E ti rivissi, vita,con un sentire lieve e tanto amato che in ogni fatto lieto o meno lieto,ma scampato, vidi un superbo dono
mercoledì 24 dicembre 2025
Roberto Mestrone :" "Dio non è indifferente al dolore dei suoi figli"
Marzia Serpi :" Amen "
POESIA
Amen
Buon
Dio
che
generosa e onesta forma
l’altra
mano non fu mai stanca
l’altare
d’immolato agnello
soffre
di solitudine,
l’ira
dell’uomo percuote l’ascia
mentre
la terra respira ossigeno
e
l’eremo vuoto
ti
rende lode
a
te o Cristo.
Marzia Serpi
sabato 20 dicembre 2025
Gian Piero Stefanoni :"SÌ SÌ NO NO (per Zbigniew Herbert)"
e il sanguinamento dalle mura-
l'orrore, la mano,
lo sguardo che unisce o separa-
del tempo il calore
sospeso del cardine.
Non c'è bisogno di ispirazione.
Il nome è impresso.
La Storia continua.
Termina il giorno
tra battiti e luce.
La questione è lasciare.
La questione è restare.
Angela Ambrosini Legge : L’OMAGGIO DI MICHELE MIANO AL PADRE GUIDO “SO CHE TI PRENDERAI CURA DI ME”
Pubblicato nel mese di giugno 2025, è stato presentato il 10 dicembre
scorso, a Milano, il libro di Michele Miano, So che ti prenderai cura di me,
dal sottotitolo Poesie e appunti, dedicato al ricordo del padre Guido,
scomparso nel 2022 e fondatore nel 1955 della casa editrice Guido Miano
Editore, tra le più solide ed accurate realtà editoriali del nostro paese. Con
l’evento, che tra altre illustri personalità ha visto la partecipazione del
poeta e critico letterario Maurizio Cucchi, si è voluto celebrare anche il
settantesimo anno di attività della casa editrice.
Il volume è espressamente definito dal suo autore (sulla scorta di una scherzosa nomenclatura paterna) uno Zibaldone di poesie vecchie e nuove, giudizi critici sulle stesse, stralci di memorie sia private che afferenti all’attività editoriale di famiglia, foto ricordo della cerchia domestica come pure dell’ampia legione di insigni intellettuali, scrittori e personaggi dello spettacolo assidui frequentatori della casa editrice Guido Miano e della sua famiglia. Questo è il contenuto del piccolo scrigno di grandi affetti e grandi esperienze culturali che Michele Miano (co-editore di Guido Miano Editore insieme al fratello Carmelo e alla madre Elena) ci consegna in omaggio alla memoria del genitore, senza mai tralasciare la figura dello zio Alessandro, “poeta dell’Assoluto” e nel cui solco di impegno giornalistico e culturale nacque la realtà della casa editrice. Una realtà fertile maturata in un terreno dissodato e seminato a dovere con la pazienza, la perizia e la devozione di chi sa aspettare la stagione futura senza crucciarsi sulle incertezze di quella attuale. Come qualsiasi buon agricoltore farebbe. E ottimo agricoltore è stato Guido Miano, instancabile promotore di cultura, attento agli orientamenti delle correnti contemporanee senza mai obliare il patrimonio della tradizione. Il trasferimento della sede editoriale da Catania a Milano stette a dimostrare la duttilità della casa editrice, aperta a nuove sfide ed esigenze. Nella dettagliata sezione “La storia di Guido Miano Editore”, il figlio Michele documenta le varie fasi dell’azienda di famiglia a cominciare da quelle che preludono alla sua fondazione con il varo della rivista Davide, istituita nel 1951 dallo zio Alessandro, nella quale gravitarono i più grandi nomi del Novecento tra cui ricordiamo Pasolini, Sciascia, Turoldo, Papini, Don Luigi Sturzo, Luzi, tanto per citarne solo alcuni. Successivamente, la data del 18 giugno 1955 segna la nascita ufficiale della Casa Editrice Guido Miano in una misteriosa coincidenza con quel 18 giugno che sessantasette anni dopo, nel 2022, avrebbe segnato il termine della parabola terrena di Guido, il suo fondatore. La “Guido Miano Editore” da subito si configurerà in un complesso e completo articolarsi di collane