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martedì 27 ottobre 2015

VALERIA SEROFILLI: LETTURA DI "I SEGRETI DELL'UNIVERSO" DI N. CHIAVERINI


Valeria Serofilli, critico, poeta, saggista



Nota di lettura di Valeria Serofilli al volume I segreti dell’universo (Edizioni CFR, 2014) di Nadia Chiaverini

Un universo dagli infiniti segreti il mondo della scrittura per Nadia Chiaverini, da indagare sia nella veste di lettrice che di scrittrice, perché “ogni libro è un firmamento, leggi, e a ogni parola sei contento / di far parte di quell’universo”.Con il volume I segreti dell’universo, edito per i tipi di CFR Edizioni di Piateda (SO) e qui oggi presentato nell’ambito degli Incontri dell’Ussero, prosegue e si arricchisce l’esplorazione poetica di Nadia Chiaverini sia dell’universo tout court che del suo personale microcosmo. Ricerca condotta con tenacia, sincerità ed acutezza, permettendo al lettore d’immedesimarsi a sua volta nelle dimensioni opposte sia del dolore che, sul fronte contrario, di una tenace ricerca di una dimensione più e umana. Il volume è molto efficace, tuttavia potrebbe trovare un suggerimento alternativo altrettanto suggestivo e simbolico particolarmente pregnante ai versi dell’autrice, nell’incisione di Camille Flammarion “Memorie di un astronomo”(1888) raffigurante un uomo che sporge la testa oltre il confine del firmamento verso l’Empìreo, alla scoperta della meccanica dell’universo.
Un poieo, quello di Chiaverini, che l’inchiostro lega in costellazioni di pagine, con parole che brillano come stelle.
Ma stelle cadenti, di una luce intensamente scura e primordiale, quasi a riscoprire il valore d’ungarettiana memoria della parola scavata nella vita come in una roccia. Una parola incisa in un firmamento nero d’inchiostro ben poco sereno, in cui anche il testo con questo titolo veicola parole aspre inserite in un apparato fono prosodico a dir poco aggressivo nel suo andamento allitterante (brandire, liquidambra, ibrido straniero), anche se l’autrice “aspira al sereno” (da Sereno).
Essenzialità e chiarezza connotativa e denotativa, nonché una nitida cifra espressiva, contraddistinguono infatti la poesia di Nadia Chiaverini, con uno stile asciutto, essenziale, conscio del valore del tempo e della parola come il mistero dell’esistenza.
Ma questa raccolta segna un ulteriore passo in avanti: l’autrice si fa interprete del mistero della scrittura. Anzi si fa parola ella stessa. Parola poetica contro il linguaggio manipolazione, contro il nonsenso (Frantumi) contro “i suoni jingle scaricati da internet su cellulari sempre più improbabili” (Postmodernità), contro il palinsesto TV che annulla ogni silenzio, per “dare valore a ciascun foglio, ad ogni oggetto”. In questo volume la nostra autrice è come se recuperasse la funzione simbolica del “correlativo oggettivo” soprattutto nei testi della sez. Cartastraccia, nella “sinfonia di oggetti / sparsi negli angoli più nascosti” in cui i dati sensibili della realtà costituiscono la concretizzazione materiale dell’inquietudine esistenziale e della  tensione conoscitiva della poetessa.
“Disadorne pareti
e quadri mai affissi in scatole di cartone
in attesa di una resurrezione.
(da Disadorne pareti)

