martedì 21 maggio 2019

ALESSANDRO PAGANI: "500 CHICCHE DI RISO"


Juste pour rire Ironia e comicità
“È dall’ironia che comincia la libertà”. (Victor Hugo). Alessandro Pagani. 500 Chicche di riso 96, Rue de-La-Fontaine , Rue de-La-Fontaine Edizioni di Zuccalà Morena Via Liguria, 25 - 58022 Follonica (GR)  Immagine di copertina e illustrazioni di Massimiliano Zatini ISBN: 978-88-9399-006-6


Mi piace iniziare questo mio scritto partendo da un lacerto della Prefazione di Cristiano Militello: “In “Chicche di riso” il Pagani, si mette nel solco dei Bartezzaghi e dei Campanile, passando per Woody Allen (la numero 499 avrebbe potuto scriverla tranquillamente lui). Il nostro ci regala o, meglio, ci fa pagare il giusto, una valanga di freddure con predilezione per il calembour, anzi, ad esser precisi, per i metaplasmi, le metatassi e i metasememi. Non vi spaventate: nel mesozoico (1994) mi sono laureato con una tesi dal titolo “Aspetti comunicativi e pragmatici del cabaret come tecnica di satira” e nel capitolo 5 misi in fila, appunto, tutte le tipologie di battuta esistenti. Da allora le ho sempre genericamente chiamate “battute”, diamine, ma vedi che alla fine arriva un momento nella vita in cui il pezzo di carta serve davvero?”. Un vero trattatello sulla storia e il significato della “battuta”. In che modo, con quali tempi, e con quali contraccolpi si possono creare i ritmi della freddura, “battuta”, barzelletta: ironia, sarcasmo, osservazione, rielaborazione, intelligenza fattiva: in parole povere saper vedere oltre la realtà, o meglio, adattare la stessa realtà ad un modo di intendere strettamente personale, suscitando sorriso e ironia sui vizi, le mancate virtù; la double face di un avvenimento, di un atteggiamento, di un pensiero riguardanti positure del genere umano. Quello che fa Alessandro Pagani con una penna scaltra e indagatrice, adusa, senz’altro, a penetrare nei fondali del vivere con arguzia e capacità rivelatrici. Tante le battute, cinquecento da quello che l’Autore rivela fin dal titolo, e tutte sagge, e disposte a raggiungere il segno con efficacia. Non è semplice indagare o osservare la realtà per rovesciarla ed incanalarla verso il tema della comicità. Come è inutile prendere una ad una le battute per commentarle, troppo lungo sarebbe il discorso; quello che possiamo dedurne è che l’Autore si dimostra uno psicologo di grande valenza; un conoscitore delle cose umane; dacché attraverso mosse, atteggiamenti, e quant’altro raggiunge  finalità cariche di energia speculativa. A voi la visione delle immagini che accompagnano con icastica inventiva pennellate di rara fattura creativa.  

Nazario Pardini

Dal testo  

«Figlio mio guarda... una prostituta giapponese accanto ai templi» «Pagode?» «No, lo fa per lavoro.»

«Conosci il tipo del piano di sotto che si fa sottomettere per procurarsi piacere?» «No, ma-so-chi-sta sopra.»

«Che lavoro fai?» «Sbarco il lunario.» «Cioè?» «Consegno calendari sulle isole.»

«Dottore, mia moglie mi tradisce.» «E perché viene da me?» «Perché mi tradisce con lei.>>