e opere non solo nel settore della poesia, ma anche della filosofia, della critica letteraria e persino della musica del Novecento, trattata nella collana Il Cammeo blu conosciuta e apprezzata anche da Ennio Morricone. Lo spirito eclettico di Guido Miano dette vita anche a una prestigiosa Scuola di Giornalismo fondata nel 1957 (e di cui lo stesso Guido fu per ben quarant’anni direttore) organizzata intorno a quattordici discipline insegnate da docenti e giornalisti di chiara fama. Michele Miano nel suo volume non può non dar conto del vasto repertorio di opere e iniziative editoriali confluite, tra tante altre, nelle varie edizioni del Dizionario Autori Italiani Contemporanei, nella Storia della Letteratura Italiana dal secondo novecento a oggi e nei volumi critici di Analisi poetica sovranazionale del terzo millennio, opere nelle quali in diversi casi ho l’onore di figurare con recensioni ricevute, anche ad opera dello stesso Guido, e in altre occasioni con recensioni da me rese a vari autori propostimi dalla casa editrice, tra i quali campeggia lo stesso fondatore. Al riguardo, trascrivo in calce, a mo’ di omaggio, la mia recensione alla densa silloge di Guido Miano, Lamento dell’emigrante, uscita nel 2017 nella collana “Alcyone 2000” con le premesse critiche di Franco Lanza e Gualtiero De Santi e le annotazioni, nella sezione “Antologia essenziale della critica”, di Franco Lanza, Bruno Maier, Maurizio Cucchi e la mia. Dopo il cospicuo testo di critica estetica Sulle tracce di Nausicaa, 1999, la compiuta prova lirica del Lamento dell’emigrante (alcune cui poesie sono state musicate) è isolato esempio di pubblicazione della propria opera da parte di Guido Miano che ha sempre anteposto la produzione altrui a quella personale, lo sguardo sempre volto all’ampio orizzonte culturale dei nostri tempi, e non solo italiano. “Niente per sé e tutto per gli altri”, giustamente afferma il figlio Michele nella “lettera” d’apertura idealmente indirizzata al padre, ricordando anche la frase di Marc Chagall, amatissimo da Guido: “Il mio lavoro è preghiera”. E non a caso “preghiera-soliloquio” definisce l’autore questo suo volumetto nel quale rivolge al genitore lo struggente pensiero “So che ti prenderai cura di me”.
Nella sezione poetica compresa nel libro, Michele Miano salda l’indagine
sulla natura alla ricerca di un senso delle vicende umane, nella predilezione
per il tempo verbale presente che annulla le distanze dal passato e dal futuro,
dilatandoli in un’eterna contingenza: “grumi di ricordi / riecheggiano in
chilometri d’asfalto /…/E il giorno è come la notte, / la notte è come il
giorno. /Oggi, domani e dopodomani” (Ricordi). E ancora: “Scivolo tra i
silenzi di questa notte /…/ nel torpore di una vita /rimasta in bilico sul
baratro/ …/Ed ecco, l’alba, foriera di nuove illusioni” (Silenzio).
Altrove, sembra trovare la giusta ottica per la decifrazione del reale tingendo
il verso di una piacevole musicalità dal sapore aforistico: “La natura, le sue
trame, i suoi canti / e la vita come un’immagine vana che / si mette a fuoco
solo quando si è distanti” (da Sensazioni-Paesaggi dell’anima) dove il
marcato enjambement ha il potere di creare un sussulto di attesa nella
percezione della realtà. La sezione dedicata all’amato zio Alessandro si apre,
forse proprio perché trascinata dall’onda emotiva del passato, con il ricorso
all’uso dei tempi passati sui quali si snodano i primi tre “Frammenti”, nel
terzo dei quali occhieggia una luna simbolica, colma d’inquietudine e opaca nel
buio della vita in un efficace ritmo anaforico a spirale “M’ero a forza
aggrappato alla luna. / E a lungo ho viaggiato, / sradicato d’amore ho gridato
/ e pregato, sofferto e gridato. /…/ E aggrappato alla luna / che ora sventola
triste /a tramontana”.