“Scatole grandi per i vestiti
scatole piccole di plastica
di cartone, di vetro
scatole a fiori, a righe,
di tutti i colori… pensieri.”
(da Scatole grandi per i vestiti)
“(…)
Chiavi a mazzetti di oggetti
tanti oggetti, di plastica, di legno, di ferro
oggetti senza senso oggigiorno
oggetti senza ritorno.”
(da Dal ventre di un antico garage)
E’ così che la carta straccia, il biglietto stropicciato, una vecchia lista della spesa ricordano il montaliano rivo strozzato, l’accartocciarsi della foglia riarsa di Spesso il male di vivere ho incontrato (vv. 2-4).
La poesia eponima affronta il tema del doppio e lo specchio, i cui “frantumi” divengono simbolo dell’uomo / atomo  membro di una società in frantumi; uno specchio in cui si stempera un volto di maschera del dopo carnevale, per riprendere parte del titolo dell’accurata postfazione di Gian Mario Lucini, anche curatore della Collana Poiein di cui fa parte il volume:
<<Infinito carnevale di maschere rutilanti sorrisi e sberleffi angoscianti>> (si vedano anche i testi Frantumi, I segreti dell’universo e Cassandra) l’io lirico interroga lo specchio – Davvero, ma’, eri così? – per farsi Alice nel Paese delle Meraviglie e trovare,attraverso la superficie di questo, la reale individualità:
“(…)
il destino dell’uomo
riflesso nello specchio
misteriosa permanenza
nella corrente mal ferma.”
(A volte all’alba)
Ritrovo in questa raccolta immagini a me care quali il cerchio nello stagno o il segmento della coda di lucertola:
“Sono il cerchio che si allarga nell’acqua
dello stagno dopo il tonfo del sasso.”
(Nadia Chiaverini, Sono il cerchio che si allarga nell’acqua)
“A te parola chiedo i cerchi
del sasso nello stagno
che genera onde di pensiero.”
(Valeria Serofilli, Chiedo i cerchi, dall’omonima raccolta edita da puntoacapo, Novi Ligure 2008)
“Rabbia disperata
come un colpo di coda mozzata
che ancora si dimena.”
(da Rabbia disperata)
“Lucertola in segmento, la poetica
(…)
staccata coda che ricresce”
(da Segmento di lucertola)
E ancora:
“Cronaca resoconto racconto
l’immagine nello specchio si stempera
e incolla come tela di ragno
pelle di serpente che si rinnova
come un altro sguardo
colpevole mi sento quando sottolineo
un nome e non un altro
perché l’autentico è una brutta strega posseduta ossessa
d’una strana abbondanza contorta come un nodo
un punto sordo nel cuore per poter udire il non detto
(…)”
(da Cassandra)

Nelle cinque sezioni in cui si articola il libro si avvisa un crescente pessimismo nei confronti dei pericoli che minacciano gravemente la vita materiale e spirituale degli uomini, la perdita di senso anche se compaiono accenti più “elegiaci” e speranzosi nella sezione IV con testi quali Elegia per i versi dispersi  e “Una cassetta di libri, libri in cassetta, a peso” come evidenziato da Gian Mario Lucini.
E’ utile fare riferimento, in chiusura, ancora una volta, all’accorato invito dell’autrice a ricercare ciò che di autentico persiste in questo mondo post-moderno e ultra tecnologico, mantenendo come punto di riferimento imprescindibile i sentimenti più genuini. Quelli che, pur essendo molto impegnativi ed esclusivi, sono in grado di dare le sole vere sensazioni autenticamente genuine e poetiche.

Valeria Serofilli


Caffè dell’Ussero di Pisa, 23 Ottobre 2015



CLAUDIO FIORENTINI: "INEDITO"

Claudio Fiorentini collaboratore di Lèucade

La voglio piena di fuoco
la musica del mio funerale
e di vita schioppettante
e di chiacchiericcio denso.
Non suonatela in tono minore
le emozioni lasciatele da parte
la musica non si esprime con ciò che è stato
o non è stato,
ma con tutto quello che ancora resta da suonare…
perché la musica è un vuoto
che chiede solo d’essere colmato
con nuove invenzioni, con nuove idee.
Per questo la mia morte voglio che sia piena di allegria,
di colore, di gioia…
e se ho ben vissuto
salutatemi con un applauso!





IL CROCO: ISABELLA MICHELA AFFINITO "PROBABILMENTE SARA' POESIA"

Isabella Michela Affinito: Probabilmente sarà poesia


DAL TESTO




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NUOVO CONTRAPPUNTO. ANNO XXIV LUGLIO - SETTEMBRE 2015

Anno XXIV n. 3 - luglio - settembre 2015
In questo numero
Gianni Rescigno, Elio Andriuoli, Silvano Demarchi,
Guido Zavanone, Liana De Luca, Luigi Cattanei,
Davide Puccini, Patrice Dyerval Angelini, Liliana Porro Andriuoli

DI GIANNI RESCIGNO:




