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venerdì 20 novembre 2020

NAZARIO PARDINI SU: "SFINGE DI PIETRA" DI CLAUDIA PICCINNO

CLAUDIA PICCINNO: SFINGE DI PIETRA-A STONE SPHINX (QUARTA DI COPERTINA)

 

La poesia di Claudia Piccinno si snoda su un percorso emotivamente fluente e epigrammaticamente coinvolgente. Ibi omnia sunt: l'amore, i turbamenti, gli affetti, quei voli oltre la siepe che fanno del poema un insieme di aspirazioni che lo rendono umano. Una vera navigazione; un odeporico cammino verso la luce; verso un'isola di cui si conosce poco; nemmeno la rotta e il mistero che contiene. Siamo umani e in quanto tali soggetti a svincolarsi dal quotidiano alla ricerca di un mondo che ci renda liberi; e Claudia lo fa, lo percorre tutto questo tragitto, cavalcando gli input della vita, i frammenti esistenziali che ci rendono a volte pensosi, altre gioiosi, altre ancora tristi per non riuscire a decriptare i suoi messaggi che ci scatenano i tanti interrogativi di difficile soluzione. Un'opera completa, plurale, polivalente, che tocca ogni ambito della vita. E tutto si fa simbologia di una realtà che ci attanaglia e non ci molla: l'inverno, la primavera, i gerani, la madre pietosa, lo sfarfallio di morte; viene da sé chiederci chi siamo, che fine ha questa esperienza che è la vita, quale è il messaggio del presente in funzione di un visionario accadimento; insomma qui la vita c'è tutta coi suoi timori, le sue ambasce, le sue speranze e le sue sottrazioni. Ma quello che ci convince di questa silloge è soprattutto il linguaggio fluente, agile, spontaneo; un verbo che dà concretezza alle emozioni che vivono schiette nell'animo della Nostra e che cercano un'uscita per reificarsi in quadri di vita. La natura si fa linguaggio della poetessa che tramite i suoi simboli concretizza la sua filosofia.L' opera nel suo insieme è proteiforme e fattiva.E soprattutto, quello che vale, è l'equilibrio tra dire e sentire; una simbiotica fusione che difficilmente si trova in altri poeti. 

 Nazario Pardini

2 commenti:

  1. Grazie a questa illuminata, polisemica, perfetta lettura critica dell'immenso Nume Tutelare dell'Isola, che ci è data la fortuna di abitare, scopro l'ennesima creatura dell'amica Claudia, che ho già avuto modo di leggere in poesia e di apprezzare come traduttrice e come recensore. La silloge in questione sembra rappresentare una magnifica 'navigazione' nell'universo 'dell'amore, dei turbamenti, degli affetti'. Un percorso che mira a condurci verso la luce, come i grandi della Letteratura, e che rappresenta linfa vitale in un periodo come questo. Le sue liriche suppongo che mirino a suggerirci di resistere, di credere, di attendere il sole, visto che 'nessuna notte può considerarsi infinita'... mi scuso per aver parafrasato un cantautore... Mi complimento con Claudia per la sua nuova creatura e perla vena artistica inesauribile e con Nazario per le doti di esegeta, che conosciamo, ma non finiscono mai di stupire. Li stringo forte entrambi.

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  2. grazie Maria, grazie Nazario per le vostre parole di luce

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