Lo spaccato poetico si chiude con una meditazione disincantata sulla
nostra epoca, “Passerà questo tempo balordo” (in Deltaplano), in un’attitudine
di umanissima pietas verso “gli emarginati dal progresso: gli
invisibili” ai quali è dedicata la lirica Il nostro tempo, corroborata
dalla lirica Ai nuovi disperati che reca in epigrafe (in un richiamo
crediamo deliberato all’opera paterna) il Lamento del profugo. In attesa
della prossima silloge, l’autore (in una lirica nella quale la poetessa e
critico letterario Ninnj Di Stefano Busà ravvisa “il massimo della resa
stilistica di Michele Miano”) riflette quasi senza consapevolezza: “Oltre,
il mio orizzonte, / le risposte che non ho / in un quaderno ancora senza
titolo” (in Sensazioni-Paesaggi dell’anima).
In virtù del tempo dell’Avvento nel quale ci troviamo, chiudiamo le
nostre considerazioni con i gravi, taglienti versi della poesia Natale:
“Natale dei poveri e dei reietti, /Natale di Cristo, / Natale, ora, dei
ricchi e grassi. / Ma quando verrà il vero Natale? / Oh, Signore, non son degno
di oggi / ma forse del domani”.
Angela Ambrosini
Angela Ambrosini: recensione al volume di GUIDO MIANO, Lamento dell’emigrante, Miano Editore, 2017, Collana Alcyone
2002 (in “Antologia essenziale della critica”, pp. 128-131).
“Morde lo sguardo il filo della lama, / la
baldanza felina cede e smaga / percorsa da brividi, demente; /... / ‘Ora
depongo l’elmo e a spada. / Ma non mi piego in un letto di rose, /affondo
scarni artigli nella piaga’ ” (Guerriero
ferito).
Un linguaggio petroso, duttile, fortemente
evocativo: parole come pietre conficcate nel verso a stimolare nel lettore un
atto mentale, più che una visualizzazione concreta del significato. Quali che
siano infatti i riferimenti, spesso pittorici, al vasto universo della natura,
invocato altresì con una nomenclatura solida e puntigliosa, il significato
sottinteso predomina sulla plasticità del significante che a sua volta si
dissolve in una musicalità rarefatta e quasi generatrice di nuovi significati.
Ingegnose e in sordina riecheggiano rime (“E’ l’acerbo colore di vinaccia / che
distende, già fidente di marzo, / orizzonti di peltro senza traccia”, in Nebbia), assonanze (“ Si leva ancora un
grumo d’aria insonne, / rischiara i volti e il cielo, / la nebbia poi risale
informe”, ibidem),
allitterazioni (“di cui il caso ha
crivellato il cuore”, in Tempo), paronomasie
(“nella rete che sovrana mi sovrasta”, ibidem),
a delineare un ritmo avvolgente ma impalpabile, mai invadente, su cui si snoda
in penombra una filosofia in dialogo con scene di un universo ora domestico
(“Sulla cresta ignuda del cardo / la terra incide teneri germogli”, in Sciarada), ora venato di classiche
vibrazioni (“Deponi l’elmo alato e lo scudo, / .../ da specchi curvi acefala
Sfinge / impone un altro gioco .../, in La
Sfinge) e che qua e là svela una dialettica amara sulla civiltà moderna
(“l’alambicco scarno del progresso”, in Tempo),
pur senza compiaciute, polverose dannazioni retoriche. D’altro canto, il
linguaggio corposo e a volte visionario, sicuramente ereditato anche dalla
tradizione siciliana, non può che scostarsi, sia per solida cultura personale
che per la pluridecennale militanza nella Casa Editrice di famiglia, da ogni
forma di tenue effusione lirica. Se mai è l’ascesi della parola (di questo
“monolitico /.../ verbo”, in Il verso)
a diventare “quasi litania perenne” (Ibidem)
per farsi cifra di un dettato poetico quasi mistico che Guido Miano
amorevolmente rincorre anche nei “brogliacci” delle poesie lasciategli dal
fratello Alessandro (vedasi la poesia a lui dedicata, Attese), dalla più autorevole critica definito “Poeta
dell’Assoluto”.
