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giovedì 19 novembre 2020

EDDA CONTE "CIASCUNO DI NOI"

Ciascuno di noi


Edda Conte,
collaboratrice di Lèucade



Perché mi chiedi

"sei cieco alla bellezza dell'autunno?"

io non ho risposte chiare...

mi commuovevo anch'io

ai languidi colori dell'Ottobre

alle giornate lunghe e soleggiate

quando brillava il sole sulle siepi

sui tigli dorati nel tramonto

con qualche foglia verde ancora..

ora guardo gli uccelli migratori

volare in silenzio sopra i campi

dove i trattori rovesciano la terra.

Ora è Novembre!

Spoglia è la vite e affranta

tutto ha dato di sé

si strappano i cavolfiori dalla terra

che gelida e attonita resta

in attesa d'altro seme e d'altra vita.

Novembre è mese stanco

memoria di assenze nel cuore

attesa lunga di sole e di mare...

sono giorni macchiati di notizie

 ansie crescenti di quella paura

che all'improvviso si fa realtà.

Come possiamo far festa ancora

sui balconi come allora?

e cantare, perché "tutto andrà bene".

Ciascuno di noi è nessuno

per quanti incontra sulla via

sia pure il vicino

a cui la benda blu nasconde un improbabile sorriso!

Gioivano nei campi le spighe dorate

e chiacchieravano i papaveri al vento

era Aprile...era Maggio,,,era...

l'orgoglio dei tigli in fiore

sorrideva primavera ovunque amore e vita.

Oggi è quasi Inverno

il quotidiano non parla di vacanze in prospettiva

conta i contagi

e tristemente contagia gli umori!

Soltanto la divina fiammella ancora

ci esorta a credere e sperare.

                         Edda Conte- Nov. 2020

 

5 commenti:


  1. Mi colpisce in questa bella poesia questo sapore quasi da bollettino di guerra. La poetessa registra lo sconforto che tutti ormai ha preso, che via via è andato crescendo; c'è un guardarsi attorno sgomento, quasi un non riconoscere le cose e le stagioni di sempre . L'Autunno che era prima un fulgore di rame e d'oro è ora spento, gli uccelli migrano in silenzio. Forse gli uccelli hanno sempre migrato in silenzio, ma in questa atmosfera che odora di pena si avvertono cose a cui prima non si faceva caso e in tutto l'anima vede il proprio sgomento. Così la vite è affranta, così la terra aspetta altro seme , spera in altro seme, ma intanto sta attonita e fredda. C'è ovunque un senso di attesa appunto...e fino a che questa attesa non sarà soddisfatta non ci sarà il disgelo. Nascosti i sorrisi dietro le maschere che ci allontanano e ci estraniano in questo clima a cui non eravamo avvezzi. E la nostra anima, come la terra, aspetta un seme che porti nuovi germogli e nuovi frutti... e che non tardi troppo a venire.

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  2. Edda cara, la tua poesia rende meno acuto e opprimente il pensiero di questi tempi bui e non solo per la pandemia. I tuoi versi fanno volare oltre e sono messaggio di fiducia. Quando tutto questo finirà, torneremo a godere della bellezza che circonda la nostra esistenza. Sono vivi e caldi i toni della tua poetica, tanto da poter accendere i sensi e il sentimento del tempo. Sempre ottima poesia la tua. Grazie per averla condivisa. Un abbraccio
    Marisa Cossu

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  3. Edda mia, il Cantico dell'Autunno continua con te, che sei la nostra luce e, in questi versi, la nostra coscienza. La Natura è tua sposa e madre, i tigli vivono in quasi tutte le liriche, ogni giorno desidero di più piantarne uno sul terrazzo, ma di questo Novembre non puoi cantare le lodi, saresti nota stonata e indifferente. Un velo di nuvole scure si allarga come sangue sparso e distilla schegge, dal tempo uggioso, del colore delle foglie morte. Il cielo si disfa in lacrime pigre, che si posano sui fiati e svaniscono. Sottolinei quanto novembre celebri gli amori volati in Cielo e i tanti affetti sconosciuti rubati alla vita:
    "Novembre è mese stanco
    memoria di assenze nel cuore
    attesa lunga di sole e di mare..."
    L'allegoria con lo strazio è palese. Ogni giorno contiamo gli assenti, è diventata storia 'normale', non lutto di una nazione. E i tempi belli, rotondi, perfetti sono lontani, profumano di salmastro, di abbracci, di incontri, di convivialità.... Si pensa sui tuoi versi, su 'l'orgoglio dei tigli in fiore', sulla natura ferita che si spoglia e 'gelida e attonita resta'. La chiusa è un gioiello di Toc ed Eden: un fiato d'attesa denso di speranza, non esistono tunnel senza vie d'uscita, 'la divina fiammella' arde per ciascuno di noi e, soprattutto per chi soffre da solo. Una preghiera, amica mia. Si vola sulla speranza, ma nascondere le testa sotto la sabbia non è degno dell'uomo. Ti ringrazio, tesoro, e ti porto nel cuore, insieme al caro Nume Tutelare!

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  4. Mie care amiche Maria , Marisa, Lidia,
    Per "ciascuno di noi" oggi è ancora più importante mantenere aperto un dialogo, ci sentiremo meno isolate e certo più vicine nei pensieri , specialmente se li esprimiamo in poesia, che meglio riporta i sensi della nostra coscienza. Vi dico grazie per le vostre parole di partecipazione ,tanto sincera e affettuosa , di fronte a questa mia composizione.
    E' uscita spontanea , senza pretese letterarie, perché ha "sentito" il pensiero di "ciascuno di noi" . Per questo mi piace rispondere ai vostri commenti con questi versi:
    "Un corso d'acqua
    questa nostra esistenza
    e noi
    su sponde parallele
    a inventarci un ponte
    La voce non ha più parole
    resta nel silenzio di noi
    con mormorio d'acqua...
    Forse
    è più avanti la sorgente
    dove iniziare daccapo a conoscerci
    a parlarci
    ad amarci..."
    Vi abbraccio con i più bei sentimenti della nostra umanità.
    Edda

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    1. L'idea del ponte è il mio chiodo fisso, vederla esprimere in versi così limpidi, palpitanti , immediati, mi rende ancor più consapevole delle affinità elettive che ci legano, Edda mia, anche se a livello artistico sono un punto remoto rispetto alla tua costellazione. Ti voglio un bene immenso e attendo con ansia autentica quell'abbraccio!

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