CLICCARE PER INGRANDIRE

lunedì 26 ottobre 2015

N. DI STEFANO BUSA': "ESSERE POETI..."

Ninnj Di Stefano Busà collaboratrice di Lèucade


ESSERE POETI NELL’ETA’ DELLA NON-POESIA

di Ninnj Di Stefano  

In ogni epoca, la Poesia  è sempre stata il filtro, la ragione ultima e la necessità prioritaria all'interno di un processo emotivo, logico/cognitivo, interscambiabile in ogni essere umano <pensante> che sa ritrovare in essa la materia-prima di molti e suggestivi modelli di conoscenza.
La sua rara e preziosa struttura morfologica, la carica emotiva, il lampeggiamento interiore hanno sempre fornito all'uomo la sensazione di non vivere di solo <pane> ovvero, di possedere anche un'anima e un cervello che devono essere alimentati, se non vogliono morire soffocati dal banale, dalla mediocrità e dal quotidiano.
L'individuo è fatto essenzialmente di materia, di cellule, di cromosomi, di neuroni, ma anche di genio ed esaltazione. Ne ha bisogno come dell'aria. È in torto, chi crede di glissare, tergiversare o, peggio ancora, di banalizzare il concetto poetico, che si fa interprete di un ruolo necessario alla psiche, come l'ossigeno.
Concorrono poi diversi elementi perché un individuo giunga alla poesia. Innanzitutto, la predisposizione alla visione globale di un piano logico/culturale che lo porti a formulare dentro di sé il concetto lirico.
Così, come per il musicista le note, anche il poeta deve sentire le parole armonizzarsi, fondersi attraverso la coscienza  che formalizzi il linguaggio (ri)componendone il suo universo psicologico/intellettuale.
Infatti, perché non è di tutti scrivere versi? Lo fa solo chi lo sa fare, (talvolta, anche chi proprio non vi riesce), ma è ugualmente elogiativo lo sforzo di voler scrivere in poesia.
L'individuo sia esso di genere femminile o maschile avverte l'impianto poetico come un dono aggiuntivo, un quid che lo catapulta oltre lo steccato di una vita miserevole, a volte appiattita dalle vicende quotidiane e dalle sofferenze, ma proprio per questo, portato ad immaginare orizzonti più vasti, cieli più alti, stratosfere dove è bello volare senza le ali, magari solo con la fantasia e il coraggio di voler essere migliori, più ricchi psichicamente, intellettualmente...
È un dono che non tutti possono possedere, raggiungere uno stadio alto, a priori, nell'immediatezza è pressoché impossibile, perché anche i grandi poeti hanno dovuto lavorare per imporre alla pagina letteraria il loro nome. Niente è facile su questa terra e anche la Poesia, per quanto istintiva, innata e ricercata, ha bisogno di essere incanalata, orientata e perseguita con tenacia e abnegazione. Nessuno ignori mai la necessità del tirocinio, della sua elaborazione a livello d'anima e d'ingegno. Anche i grandi poeti hanno dovuto dimostrare di esserlo. Ovviamente poi, c'è una scala di valori, una graduatoria di meriti che vanno rispettate, perché la Poesia abbia una sua universalità e veridicità.
La programmazione di essa non avviene a tavolino, non ci si sveglia la mattina grandi poeti, non ci si scopre dall'oggi al domani: occorrono tirocinio, sensibilità, profondità emozionale, senso estetico della forma, bisogna inseguire e perseguire la Bellezza della Poesia come fattore di riscatto interiore, da opporre alle forme sbiadite di una vita abitudinaria o spenta.
La ricerca della Luce interiore porta verosimilmente ad un atto unico, inesplicabile, autentico e sincero quale è il presupposto poetico, ma è sforzo di adattamento alla vita, è superamento di se stessi, da un punto di vista umano, etico e spirituale non indifferente. La poesia bisogna amarla, vezzeggiarla, inseguirla, non è un raggiungibile in un sol giorno, non è capriccio intellettuale da mostrare in pubblico per far capire quanto si è bravi... È palestra esistenziale, costante, e tenace, crogiolo di sofferenza, sublimazione del dolore a livello inconscio o, magari, a volte, è la idealizzazione di un sogno che si realizza attraverso le spirali del dolore. Non si spiega diversamente il fatto che la migliore poesia è quasi sempre il frutto o il risultato di un travaglio interiore che tende a sfociare in una bellissima, imparagonabile oasi di luce, attraverso cui filtriamo il nostro dolore e la nostra solitudine. Tornerò ancora a parlarvi di poesia, c'è tanto da dire al riguardo...


