mercoledì 24 dicembre 2025

Marisa Toffanin :" Lettera di Natale "


 

Roberto Mestrone :" "Dio non è indifferente al dolore dei suoi figli"



In questi giorni di festa,
lasciamo che il messaggio di Amore e di Pace
ci riempia il cuore.
Che la nostra indifferenza si trasformi in azione,
la nostra paura in coraggio,
la nostra solitudine in fratellanza.
E' la SOFFERENZA INNOCENTE che ci chiede di agire.
Possiamo essere la voce di chi non può più parlare,
la speranza di chi non vede più la luce.

AMEN


Marzia Serpi :" Amen "

 


POESIA

Amen

 

Buon Dio

che generosa e onesta forma

l’altra mano non fu mai stanca

l’altare d’immolato agnello

soffre di solitudine,

l’ira dell’uomo percuote l’ascia

mentre la terra respira ossigeno

e l’eremo vuoto

ti rende lode

a te o Cristo.


Marzia Serpi

sabato 20 dicembre 2025

Franco Donatini ci segnala......

                           

Ivan Pozzoni :"Ognuno applaudirà "


 

Gian Piero Stefanoni :"SÌ SÌ NO NO (per Zbigniew Herbert)"


Fuori gli echi
e il sanguinamento dalle mura-
l'orrore, la mano,
lo sguardo che unisce o separa-
del tempo il calore
sospeso del cardine.

Non c'è bisogno di ispirazione.
Il nome è impresso.
La Storia continua.

Termina il giorno
tra battiti e luce.
La questione è lasciare.

La questione è restare.

Angela Ambrosini Legge : L’OMAGGIO DI MICHELE MIANO AL PADRE GUIDO “SO CHE TI PRENDERAI CURA DI ME”

 

 

 


Pubblicato nel mese di giugno 2025, è stato presentato il 10 dicembre scorso, a Milano, il libro di Michele Miano, So che ti prenderai cura di me, dal sottotitolo Poesie e appunti, dedicato al ricordo del padre Guido, scomparso nel 2022 e fondatore nel 1955 della casa editrice Guido Miano Editore, tra le più solide ed accurate realtà editoriali del nostro paese. Con l’evento, che tra altre illustri personalità ha visto la partecipazione del poeta e critico letterario Maurizio Cucchi, si è voluto celebrare anche il settantesimo anno di attività della casa editrice.

                                                      


