martedì 26 settembre 2017

PAOLO BASSANI: "RICORDO DI DON BRUNO BALDACCI"


Paolo Bassani,
collaboratore di Lèucade

DON BRUNO BALDACCI

E’ VIVO NEL RICORDO

Note di Paolo Bassani

 

 

       Io e l’amico Dino abbiamo avuto l’onore di incontrare e conoscere Don Bruno (Monsignor Bruno Baldacci), il sacerdote missionario, nel 2006 martire in Brasile, dal 1964 terra del suo apostolato.

       Gli abitanti più anziani che hanno conosciuto personalmente Don Bruno ne conservano vivo e affettuoso il ricordo. Vorremmo, tuttavia, che la sua immagine fosse nota a tutti – soprattutto alle nuove generazioni -come testimonianza e insegnamento di fede ed autentico impegno cristiano. Don Bruno è stato il primo sacerdote donato alla Chiesa dalla Parrocchia di Santa Maria del Molinello. Egli fu sempre consapevole di questo onore e della responsabilità che ciò maggiormente imponeva. Lo ricordò anche  nel 1993 quando tornò in occasione del 50° anniversario della elevazione a Parrocchia del Santuario. In quella circostanza fu stampato un elegante volume che riportava i pensieri e le testimonianze dei 50 anni della Parrocchia. In questo contesto furono pubblicate diverse lettere scritte da Don Bruno a Don Mariano Lori, il parroco d’allora. Questi scritti sono una vera e viva testimonianza della profonda spiritualità che ha animato Don Bruno; spiritualità che limpidamente traspariva sempre nel suo pensiero.

       Don bruno, più volte venne a trovarmi a casa, in occasione dei suoi brevi rientri estivi. Mi parlava con grande affetto della realtà missionaria della sua parrocchia e della sua gente in Brasile. Una volta volle portami anche un dono realizzato da un suo parrocchiano: una piccola artistica zucca splendidamente incisa (che inserisco a fine articolo). Custodisco con affetto questo ricordo, così come conservo il testo di alcune sue lettere. Vorrei proporne una che Don Bruno scrisse nel 1968, alla vigilia della sua consacrazione sacerdotale.

 

Carissimi conterranei di Molinello e Fornola,

sono figlio della vostra terra, Fabiano mi ha dato i natali.
Vicende storiche mi portarono prima al Termo, dopo a Roma e infine qui in Brasile da dove vi scrivo, ma sempre mi sono sentito unito a voi. Sì lo so, il tempo inesorabilmente passa; quelli che ieri erano i miei com­pagni di scuola e di giochi, oggi sono uomini e donne ed alcuni pure con la responsabilità d'una famiglia. È così: ieri ragazzi, oggi uomini. Ben pen­so che, nonostante tutte queste vicende storiche, molti mi ricorderanno, in modo particolare quelli di Fornola dove ho passato la maggior parte della mia permanenza in Italia. Fornola è testimone delle mie birichina­te e di tante altre cose... Siamo stati tutti ragazzi! La chiesetta di Fornola però mi è particolarmente cara. Lì infatti ricevetti la Cresima e la Prima Comu­nione e dopo mi vide seminarista. Pure i vecchi platani del Molinello sono legati a tanti miei ricordi di fanciullo e di ragazzo. Ma il tempo passa e già da quattro anni sono in Brasile.
Carissimi, perché questa mia? Dal momento che sono figlio della vostra terra, membro della vostra comunità vengo a comunicarvi che il 15 novembre alle ore 9 (11 ore italiane) sarò ordinato sacerdote. Se non sbaglio sono il primo della comunità del Molinello che abbraccia il mini­stero sacerdotale. Questo sia per voi un orgoglio e nello stesso tempo responsabilità. Uno della vostra comunità è sacerdote, uno della vostra comunità è missionario. È vero io sono qui rappresentando voi tutti, per­ciò sentitevi uniti a me. Aprite un poco i vostri orizzonti e sentitevi respon­sabili per il mondo intero, per tutti i popoli. Questo vuol dire essere mis­sionari. Quando la Chiesa mi chiamò per andare a lavorare in Brasile, dopo un poco di incertezza ho dato la mia risposta ed ora eccoci qui. Confesso non fu facile, perché lasciare la propria terra, la propria famiglia, è duro, ma la voce del Signore fu irresistibile. E ho risposto. Oggi sono qui alla vigilia dell'ordinazione sacerdotale. Sento il peso della responsabilità che sto assumendo. In un momento difficile per il mondo, in un momento dif­ficile per la Chiesa. I momenti di transizione sono i più duri e dobbiamo avere il coraggio di eliminare tutto quello che millenni di storia ci hanno attinto e che oggi non hanno più valore, ma nello stesso tempo di far atten­zione di non eliminare quei valori che sono validi per tutti i tempi. Sì, lo so che cosa voglia dire essere prete. L'uomo che rinuncia a tutto per gli altri. A volte si rinuncia quasi a tutto, ma il nostro egoismo, quello che dobbiamo eliminare, quasi sempre va con noi anche quando lasciamo... casa... famiglia... Non mi illudo: gli uomini vogliono vedere nel sacerdote l'uomo perfetto, l'uomo senza peccati... Sono pronto per essere sacerdo­te, ma voglio dirvi cosa rimango: uno di voi, con i miei difetti, i miei limiti...
Sicuro che mi accompagnerete con le vostre preghiere vi saluto tutti. Un saluto tutto particolare a quelli che furono i miei amici e amiche di scuola e di gioventù.
In attesa di rivedervi.
Don Bruno Baldacci

In suo ricordo l’Associazione Alpini di Vezzano ha voluto porre una targa presso la piccola sorgente, detta polla della Madonna, distanti pochi metri dal Santuario, cui la devozione popolare attribuiva proprietà taumaturgiche.


Anch’io ho voluto ricordarlo con una poesia

 

MARTIRIO
(a Mons. Bruno Baldacci)

A giugno ancora s’accenderanno
le candele innanzi alla Madonna
nell’antico Santuario al Molinello;
ancora s’alzeranno preghiere
e canti nel ricordo del prodigio.
Vorrei incontrarti come allora
sentire la tua parola fremere,
riaccendere nei cuori la speranza
dell’apostolo in terra di missione.
Sì, tu come l’Apostolo sei stato
testimone di fede e carità.
La tua vita agli altri hai fatto dono
seguendo ogni giorno il tuo Signore
fino all’estrema Croce del Calvario.

Paolo Bassani