Pagine

venerdì 4 marzo 2022

MARIA RIZZI: "COME PIOGGIA SOTTILE" DI ROBERTO DE LUCA

 

Maria Rizzi, 
collaboratrice di Lèucade


  • Maria Rizzi su Come pioggia sottile di Roberto De Luca - Graus Edizioni

 

Ho avuto l’onore d leggere in anteprima  il romanzo di esordio del carissimo amico Roberto De Luca, “Come pioggia sottile” edito dai tipi di Graus. L’Autore scrive da quando era giovanissimo, è Poeta e ha composto raccolte di Racconti come “Dark” e  A furia di sfogliare”, di grande impatto emotivo e con strutture che erano presagi di romanzi. La pioggia sottile è una metafora indovinatissima dell’atmosfera che circonda i quattro protagonisti del testo e che rappresenta lo specchio del clima nel quale oggi vivono e sono indotti a vivere i giovani. L’Opera può definirsi esistenzialista, in quanto si concentra su come l’uomo si trovi a essere nel mondo in un periodo di crisi profonda dei valori intellettuali, etici e sociali. Non si tratta di una filosofia, ma di una vera e propria dimensione culturale che pone l’attenzione sugli aspetti negativi della condizione umana nel mondo. Kierkegard, padre di questa dottrina, sosteneva che attraverso ogni decisione la nostra esistenza viene plasmata definendo chi siamo e cosa ci lasciamo alle spalle. Nel caso del romanzo di Roberto De Luca questi concetti sono rilevabili sin dalle prime pagine. Ci troviamo di fronte a un libro corale, per cui i quattro giovani, Luigi, Orietta, Patrizio e Mark, molto diversi caratterialmente, si pongono lo stesso obiettivo: cambiare città per cercare di realizzare le proprie passioni, forse solo per darsi un’identità. Gli aspetti individuali sono determinanti alfine di comprendere la spinta comune al cambiamento e la scelta di trasferirsi in una città della Repubblica Ceca. Luca Giordano, ottimo prefatore, evidenzia quanto sia singolare la scelta che ‘gli immigrati siano italiani’. L’Autore sembra voler marcare la necessità di un cambiamento, di uno spostamento che è risposta alle necessità interiori di darsi un’identità. Ed è interessante che tale ricerca decidano di attuarla in un altro paese, dove teoricamente diventano presenze clandestine. Sono lì, ma al tempo stesso non lo sono. Vivono su una soglia, come non persone. La decisione dei giovani, senza lavoro, - anche se Luigi è all’ultimo anno di Lettere e Orietta è pittrice autodidatta e ha seguito corsi di cucina - , nasce dall’attrazione verso una città esoterica come Praga, detta “Città d’oro” o “Delle cento torri”. Luigi si proietta nelle realtà vissute tra mistero e magia da Franz Kafka, che forse rappresenta l’alibi ideale per seguire Orietta, verso la quale prova un’innegabile attrazione; Mark è praghese, ha una storia personale complessa, che tace a Orietta, con la quale vive una vicenda pseudo - sentimentale e Patrizio, il più semplice,  trascina le giornate legandosi a qualsiasi speranza di cambiamento. Si ha la sensazione che la prima spinta dei protagonisti non sia di trovare un lavoro - anche se si adoperano per farlo - , ma di conoscere qualcosa di se stessi, consapevoli di trascorrere, come troppi, il tempo correndo per evitare di trovarsi di fronte alle proprie verità. E la scelta di Roberto di spingere i suoi personaggi altrove si rivela originale, in quanto il focus del nostro essere non è un luogo, ma un progetto per il futuro, un’idea, un percorso, un metodo, una storia di conoscenza. Ogni essere umano ha centinaia di persone separate