Il volume è espressamente definito dal suo autore (sulla scorta di una scherzosa nomenclatura paterna) uno Zibaldone di poesie vecchie e nuove, giudizi critici sulle stesse, stralci di memorie sia private che afferenti all’attività editoriale di famiglia, foto ricordo della cerchia domestica come pure dell’ampia legione di insigni intellettuali, scrittori e personaggi dello spettacolo assidui frequentatori della casa editrice Guido Miano e della sua famiglia. Questo è il contenuto del piccolo scrigno di grandi affetti e grandi esperienze culturali che Michele Miano (co-editore di Guido Miano Editore insieme al fratello Carmelo e alla madre Elena) ci consegna in omaggio alla memoria del genitore, senza mai tralasciare la figura dello zio Alessandro, “poeta dell’Assoluto” e nel cui solco di impegno giornalistico e culturale nacque la realtà della casa editrice. Una realtà fertile maturata in un terreno dissodato e seminato a dovere con la pazienza, la perizia e la devozione di chi sa aspettare la stagione futura senza crucciarsi sulle incertezze di quella attuale. Come qualsiasi buon agricoltore farebbe. E ottimo agricoltore è stato Guido Miano, instancabile promotore di cultura, attento agli orientamenti delle correnti contemporanee senza mai obliare il patrimonio della tradizione. Il trasferimento della sede editoriale da Catania a Milano stette a dimostrare la duttilità della casa editrice, aperta a nuove sfide ed esigenze. Nella dettagliata sezione “La storia di Guido Miano Editore”, il figlio Michele documenta le varie fasi dell’azienda di famiglia a cominciare da quelle che preludono alla sua fondazione con il varo della rivista Davide, istituita nel 1951 dallo zio Alessandro, nella quale gravitarono i più grandi nomi del Novecento tra cui ricordiamo Pasolini, Sciascia, Turoldo, Papini, Don Luigi Sturzo, Luzi, tanto per citarne solo alcuni. Successivamente, la data del 18 giugno 1955 segna la nascita ufficiale della Casa Editrice Guido Miano in una misteriosa coincidenza con quel 18 giugno che sessantasette anni dopo, nel 2022, avrebbe segnato il termine della parabola terrena di Guido, il suo fondatore. La “Guido Miano Editore” da subito si configurerà in un complesso e completo articolarsi di collane e opere non solo nel settore della poesia, ma anche della filosofia, della critica letteraria e persino della musica del Novecento, trattata nella collana Il Cammeo blu conosciuta e apprezzata anche da Ennio Morricone. Lo spirito eclettico di Guido Miano dette vita anche a una prestigiosa Scuola di Giornalismo fondata nel 1957 (e di cui lo stesso Guido fu per ben quarant’anni direttore) organizzata intorno a quattordici discipline insegnate da docenti e giornalisti di chiara fama. Michele Miano nel suo volume non può non dar conto del vasto repertorio di opere e iniziative editoriali confluite, tra tante altre, nelle varie edizioni del Dizionario Autori Italiani Contemporanei, nella Storia della Letteratura Italiana dal secondo novecento a oggi e nei volumi critici di Analisi poetica sovranazionale del terzo millennio, opere nelle quali in diversi casi ho l’onore di figurare con recensioni ricevute, anche ad opera dello stesso Guido, e in altre occasioni con recensioni da me rese a vari autori propostimi dalla casa editrice, tra i quali campeggia lo stesso fondatore. Al riguardo, trascrivo in calce, a mo’ di omaggio, la mia recensione alla densa silloge di Guido Miano, Lamento dell’emigrante, uscita nel 2017 nella collana “Alcyone 2000” con le premesse critiche di Franco Lanza e Gualtiero De Santi e le annotazioni, nella sezione “Antologia essenziale della critica”, di Franco Lanza, Bruno Maier, Maurizio Cucchi e la mia. Dopo il cospicuo testo di critica estetica Sulle tracce di Nausicaa, 1999, la compiuta prova lirica del Lamento dell’emigrante (alcune cui poesie sono state musicate) è isolato esempio di pubblicazione della propria opera da parte di Guido Miano che ha sempre anteposto la produzione altrui a quella personale, lo sguardo sempre volto all’ampio orizzonte culturale dei nostri tempi, e non solo italiano. “Niente per sé e tutto per gli altri”, giustamente afferma il figlio Michele nella “lettera” d’apertura idealmente indirizzata al padre, ricordando anche la frase di Marc Chagall, amatissimo da Guido: “Il mio lavoro è preghiera”. E non a caso “preghiera-soliloquio” definisce l’autore questo suo volumetto nel quale rivolge al genitore lo struggente pensiero “So che ti prenderai cura di me”.

                                                            


Nella sezione poetica compresa nel libro, Michele Miano salda l’indagine sulla natura alla ricerca di un senso delle vicende umane, nella predilezione per il tempo verbale presente che annulla le distanze dal passato e dal futuro, dilatandoli in un’eterna contingenza: “grumi di ricordi / riecheggiano in chilometri d’asfalto /…/E il giorno è come la notte, / la notte è come il giorno. /Oggi, domani e dopodomani” (Ricordi). E ancora: “Scivolo tra i silenzi di questa notte /…/ nel torpore di una vita /rimasta in bilico sul baratro/ …/Ed ecco, l’alba, foriera di nuove illusioni” (Silenzio). Altrove, sembra trovare la giusta ottica per la decifrazione del reale tingendo il verso di una piacevole musicalità dal sapore aforistico: “La natura, le sue trame, i suoi canti / e la vita come un’immagine vana che / si mette a fuoco solo quando si è distanti” (da Sensazioni-Paesaggi dell’anima) dove il marcato enjambement ha il potere di creare un sussulto di attesa nella percezione della realtà. La sezione dedicata all’amato zio Alessandro si apre, forse proprio perché trascinata dall’onda emotiva del passato, con il ricorso all’uso dei tempi passati sui quali si snodano i primi tre “Frammenti”, nel terzo dei quali occhieggia una luna simbolica, colma d’inquietudine e opaca nel buio della vita in un efficace ritmo anaforico a spirale “M’ero a forza aggrappato alla luna. / E a lungo ho viaggiato, / sradicato d’amore ho gridato / e pregato, sofferto e gridato. /…/ E aggrappato alla luna / che ora sventola triste /a tramontana”.

