da uno sciame di emozioni
nel gioco onirico di un eco
che scioglie il nodo del divenire.


Lo stagno dell’oblio

Nell’abbraccio di Morfeo
si stropicciano irreali silenzi
e, languidi, sbiadiscono
miraggi, sogni, illusioni
che nascono e muoiono,
come onde di risacca
che accarezza la battigia
o coriandoli di ricordi,
prede di refoli di vento.
Affiorano spiragli di emozioni,
palpiti di speranze sopite
racchiuse tra i recessi del cuore,
vegliano mute, senza età,
a svelare antichi incantesimi
smarriti nel vuoto del nulla,
ineffabile gioco di un mistero,
tra luci ed ombre di giorni
celati nello stagno dell’oblio.

La cenere del tempo

Vorrei che fossero fremiti di sogni
a lenire l’inedia della notte,
sussurri del silenzio a svaporare attimi,
rallentare il tempo di domani,
disperdendo ceneri ancora tiepide
di inconsci mormorii del passato.
Vorrei che pagine intonse del mio diario
raccontassero di fardelli più leggeri da portare,
aggiungessero nuove perle alla collana della vita,
per emozionarmi dei bagliori di un tramonto,
percepire, all’alba, lo sciabordio di un onda,
fragrante di salsedine, sulla battigia a Boccadasse.
Vorrei... vorrei... ma forse è utopia
ed io trascino passi tra le ceneri del tempo,
distratto a stimolare celate malie,
stringhe di fantasie senza età,
in un insieme che è un niente itinerante
tra emozioni e l’immenso che mi abbraccia.
Lino D’Amico



2 commenti:

  1. GENTILISSIMA SCRITTRICE - LE SONO INFINITAMENTE GRATO PER L'ATTENZIONE CHE MI HA CONCESSO E LA PAZIENZA CHE MI HA DEDICATO NEL COMMENTARE LE MIE POESIE. IL SUO E'UN COMMENTO CHE CUSTODIRO' GELOSAMENTE PERCHE' LA SUA LETTURA MI HA PROCURATO PROFONDA EMOZIONE. GRAZIE ANCORA DI CUORE.
    CORDIALITA', LINO D'AMICO

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  2. Anna ha letto con lucidità sconvolgente le liriche del mio amico Lino. E' riuscita a coglierne gli aspetti salienti, la forza espressiva, l'apparente nichilismo e la ricerca continua di emozioni che possano ancora dargli sussulti, gioie, distrazioni. D'altronde le capacità di critica letteraria della nostra Anna Vincitorio sono ben note. Ella sa valutare senza reinterpretare, attenendosi con rispetto alle tematiche espresse dagli Autori. Lino è dipinto nella sua verità.
    E le sue liriche vengono onorate come meritano...
    Un abbraccio a entrambi e, ovviamente al nostro Nazario.
    Maria Rizzi

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