Ninnj Di Stefano Busà 

R. MESTRONE "SALUTO D'APERTURA AL CONVEGNO SU G. RESCIGNO"


Roberto Mestrone collaboratore di Lèucade

Gianni Rescigno


Saluto d'apertura al Convegno sul poeta Gianni Rescigno
del Presidente Roberto Mestrone



Buonasera a tutti!
Permettetemi di seguire sul foglio il testo del mio intervento, poiché non voglio perdere un solo pensiero, una sola parola che il tempo dell'attesa mi ha suggerito.                                   
Anzitutto lasciatemi dire che è motivo di vanto per il Circolo Iplac – e mio personale – l'aver organizzato un convegno in onore di Gianni Rescigno, cantore delle emozioni dell'anima e delle piccole cose che danno smalto ai sentimenti più puri dell'uomo.
Una delle prioritarie missioni della nostra Associazione è quella di spargere il buon seme della Cultura, coltivarlo nelle menti dei giovani, recarlo in dono a chi vuol dissetarsi alla fonte delle Arti; ma oggi noi siamo qui per sfiorare e raccogliere i buoni frutti che uno dei più grandi poeti contemporanei ci ha lasciato in dote.
Ringrazio la signora Lucia, la figlia Rosa Maria, il nipote Antonio e il genero Filippo per essere qui oggi insieme a noi; ringrazio tutti gli amici presenti a questa festa; ringrazio chi si è prodigato per far sì che l'evento si realizzasse.
Gli interventi sul palco saranno numerosi, e il tempo è tiranno; quindi vi farò partecipi solo di un'emozione: quella che ho percepito dalla lettura di alcuni versi di Gianni.
Più che “emozione” dovrei classificarlo “messaggio”; messaggio di speranza e di riscatto dall'alienazione.
Ecco il libro che letto e riletto in questi ultimi giorni: NESSUNO PUO' RESTARE.
Tra le pagine si cela una lirica che mi ha fatto molto riflettere sull'anelito di fratellanza e solidarietà che tutti noi – a parole – rincorriamo, ma che nei fatti snobbiamo o sottovalutiamo costretti dall'amor proprio a rifugiarci, sul ring della vita,  nell'angolo del più debole  indossando i guantoni del più forte.
Spesso abbiamo ignorato o trascurato l'aiuto di una mano amica, il consiglio di un compagno pronto a salire sul quadrato in nostra difesa... e poi siamo caduti al tappeto.
L'orgoglio spiana la strada all'individualismo, ma l'individualismo alimenta il morbo della solitudine.
Questo Gianni l'aveva ben inteso.
Al dono dell'Amore, che dovrebbe corroborare le nostre esistenze, spesso facciamo indossare la veste   dell'elemosina, ma questa ribellione al “ricevere” - o al “condividere” -  ci preclude la strada della serenità e, a lungo andare, il traguardo della  salvezza.
Allora, ecco la via d'uscita indicataci da Gianni.
Ascoltate le sue parole.
Son solo sette versi... ma che lezione di vita!

SI VA AVANTI COSÌ

Si va avanti così
sempre col desiderio d'amore.
Si cerca di trovare un'altra mano
per tremare insieme
perché la debolezza dell'una
sia forza dell'altra
doni l'illusione di non cadere soli.
                                                
Grazie Gianni!

E grazie a tutti voi!

Roberto Mestrone

MARZIA SERPI:"POESIE"


Dimensione

Dorme la gatta al canto del fuoco
il suo gomitolo unico gioco,
una crepa sul muro come ferita
s’allarga e ti segna lo scorrer di vita,
un ragno accasato nell’angolo tesse la tela
imprigionando attimi che il destino svela
l’orologio da parete ormai fermo alle sette
sul suo quadrante più niente riflette,
di umile forgia una scura vetrina
con i suoi ripiani adorni di trina
e una finestra che si affaccia, chissà?!
alba, tramonto non vedo di là.
Sembra una stanza sospesa nel tempo
sorprende la noia ascolta il sentimento
accartoccia la vita, strapazza i pensieri
dipinge l’assurdo annulla i desideri.
Non so se è reale quello che vedo
o un film mentale, ancora mi chiedo
fermo, bloccato su di un fotogramma
che nutre lo sguardo e il pensier inganna.
Una sedia impagliata domina la scena
il suo fantasma richiama a vita terrena.



 Donna

Passi leggeri, nello scandir del tacco
la gonna ondeggia al corpo
in flessuoso movimento
sguardi che al passaggio
accarezzano l’orgoglio.
Dove si ferma il sorriso
ne rimane l’impronta,
la fierezza di donna
prosegue il cammino
nelle primavere illusorie
del mai finire.
Sarà madre, difenderà ideali
avrà corpo e anima da gestire,
troverà il coraggio tra le sue paure
la leggerezza della gazzella
non le negherà la forza della leonessa.
E se quel passo diventerà più pesante
il suo cuore saprà esser leggero
al compiersi di un’esistenza
dove essere donna, è stato bello.