Lo spaccato poetico si chiude con una meditazione disincantata sulla nostra epoca, “Passerà questo tempo balordo” (in Deltaplano), in un’attitudine di umanissima pietas verso “gli emarginati dal progresso: gli invisibili” ai quali è dedicata la lirica Il nostro tempo, corroborata dalla lirica Ai nuovi disperati che reca in epigrafe (in un richiamo crediamo deliberato all’opera paterna) il Lamento del profugo. In attesa della prossima silloge, l’autore (in una lirica nella quale la poetessa e critico letterario Ninnj Di Stefano Busà ravvisa “il massimo della resa stilistica di Michele Miano”) riflette quasi senza consapevolezza: Oltre, il mio orizzonte, / le risposte che non ho / in un quaderno ancora senza titolo” (in Sensazioni-Paesaggi dell’anima).

In virtù del tempo dell’Avvento nel quale ci troviamo, chiudiamo le nostre considerazioni con i gravi, taglienti versi della poesia Natale:

“Natale dei poveri e dei reietti, /Natale di Cristo, / Natale, ora, dei ricchi e grassi. / Ma quando verrà il vero Natale? / Oh, Signore, non son degno di oggi / ma forse del domani”.

  

 

Angela Ambrosini

 

 

 

Angela Ambrosini: recensione al volume di GUIDO MIANO, Lamento dell’emigrante, Miano Editore, 2017, Collana Alcyone 2002 (in “Antologia essenziale della critica”, pp. 128-131).

 

   “Morde lo sguardo il filo della lama, / la baldanza felina cede e smaga / percorsa da brividi, demente; /... / ‘Ora depongo l’elmo e a spada. / Ma non mi piego in un letto di rose, /affondo scarni artigli nella piaga’ ” (Guerriero ferito).

   Un linguaggio petroso, duttile, fortemente evocativo: parole come pietre conficcate nel verso a stimolare nel lettore un atto mentale, più che una visualizzazione concreta del significato. Quali che siano infatti i riferimenti, spesso pittorici, al vasto universo della natura, invocato altresì con una nomenclatura solida e puntigliosa, il significato sottinteso predomina sulla plasticità del significante che a sua volta si dissolve in una musicalità rarefatta e quasi generatrice di nuovi significati. Ingegnose e in sordina riecheggiano rime (“E’ l’acerbo colore di vinaccia / che distende, già fidente di marzo, / orizzonti di peltro senza traccia”, in Nebbia), assonanze (“ Si leva ancora un grumo d’aria insonne, / rischiara i volti e il cielo, / la nebbia poi risale informe”, ibidem), allitterazioni  (“di cui il caso ha crivellato il cuore”, in Tempo), paronomasie (“nella rete che sovrana mi sovrasta”, ibidem), a delineare un ritmo avvolgente ma impalpabile, mai invadente, su cui si snoda in penombra una filosofia in dialogo con scene di un universo ora domestico (“Sulla cresta ignuda del cardo / la terra incide teneri germogli”, in Sciarada), ora venato di classiche vibrazioni (“Deponi l’elmo alato e lo scudo, / .../ da specchi curvi acefala Sfinge / impone un altro gioco .../, in La Sfinge) e che qua e là svela una dialettica amara sulla civiltà moderna (“l’alambicco scarno del progresso”, in Tempo), pur senza compiaciute, polverose dannazioni retoriche. D’altro canto, il linguaggio corposo e a volte visionario, sicuramente ereditato anche dalla tradizione siciliana, non può che scostarsi, sia per solida cultura personale che per la pluridecennale militanza nella Casa Editrice di famiglia, da ogni forma di tenue effusione lirica. Se mai è l’ascesi della parola (di questo “monolitico /.../ verbo”, in Il verso) a diventare “quasi litania perenne” (Ibidem) per farsi cifra di un dettato poetico quasi mistico che Guido Miano amorevolmente rincorre anche nei “brogliacci” delle poesie lasciategli dal fratello Alessandro (vedasi la poesia a lui dedicata, Attese), dalla più autorevole critica definito “Poeta dell’Assoluto”.