Stessa sete di trascendenza trapela dai
versi di Guido (“Solo in cielo emergiamo a chiari lidi”, in Il cervo) che, rivolgendosi alla memoria
del fratello riflette “Da comignoli d’ombra poi sprigioni / al cielo alti
cerchi d’aurore”, in Attese).
Non a caso Mario Luzi, fraternamente attento
al messaggio poetico di Guido, gli dedicò la sua Cosmografia improvvisa, ispiratagli dal passaggio della cometa di
Halley. Nella lirica Luzi mette a confronto la rapida, effimera parabola
dell’umanità, quel “suo rigore già di salma”, con “la purità dell’essere” di
quella “numinosa sfera”.
Altrove Guido Miano, a
voler similmente ribadire l’incrollabile fiducia nella dimensione
trascendentale, annuncia che “la Luce annullerà i tramonti” (in Hombre) o, pungolato dal timore
umanissimo del dubbio, incalza, rivolto al cielo “C’è uno spiraglio almeno
d’ombra lieve / nell’orizzonte tuo vasto / che conduce a quella meta?” (in Tempo). Ma è solo un’incrinatura nel brulicante
scenario di una fede che riscatta da qualsiasi fallace interpretazione del
reale, visto anche nel segreto ordito di un eterno ritorno: “se dall’alto ti
chiama il cielo / non spergiurare l’eco, / è lui il maestro / dell’antico
Tempio della storia. / Forse sapremo ancora / dov’è l’incanto della preghiera”
(in Preghiera).
Lungi da una scrittura ornamentale di vacua elegia, purtroppo troppo spesso propinata dallo smaccato consumismo intimista di molti circuiti letterari, la poesia di Guido Miano (e non potrebbe essere altrimenti, dato il ruolo editoriale che ricopre da molti anni e di scrittore) induce a interrogazioni di forte pregnanza meditativa, tali da poter far nostra la riflessione di Giovanni Paolo II: “Sono proprio i poeti che hanno composto le più belle preghiere”. Angela Ambrosini
Bollettino n. 220 Lunigiana Dantesca
martedì 9 dicembre 2025
mercoledì 19 novembre 2025
Cinzia Baldazzi ci segnala.........
Premio Internazionale d’Eccellenza
“Sergio Camellini”
Modena, 22 novembre 2025
Salone d’Onore dell’Accademia Militare di Modena - Palazzo Ducale
Il Premio Sergio Camellini, istituito per
onorare la memoria del poeta, psicologo e umanista modenese, rappresenta un
momento di alto riconoscimento nel panorama culturale nazionale e
internazionale. Nato con l’intento di valorizzare personalità che si
distinguono per meriti artistici, letterari, scientifici e sociali, il premio
vuole sottolineare i valori che hanno guidato la vita e l’opera di Camellini:
sensibilità, ricerca interiore, impegno civile e amore per la bellezza.
Durante la cerimonia ufficiale, la commissione
giudicatrice conferirà il prestigioso riconoscimento a figure di rilievo che,
attraverso il loro talento e la loro dedizione, hanno saputo lasciare
un’impronta significativa nella società contemporanea.
Gli insigniti del Premio Sergio Camellini di
quest’anno sono:
INSIGNITI ALLA CARRIERA e ALLA
CULTURA
Sen. Vincenza Rando: Avvocato; Senatrice della Repubblica (XIX
legislatura).
Anna Maria Lombardi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica
Italiana, Filosofa, Psicologa, Psicoterapeuta, Autrice e poetessa
Angela Kosta: Scrittrice/poetessa, traduttrice, giornalista e
critica letteraria.
Anna Giada Altomare: Imprenditrice editoriale / Founder & CEO di
Another Coffee Stories.
Cinzia Baldazzi: Critica letteraria, scrittrice e giornalista
culturale.
Davide Foschi: pittore contemporaneo, artista visivo e poeta.
Domenico Pisana: Scrittore, poeta e studioso (teologo/ricercatore).
Donatella Rampado: Direttore Risorse Umane, formatrice e consulente in
marketing/comunicazione.