Expo   Milano 2015

Dal legno ecologica voce
s’intreccia enorme stelo
per innalzar gigante
rivolto a cono aperto
verso l’immensità del cielo.
Troneggia a vista
opera dell’uomo e dell’ingegno
e a lui fiumi di gente
come linfa a scorrere
costanti vanno
al piede suo, gigante buono
a regalar agli occhi meraviglia.
Giochi di colori
aprir di fiori,
luci che a sera
stupore offrono
mentre musica accompagna il movimento
e luce danza.
Popoli ai sui piedi in fratellanza
il cuore mio si apre come bocciolo al sole
e lì ho avvertito la presenza del Signore
un Dio che ci accomuna tutti quanti,
la bellezza, è provare pace e gioia infinita
così ti hanno chiamato “albero della vita”.



Marzia Serpi           
(Curriculum aggiornato al 2015)

Marzia Serpi è nata nel 1956 a Castelnuovo di Val di Cecina, paese che ama e dove è sempre vissuta.
Ha svolto diverse attività lavorative, che non le hanno mai impedito di dedicarsi alla poesia, cui si è avvicinata all'età di undici anni.
Nel 1993, avendo vinto il "Premio Selezione '93", ha visto pubblicare la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Espressioni di una vita” (Cultura Duemila Editrice).
Ha partecipato in seguito a vari altri concorsi, vedendo pubblicate sue opere nelle raccolte che facevano seguito ai concorsi stessi (“Viareggio Carnevale”, “Poeta anch'io - III edizione”).
Il giudizio lusinghiero di alcuni critici l'ha spinta a proseguire nella strada della pubblicazione.
Esce così, nel 2010, la sua seconda raccolta dal titolo “Volo di Rondine” (Bastogi Editrice Italiana).
Il libro riceve diversi premi:
-         Maggio 2011
3° Premio per la sezione “Poesia Edita” al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa "Viareggio Carnevale”.
-         Giugno 2011
Premio Speciale della Giuria per la sezione "Libro Edito" al Concorso Internazionale di poesia, narrativa e saggistica "Il Boccale".
-         Ottobre 2011
1° premio nella sezione “Libro Edito” al Concorso letterario internazionale "Profumo di Marzo”.
Contemporaneamente partecipa con poesie inedite a concorsi letterari ricevendo:
-         Nel 2011 il 3° Premio nella sezione “Poesia” al Premio Letterario Internazionale "Lilly Brogi La Pergola Arte Firenze".
-         Sempre nel 2011 il Premio della Presidenza per la sezione “Poesia a tema libero” al Premio Letterario Internazionale "Ischia, l'Isola dei Sogni".
-         Nel 2012 il 5° premio unica sezione poesia a tema "Emozioni d'infanzia" al premio nazionale di poesia "Cipressino d'oro”.
-         Nel 2012 il Premio Speciale della Presidenza per la sezione “Poesia a tema libero” al XIII Premio Letterario Internazionale “Ischia l’Isola dei Sogni”.
-         Nel 2012 Segnalazione di merito “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Nazionale “San Lorenzo in Poesia” .
-         Nel 2012 il Premio Paracelso unica sezione poesia a tema “I 4 elementi: aria, acqua, terra, fuoco” con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica al Concorso Internazionale “Poeta anch’io”.
-         Nel 2012 Conferimento Speciale della Giuria per la sezione “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Internazionale “Profumo di Marzo”
-         Nel 2012 il 4° Premio Divulgazione per la sezione “Poesia a tema libero” al Premio Letterario Internazionale “Lilly Brogi La pergola Arte”.
Nel 2011 l’autrice partecipa con una poesia inedita all’antologia poetica "Cento voci verso il cielo" realizzata a scopo benefico dall'associazione culturale La Pergola Arte.
Sempre nel 2011 altre liriche inedite sono inserite nella raccolta antologica "La ricerca poetica" pubblicata da Bastogi.
Partecipa, con la lettura di sue opere, a diversi eventi tra cui, nell’agosto 2011, alla serata “Calici di stelle” in piazza Duomo a Colle di Val d’Elsa.
Nel 2012 altre liriche inedite accompagnate dai giudizi critici di Lia Bronzi e Duccia Camiciotti sono inserite nella seconda raccolta antologica “I poeti contemporanei e la critica” pubblicata da Bastogi.