   Stessa sete di trascendenza trapela dai versi di Guido (“Solo in cielo emergiamo a chiari lidi”, in Il cervo) che, rivolgendosi alla memoria del fratello riflette “Da comignoli d’ombra poi sprigioni / al cielo alti cerchi d’aurore”, in Attese).

   Non a caso Mario Luzi, fraternamente attento al messaggio poetico di Guido, gli dedicò la sua Cosmografia improvvisa, ispiratagli dal passaggio della cometa di Halley. Nella lirica Luzi mette a confronto la rapida, effimera parabola dell’umanità, quel “suo rigore già di salma”, con “la purità dell’essere” di quella “numinosa sfera”.

Altrove Guido Miano, a voler similmente ribadire l’incrollabile fiducia nella dimensione trascendentale, annuncia che “la Luce annullerà i tramonti” (in Hombre) o, pungolato dal timore umanissimo del dubbio, incalza, rivolto al cielo “C’è uno spiraglio almeno d’ombra lieve / nell’orizzonte tuo vasto / che conduce a quella meta?” (in Tempo). Ma è solo un’incrinatura nel brulicante scenario di una fede che riscatta da qualsiasi fallace interpretazione del reale, visto anche nel segreto ordito di un eterno ritorno: “se dall’alto ti chiama il cielo / non spergiurare l’eco, / è lui il maestro / dell’antico Tempio della storia. / Forse sapremo ancora / dov’è l’incanto della preghiera” (in Preghiera).

   Lungi da una scrittura ornamentale di vacua elegia, purtroppo troppo spesso  propinata dallo smaccato consumismo intimista di molti circuiti letterari, la poesia di Guido Miano (e non potrebbe essere altrimenti, dato il ruolo editoriale che ricopre da molti anni e di scrittore) induce a interrogazioni di forte pregnanza meditativa, tali da poter far nostra la riflessione di Giovanni Paolo II: “Sono proprio i poeti che hanno composto le più belle preghiere”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Angela Ambrosini

Bollettino n. 220 Lunigiana Dantesca

 

mercoledì 19 novembre 2025

Cinzia Baldazzi ci segnala.........

 

Premio Internazionale d’Eccellenza

“Sergio Camellini”

 

Modena, 22 novembre 2025

Salone d’Onore dell’Accademia Militare di Modena - Palazzo  Ducale

 

                                      

Il Premio Sergio Camellini, istituito per onorare la memoria del poeta, psicologo e umanista modenese, rappresenta un momento di alto riconoscimento nel panorama culturale nazionale e internazionale. Nato con l’intento di valorizzare personalità che si distinguono per meriti artistici, letterari, scientifici e sociali, il premio vuole sottolineare i valori che hanno guidato la vita e l’opera di Camellini: sensibilità, ricerca interiore, impegno civile e amore per la bellezza.

Durante la cerimonia ufficiale, la commissione giudicatrice conferirà il prestigioso riconoscimento a figure di rilievo che, attraverso il loro talento e la loro dedizione, hanno saputo lasciare un’impronta significativa nella società contemporanea.

Gli insigniti del Premio Sergio Camellini di quest’anno sono:

INSIGNITI ALLA CARRIERA e ALLA CULTURA

Sen. Vincenza Rando: Avvocato; Senatrice della Repubblica (XIX legislatura).

Anna Maria Lombardi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Filosofa, Psicologa, Psicoterapeuta, Autrice e poetessa

Angela Kosta: Scrittrice/poetessa, traduttrice, giornalista e critica letteraria.