sottopelle, ma sembra che il tipo di esistenza che si conduce impedisca di dare a ognuno una personalità e una relazione con coloro che lo circondano. Il nostro Autore ci mette di fronte all’evidenza di non poter realizzare rapporti tra i protagonisti. Il romanzo vede i giovani molto più attivi a Praga che in Italia. Orietta ha modo di aprire un locale di pasticceria, Luigi e Patrizio trovano lavoro come camerieri part - time , Mark continua a svolgere i suoi traffici malavitosi, ma i rapporti tra loro sono a fil di vita. Nessuno riesce a dare l’esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza. Sono consapevoli, forse, che le parole possono celebrare la bellezza, ma sembrano incapaci di esprimerle. Il più libero è senza dubbio Patrizio. La sua indole semplice gli rende possibile comunicare la sua essenza, tant’è che instaura una relazione con una ragazza praghese e decide senza porsi troppe domande di sposarla. Il giovane viaggia su un registro naturale, istintivo, che lo rende libero. Luigi, per dirla con il suo Kafka,  “si dibatte nei tentativi di parlare di ciò che

ha nelle ossa che soltanto in quelle ossa può essere vissuto”. Roberto attua, a livello narrativo, un espediente eccellente, infatti si pone come narratore onnisciente, ovvero che racconta in terza persona eventi ai quali sembra assistere dall’esterno. Ovviamente ogni libro è specchio della personalità di chi scrive, ma è affascinante seguire un testo nel quale lo scrittore concepisce la psicologia dei personaggi, le loro azioni, ma si pone super partes. La cifra stilistica è fruibile, immediata, cinematografica. Le sequenze narrative sono visibili, legate a un realismo letterario che lega il lettore al romanzo. Da citare i bellissimi dialoghi di Orietta e di Mark con simboli diversi dagli esseri umani. Roberto non è nuovo a queste scelte, si potrebbe definire uno specialista. I dialoghi di Orietta con un gatto e di Mark, nel palazzo di famiglia, con le foto dei parenti, risultano di un nerbo straordinario e trasmettono pathos ed emozione. Ovviamente sono un’ulteriore dimostrazione di quanto i giovani e le persone in genere si sentano nell’impossibilità di comunicare le sensazioni, i sentimenti, le fantasie. E il conflitto interiore deriva dall’incapacità di superare la paura di amare gli altri. Il romanzo di Roberto, con naturalezza, senza alcuna ostentazione, mette a fuoco come siamo sradicati dalla realtà affettiva e questa realtà sfuma, si opacizza, diventa nebulosa, lasciandoci solo i sogni e i desideri di quegli oggetti che ci rendono poveri d’animo. Un testo didattico, che affronta tanti mali della nostra società attuale con levità, coinvolgendoci in un’Opera che appassiona, induce a riflettere, a tratti diverte, e dimostra che la scrittura può unire una parola all’altra con la speranza di unire un uomo all’altro.

 

Maria Rizzi

 

 

9 commenti:

  1. Splendida l' esegesi di Maria Rizzi sul romanzo "Come pioggia sottile" di Roberto De Luca. Precisa l'analisi dei personaggi, la malinconia soffusa che pervade tutta la vicenda, gli scenari della vecchia Praga, i conflitti generazionali. Complimenti a Roberto per questo romanzo che fa sognare e a Maria per l' acuta analisi che ne ha fatto. Un abbraccio forte al nostro Condottiero che permette di incontrarci sulla sua Isola incantata!

    Loredana D'Alfonso

    RispondiElimina
  2. Grazie infinite Lolli mia! Sei stata l'intervistatrice di Roberto, conosci molto bene i variegati aspetti del suo romanzo e le tue parole mi scaldano il cuore come sempre. Ti tengo stretta stretta insieme al nostro Condottiero!