Francesco Lenoci: Dottore commercialista, consulente e docente
universitario.
Gianni Casale: avvocato, scrittore
Giuseppe Aletti: Poeta, editore e docente di scrittura.
Lorenzo Spurio: Poeta, scrittore e critico letterario.
Luciano Manfredi: Poeta, scrittore
Luigi Bulla: Presidente centro culturale e attività
poetiche/editoriali.
Marina Pratici: critico letterario, saggista e poeta. Fondatrice
e Presidente di prestigiosi Premi Letterari Internazionali
Michele Miano: Editor e co-editore (Guido Miano Editore).
Nicola Paone: studioso, Presidente e ideatore dei Premi.
Nina Miselli: Scrittrice e promotrice culturale,
organizzatrice di premi letterari.
Walter Zuliani, Primario Responsabile Chirurgia Generale Humanitas
Mater Domini
Rita Coruzzi: Giornalista e scrittrice di romanzi storici.
Rodolfo Vettorello: Architetto, poeta e narratore.
Simona Castiglioni: Primario radioterapia
Sonia Demurtas: Curatrice/editor d’arte e promotrice culturale.
La cerimonia si svolgerà nel Salone d’Onore
dell’Accademia Militare di Modena il 22 novembre 2025, alle ore 15.00 in un
clima di grande partecipazione, con la presenza di autorità, esponenti del
mondo della cultura e un pubblico numeroso che ha condiviso l’emozione del
riconoscimento.
Il Premio Sergio Camellini si conferma così come un
faro di eccellenza, capace di coniugare arte e umanità, memoria e futuro,
diventando un punto di riferimento per chi crede nel potere trasformativo della
cultura.
Chi era Sergio Camellini
Poeta, psicologo e umanista modenese, Sergio Camellini ha dedicato la propria
vita alla ricerca dell’interiorità umana e alla valorizzazione della parola
come strumento di crescita personale e collettiva. Autore di numerose raccolte
poetiche e testi di riflessione, la sua opera si distingue per la profondità
etica e l’attenzione ai valori universali della solidarietà, della pace e della
dignità della persona. Con il Premio a lui intitolato si intende tramandare il
suo messaggio e mantenere viva una testimonianza che continua a ispirare nuove
generazioni.
Il Comitato promotore ringrazia tutti i partecipanti e
rinnova il proprio impegno a custodire e diffondere, attraverso il Premio, l’eredità
culturale e umana di Sergio Camellini.
COMITATO D’ONORE
Andrea Bortolamasi, Assessore alla cultura del Comune di Modena
Maria Savigni, Assessore alla cultura del Comune di Sassuolo
Giuliano Albarani, Assessore alla cultura del Comune di Carpi
Cav. Maria Carafoli, Presidente del Panathlon International Club
Modena
Silvia Stefani, Responsabile servizi di Staff del Sindaco di
Sassuolo e Relazioni esterne
Mirella Cristina, avvocato, già parlamentare, già commissione
giustizia.
Angela Govi, Artista
Francesco Lenoci, docente Università Cattolica Sacro Cuore Milano.
Francesco Nigri, Digital Marketing Specialist, Founder & CEO
iBusiness Srls, Poeta
Franco Guerzoni, Artista
Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore
Hafez Haidar, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica
Italiana, arabista, scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano,
candidato al Premio Nobel per la pace e la letteratura.
Hebe Muñoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.
Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia, Docente e
Divulgatrice Medico Scientifica
Maria Pia Turiello, criminologa forense.
Regina Resta, Presidente Ass. VerbumlandiArtAps
Rodolfo Vettorello, poeta, critico letterario
Rosella Murano, docente, scrittrice, poetessa.
COMITATO DI GIURIA:
PRESIDENTE ONORARIO DEL PREMIO
Dott.ssa Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia,
Docente e Divulgatrice Medico Scientifica
PRESIDENTE RESPONSABILE PER LA COMUNICAZIONE
Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore
PRESIDENTE DI GIURIA
Hafez Haidar, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana,
arabista, scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano, candidato al
Premio Nobel per la pace e la letteratura.