Anna Giada Altomare: Imprenditrice editoriale / Founder & CEO di Another Coffee Stories.

Cinzia Baldazzi: Critica letteraria, scrittrice e giornalista culturale.

Davide Foschi: pittore contemporaneo, artista visivo e poeta.

Domenico Pisana: Scrittore, poeta e studioso (teologo/ricercatore).

Donatella Rampado: Direttore Risorse Umane, formatrice e consulente in marketing/comunicazione.

Francesco Lenoci: Dottore commercialista, consulente e docente universitario.

Gianni Casale: avvocato, scrittore

Giuseppe Aletti: Poeta, editore e docente di scrittura.

Lorenzo Spurio: Poeta, scrittore e critico letterario.

Luciano Manfredi: Poeta, scrittore

Luigi Bulla: Presidente centro culturale e attività poetiche/editoriali.

Marina Pratici: critico letterario, saggista e poeta. Fondatrice e Presidente di prestigiosi Premi Letterari Internazionali

Michele Miano: Editor e co-editore (Guido Miano Editore).

Nicola Paone: studioso, Presidente e ideatore dei Premi.

Nina Miselli: Scrittrice e promotrice culturale, organizzatrice di premi letterari.

Walter Zuliani, Primario Responsabile Chirurgia Generale Humanitas Mater Domini

Rita Coruzzi: Giornalista e scrittrice di romanzi storici.

Rodolfo Vettorello: Architetto, poeta e narratore.

Simona Castiglioni: Primario radioterapia

Sonia Demurtas: Curatrice/editor d’arte e promotrice culturale.

 

La cerimonia si svolgerà nel Salone d’Onore dell’Accademia Militare di Modena il 22 novembre 2025, alle ore 15.00 in un clima di grande partecipazione, con la presenza di autorità, esponenti del mondo della cultura e un pubblico numeroso che ha condiviso l’emozione del riconoscimento.

Il Premio Sergio Camellini si conferma così come un faro di eccellenza, capace di coniugare arte e umanità, memoria e futuro, diventando un punto di riferimento per chi crede nel potere trasformativo della cultura.

Chi era Sergio Camellini
Poeta, psicologo e umanista modenese, Sergio Camellini ha dedicato la propria vita alla ricerca dell’interiorità umana e alla valorizzazione della parola come strumento di crescita personale e collettiva. Autore di numerose raccolte poetiche e testi di riflessione, la sua opera si distingue per la profondità etica e l’attenzione ai valori universali della solidarietà, della pace e della dignità della persona. Con il Premio a lui intitolato si intende tramandare il suo messaggio e mantenere viva una testimonianza che continua a ispirare nuove generazioni.

Il Comitato promotore ringrazia tutti i partecipanti e rinnova il proprio impegno a custodire e diffondere, attraverso il Premio, l’eredità culturale e umana di Sergio Camellini.

COMITATO D’ONORE

Andrea Bortolamasi, Assessore alla cultura del Comune di Modena

Maria Savigni, Assessore alla cultura del Comune di Sassuolo

Giuliano Albarani, Assessore alla cultura del Comune di Carpi

Cav. Maria Carafoli, Presidente del Panathlon International Club Modena

Silvia Stefani, Responsabile servizi di Staff del Sindaco di Sassuolo e Relazioni esterne

Mirella Cristina, avvocato, già parlamentare, già commissione giustizia.

Angela Govi, Artista

Francesco Lenoci, docente Università Cattolica Sacro Cuore Milano.

Francesco Nigri, Digital Marketing Specialist, Founder & CEO iBusiness Srls, Poeta

Franco Guerzoni, Artista

Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore

Hafez Haidar, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, arabista, scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano, candidato al Premio Nobel per la pace e la letteratura.

Hebe Muñoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.

Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia, Docente e Divulgatrice Medico Scientifica

Maria Pia Turiello, criminologa forense.

Regina Resta, Presidente Ass. VerbumlandiArtAps

Rodolfo Vettorello, poeta, critico letterario

Rosella Murano, docente, scrittrice, poetessa.