    RispondiElimina
  3. Grazie Maria per questa tua intensa recensione sul mio libro. A dire il vero , mentre scrivevo , non ho mai pensato di incentrare il testo sull' incomunicabilita' , che è uno degli aspetti che caratterizza la nostra epoca. Pensavo piuttosto all' indecifrabilita' del tempo che stiamo vivendo, ma ne è uscito, in maniera più potente, l' aspetto che tu stessa hai sottolineato, anche se, a ben vedere, le due cose sono due vasi comunicanti. Volendo portare il discorso su aspetti puramente filosofici, direi che il nostro è un tempo che pone una serie di punti interrogativi poco risolti e apparentemente irrisolvibili, almeno finora. Questo genera una incomunicabilita' del 'Profondo', contraria a una comunicabilita' che esiste, ma si mantiene su strati superficiali, poco soddisfacenti a livello interiore.Forse è anche per questo che i vari personaggi parlano delle loro cose più importanti con gatti e fotografie, piuttosto che con altri esseri umani! Grazie per avermelo evidenziato cara Maria e rivolgo un grazie spassionato all' ottimo Condottiero di questo interessante blog, Nazario Pardini.

    RispondiElimina
  4. E' un tipo dinoccolato Patrizio? E' bruno con i capelli un po' arruffati? E Orietta piccolina e un po' riccia? Luigi avrà un paio d'occhiali per leggere e rileggere Kafka fino all'osso, e Mark è un malavitoso pieno di malinconia per ciò che non ha? Chissà, mi dico, e come sempre immagino dalle parole di cui Maria, in questa sua bella recensione, si serve per indirizzarci al cuore della storia: l'incomunicabilità con sé stessi riflessi negli altri e la ricerca del sogno, del suo desiderio primigenio come pioggia sottile, che scende timida e tenace. Sembra davvero interessante. Congratulazioni e voi!

    RispondiElimina
  5. E' un tipo dinoccolato Patrizio? E' bruno con i capelli un po' arruffati? E Orietta piccolina e un po' riccia? Luigi avrà un paio d'occhiali per leggere e rileggere Kafka fino all'osso, e Mark è un malavitoso pieno di malinconia per ciò che non ha? Chissà, mi dico, e come sempre immagino dalle parole di cui Maria, in questa sua bella recensione, si serve per indirizzarci al cuore della storia: l'incomunicabilità con sé stessi riflessi negli altri e la ricerca del sogno, del suo desiderio primigenio come pioggia sottile, che scende timida e tenace. Sembra davvero interessante. Congratulazioni e voi!

    RispondiElimina
  6. Patrizia... che meraviglia vederti descrivere i quattro protagonisti. Hai colto l'essenza di ognuno e non mi meraviglio. La famosa chiave. Un bellissimo Dono il tuo commento per un romanzo che si ama subito, perché è specchio dell'inquietudine dei nostri figli, del loro desiderio di ritrovarsi. Grazie infinite, amica bella. Roberto sarà felice. Vi abbraccio entrambi con tutto il mio affetto!

    RispondiElimina
  7. Roberto mio, non devi ringraziarmi, sono io grata a te per avermi donato uno specchio della nostra epoca. Leggerti equivale a capire di più i giovani, ma anche noi stessi. A ritrovarci. Il romanzo è un gioiello e mi auguro davvero che abbia la fortuna che merita. Ti voglio bene da sempre.

    RispondiElimina

  8. Ti ringrazio per questa tua simpatica deduzione e descrizione. Hai azzeccato alcune caratteristiche dei personaggi: Patrizio è dinoccolato si ed è anche bruno, però ha i capelli lisci. Orietta è riccia e bionda però non è piccolina, cioè minuta. Luigi ama leggere, scrivere , e' un osservatore , ma non porta occhiali😂 Su Mark ci hai azzeccato in pieno, solo che per lui le cose stanno in quel modo solo fino a un certo punto... Sulla pioggia sottile siamo a un ...come si diceva in quel gioco...🤔 Focherello!! Di più non posso dire! Comunque grazie Patrizia . Ti mando invito per la prossima presentazione, se potrai!

    RispondiElimina
  9. Aggiungo, come dice Maria, che sicuramente hai colto l' essenza di ognuno di loro... Grazie ancora Patrizia e un grazie a Maria e a Nazario che ci ospita

    RispondiElimina