MEMBRI DI GIURIA AUTORI ITALIANI
Anna Maria Lombardi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica
Italiana, Filosofa, Psicologa, Psicoterapeuta, Autrice e poetessa
Francesco Nigri, Digital Marketing Specialist, Founder & CEO
iBusiness Srls, Poeta
Hebe Munoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.
Rosella Murano, docente, scrittrice, poetessa.
Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia, Docente e
Divulgatrice Medico Scientifica
Marilisa Palazzone, docente, avvocato, autrice.
Michele Miano, editore, critico letterario e poeta.
Stefania Romito, giornalista, scrittrice, poetessa.
MEMBRI DI GIURIA AUTORI STRANIERI
Angela Kosta, poetessa, scrittrice, giornalista, editore, traduttrice.
Hebe Munoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.
Irene Doura Kavadia, scrittrice, poetessa, docente, traduttrice
multilingue, manager e promotrice culturale greca.
Marta Tarantino, Ph.D., Ricercatrice Post-doc – ERC MEGAMAPS Project,
Università di Napoli L’Orientale, scrittrice, traduttrice,
Miriam Haidar, docente, autrice, traduttrice.
Mirjana Dobrila, autrice, traduttrice.
Taghrid Bou Merhi, poetessa, scrittrice, giornalista, editrice, saggista
e traduttrice.
RESPONSABILI CONDUZIONE: Francesco Nigri ed Hebe Muñoz
COMITATO ORGANIZZATIVO
Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore
Marcella Camellini, Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Cardiologia
dell’Ospedale di Sassuolo.
Maria Pia Turiello, criminologa forense.
Mirella Cristina, avvocato, già parlamentare, già commissione
giustizia.
Regina Resta, Presidente Ass. VerbumlandiArtAps.
70 ANNI DI LIBRI E UN APPUNTAMENTO SPECIALE
GUIDO MIANO
EDITORE
Comunicato
stampa
So che ti prenderai cura di me, edito Guido Miano Editore, è il nuovo volume di poesie di
Michele Miano
Milano,18
novembre 2025
– Guido Miano
Editore celebra 70
anni di attività con un evento speciale dedicato alla poesia e alla memoria,
con autori e collaboratori che hanno accompagnato la casa editrice in questo
lungo percorso.
Nell’ambito dell’evento, sarà presentato il nuovo volume di poesie di Michele Miano, dal titolo “So che ti prenderai cura di me”. L’opera, intensa e personale, è un commosso omaggio al padre Guido Miano scomparso nel 2022. Attraverso lettere inedite, versi poetici e foto d’archivio, il libro ripercorre momenti significativi della vita dell’autore e della sua famiglia, strettamente legata alla storia dell’editrice.
Fondata nel 1955, Guido Miano Editore è da sempre punto di riferimento nel panorama culturale italiano, con una produzione continua di titoli dedicati alla poesia, letteratura, saggistica e arte, anche in ambito universitario.
Durante l’evento, ricco di ospiti, autori e collaboratori storici condivideranno testimonianze e ricordi, tracciando le tappe più significative di questa realtà editoriale indipendente. La presentazione del volume sarà accompagnata da letture e riflessioni insieme all’autore.
·
Come afferma l’autore: “il presente
volumetto è una sorta di preghiera – soliloquio che ho voluto rivolgere a mio
padre in quanto sento di dirgli: “So che ti prenderai cura di me”.
Programma
dettagliato dell’evento nella locandina allegata.
Michele Miano, editor e co-editore di Guido Miano Editore. Studi classici e laurea in Giurisprudenza. Consulente legale, insieme alla professione coltiva la passione per la storia del libro e della stampa. Umanista bibliofilo, da sempre nel mondo dei libri e dell’editoria indipendente, è operatore culturale, poeta, critico letterario e d’arte. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Quaderno senza titolo (2013), Deltaplano (2014) e So che ti prenderai cura di me (2025). Membro di varie Giurie in Premi Nazionali di poesia e arte, si occupa prevalentemente di critica letteraria con profili, articoli e monografie di autori e artisti contemporanei; relatore in convegni letterari, ha curato eventi letterari ed artistici. Ha in corso vari progetti editoriali.
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