martedì 7 luglio 2020

MARIA GRAZIA FERRARIS LEGGE: "CONTEMPLAZIONI" DI SILVIA VENUTI



Maria Grazia Ferraris,
collaboratrice di Lèucade
Silvia Venuti, Contemplazioni
Ed. Moretti e Vitali, 2020

Ricevo da Silvia Venuti, (ben conosciuta e commentata su Léucade), che conosco personalmente da lungo tempo, anche se le occasioni della vita ci hanno portate lontano, in omaggio, con splendida dedica, il suo ultimo libro di poesie Contemplazioni, edito da Moretti e Vitali recentemente.
È la riconferma del suo solido genio poetico che ben si accompagna con la sua originale pittura, così come è sottolineatura e dispiegamento di quell’itinerario spirituale-religioso che la poetessa va compiendo da anni , in poesia ed in pittura, e che di opera in opera sempre più si avvicina al tema alto della trascendenza cui il suo spirito anelante e mai pago vuol giungere, come dimostra la scansione dell’ampia silloge Contemplazioni, strutturata in tre parti, in un climax ascendente: A occhi aperti,  A palpebre socchiuse, Oltre lo sguardo interiore.
Una poesia non comune, chiara nel dettato poetico, linguistico e descrittivo, apparentemente semplice, ma estremamente ardua nella articolazione della sapienza meditativa, fatta di una visione che diventa contemplazione, quel guardare silenziosamente con occhi nuovi, con assorto e intenso stupore, che caratterizza l’elevazione dell’anima sopra ogni modo ordinario di conoscere, un itinerario di lunga data (La visione assorta è il titolo della silloge pubblicata nel 2012 e La sacralità naturale nel  2008 a testimonianza delle tappe percorse), che pur non dimentica mai con emozione il mondo in cui siamo immersi.
La natura in primis è protagonista, la guida che le permette di non mai debordare, luoghi ben riconoscibili nella nostra quotidianità lombarda, immersi nel paesaggio verde e lacustre in cui Silvia vive:  “Oh lago calmo e lento d’acque/ nel silenzio della sera./ In attesa c’è chi sosta/ e mira senza impaccio./ S’attarda? Sogna? Ricorda?/ Oh lago di tutti!..” “Come silenziose  stanno/ le barche in attesa!/ Ascoltano l’onda che passa/ e narra storie antiche…” “Il ritmo dell’onda/ s’annida nel mio cuore/ e una pace naturale/ sfugge il pensiero e la parola…”, ed il giardino fascinoso, che gronda verde, e apre al tema miracoloso della Bellezza:“ La rosa rosa,/ da poco fiorita/ in un unico fiore/ mi reca in dono/a rami aperti la sua Bellezza”.
“Ombrose radure, assolati pendii,/ abeti, arbusti, carici./ L’aria pura filtra tra i rami,/ corre sui prati in tersa visione/ il mio sguardo.” Uno sguardo che è contemplazione nel silenzio: “Contemplare/ la trasparenza/ di una foglia/ o la luce della pioggia/ che cade/ è ritrovare il coraggio/ di vivere/ e ancora d’amare.” Non si deve lasciare il mondo senza il proprio sguardo d’amore, senza luce, nella solitudine disperante, ci dice convinta  la poetessa.
“Bellezza è coraggio, amore è coraggio, arte è coraggio, poesia è coraggio… speranza è coraggio, fedeltà a natura è coraggio. Sogno, vita, mistero sono coraggio!” e richiedono un cuore nuovo e capacità di sublimazione. Un grandioso canto di fiducia, d’amore e di tensione spirituale, un senso del sacro che immerge ogni cosa e sfugge a ogni dimensione riduttiva confessionalistica.
Certo. Anche la poesia è una prova di coraggio: “ C’è dell’eroismo/ nel credere nella libertà della parola/ nella sua forza vitale/ nel suo potere trasformante…” che sa giungere all’Universale. Nella gioia ci si unisce in una esperienza di luce nuova e di sapienza di vita. Un itinerario spirituale. Ascensione epifania che non abbisogna di lunghi discorsi, ma di abbandono fiducioso, emozioni rapide, incisive, paniche.

Maria Grazia Ferraris, luglio 2020