Nel mese di ottobre 2012 l’Associazione Culturale “Mino Maccari” le dedica un ampio articolo sul giornalino trimestrale “Il Maccarino”
Nel mese di aprile 2013 esce la sua terza raccolta di poesie, dal titolo “Oltre lo sguardo” (Bastogi Editrice Italiana). Presentata a Castelnuovo Val di Cecina.
-         Nel 2013 Segnalazione di merito “Poesia a Tema Libero” al Concorso Letterario Nazionale “San Lorenzo in Poesia”.
-         Nel 2013 Conferimento speciale della Presidenza al Concorso Letterario Internazionale “Profumo di marzo”.
-         Nel mese di Settembre (20/9/2013) la terza raccolta “Oltre lo sguardo” viene presentata a Firenze in Palazzo Vecchio.
-         Nel 2013 Premio di merito nella sezione “Opere edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Letterario Internazionale “Montefiore”.
-         Nel 2013 Premio Finalista nella sezione “Editi” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Concorso Nazionale di Poesia “Terzo Millennio” Roma.
-         Nel 2013 Conferimento Speciale nella sezione Poesia a tema “Amarsi tra passato e presente” al Concorso Letterario Internazionale “Idea Donna - Lei e Lui”
-         Nel 2013 Alcune liriche inedite sono inserite nell’antologia “Voci fiorentine” editrice (Ibiskos-Ulivieri). Presentata il 13-12-2013 a Firenze Palazzo Bastogi.
-         Nel 2014 Menzione d’onore nella sezione “Libro edito” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica “Pegasus Literary Awards”.
-         Nel 2014 Primo Premio, nel concorso a tema “Poesia respiro dell’anima-Ambasciatrice di pace” al Concorso Internazionale di Poesia “Molteplici visioni d’amore”
-         Nel 2014 riceve il 4° Premio, nel Concorso a tema “Giro giro tondo….i bambini e la guerra nel mondo” al Premio Nazionale di Poesia “Cipressino d’oro”.
-         Nel 2014 Segnalazione di merito “Poesia a Tema Libero” al Concorso Letterario Internazionale “Premio Piemonte Poesia”.
-         Nel 2014 Segnalazione di merito nella sezione C “Amici dei medici-scrittori- opere edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Premio Nazionale di poesia “Nora Rosanigo”.
-         Nel 2014 Menzione d’onore, nella sezione unica “Racconti a tema libero” al Concorso Letterario Nazionale “I Racconti di San Lorenzo”.
-         Nel 2014 riceve il 3° Premio, nella sezione “Diritti dell’uomo” al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Terzo Millennio” Roma.
-         Nel 2014 riceve il 1° Premio assoluto, nella sezione “Poesia a tema libero” al Concorso Letterario Poesia e Narrativa “Idea Donna – Lei e Lui”.
-         Nel 2014 riceve Menzione della giuria, nella sezione unica a tema “Amore in una qualsiasi delle sue accezioni e declinazioni” al Concorso Nazionale per Poesia e Narrativa “Premio letteratura d’amore” Torino.
-         Nel 2015 riceve il Premio Speciale: Cortona Città del mondo. Nella sezione “raccolte di poesia edite” con la raccolta “Oltre lo sguardo” al Concorso Internazionale di Poesia “Molteplici visioni d’amore”.
-         Nel 2015 riceve il 2° Premio, nel Concorso a tema “Mamma, papà… sto arrivando. La magia dell’arrivo di un bambino” al Premio Nazionale di Poesia “Cipressino d’oro”.
-         Nel 2015 riceve il Premio Targa Paris – Plaque Honorifique Paris. Nella sezione opere inedite di poesia singola al Premio Letterario Internazionale Itinerante “World Literary Prize” . Parigi.
-         Nel 2015 il 5 agosto, viene pubblicata la Poesia dal titolo “Expo Milano 2015” nel sito mondocattolicaexpo del Padiglione della Santa Sede, che chiedeva: Racconta la tua esperienza e le tue riflessioni sul tema “Non di solo pane”. 
L’autrice, ad oggi, è membro del consiglio esecutivo della Camerata dei Poeti di Firenze.
Il suo nome è inoltre presente nel "Dizionario Biobibliografico dei Poeti e dei Narratori Italiani dal secondo novecento ad oggi" edito da Bastogi nel 2011.
Marzia Serpi, Via Monte Amiata,11 - 56041 Castelnuovo Val di Cecina (Pisa)
Collegamenti web:

(Recensioni del libro sul portale letterario “Manuale di Mari”)

http://www.blogdegliautori.it/marzia-serpi/oltre-lo-sguardo-di-marzia-serpi/