COMITATO DI GIURIA:

PRESIDENTE ONORARIO DEL PREMIO
Dott.ssa Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia, Docente e Divulgatrice Medico Scientifica

PRESIDENTE RESPONSABILE PER LA COMUNICAZIONE
Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore

PRESIDENTE DI GIURIA
Hafez Haidar, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, arabista, scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano, candidato al Premio Nobel per la pace e la letteratura.

MEMBRI DI GIURIA AUTORI ITALIANI

Anna Maria Lombardi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Filosofa, Psicologa, Psicoterapeuta, Autrice e poetessa
Francesco Nigri, Digital Marketing Specialist, Founder & CEO iBusiness Srls, Poeta
Hebe Munoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.

Rosella Murano, docente, scrittrice, poetessa.

Marcella Camellini, Medico Dirigente di Cardiologia, Docente e Divulgatrice Medico Scientifica
Marilisa Palazzone, docente, avvocato, autrice.
Michele Miano, editore, critico letterario e poeta.
Stefania Romito, giornalista, scrittrice, poetessa.

MEMBRI DI GIURIA AUTORI STRANIERI

Angela Kosta, poetessa, scrittrice, giornalista, editore, traduttrice.
Hebe Munoz, poetessa, scrittrice, traduttrice.
Irene Doura Kavadia, scrittrice, poetessa, docente, traduttrice multilingue, manager e promotrice culturale greca.
Marta Tarantino, Ph.D., Ricercatrice Post-doc – ERC MEGAMAPS Project,
Università di Napoli L’Orientale, scrittrice, traduttrice,
Miriam Haidar, docente, autrice, traduttrice.
Mirjana Dobrila, autrice, traduttrice.
Taghrid Bou Merhi, poetessa, scrittrice, giornalista, editrice, saggista e traduttrice.

RESPONSABILI CONDUZIONE: Francesco Nigri ed Hebe Muñoz

COMITATO ORGANIZZATIVO

Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore

Marcella Camellini, Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Sassuolo.

Maria Pia Turiello, criminologa forense.

Mirella Cristina, avvocato, già parlamentare, già commissione giustizia.

Regina Resta, Presidente Ass. VerbumlandiArtAps.

 

 

 

 

 


70 ANNI DI LIBRI E UN APPUNTAMENTO SPECIALE

 

GUIDO MIANO EDITORE

Comunicato stampa

 



 

So che ti prenderai cura di me, edito Guido Miano Editore, è il nuovo volume di poesie di Michele Miano

 

Milano,18 novembre 2025 Guido Miano Editore celebra 70 anni di attività con un evento speciale dedicato alla poesia e alla memoria, con autori e collaboratori che hanno accompagnato la casa editrice in questo lungo percorso.

Nell’ambito dell’evento, sarà presentato il nuovo volume di poesie di Michele Miano, dal titolo “So che ti prenderai cura di me”. L’opera, intensa e personale, è un commosso omaggio al padre Guido Miano scomparso nel 2022. Attraverso lettere inedite, versi poetici e foto d’archivio, il libro ripercorre momenti significativi della vita dell’autore e della sua famiglia, strettamente legata alla storia dell’editrice.

Fondata nel 1955, Guido Miano Editore è da sempre punto di riferimento nel panorama culturale italiano, con una produzione continua di titoli dedicati alla poesia, letteratura, saggistica e arte, anche in ambito universitario.

Durante l’evento, ricco di ospiti, autori e collaboratori storici condivideranno testimonianze e ricordi, tracciando le tappe più significative di questa realtà editoriale indipendente. La presentazione del volume sarà accompagnata da letture e riflessioni insieme all’autore.

 

 

·        Mercoledì 10 dicembre 2025, alle ore 18,30 nella suggestiva Sala degli Arazzi del Museo d’Arte e Scienza, Via Q. Sella 4, Milano nei pressi del Castello Sforzesco.

 

 

 

Come afferma l’autore: “il presente volumetto è una sorta di preghiera – soliloquio che ho voluto rivolgere a mio padre in quanto sento di dirgli: “So che ti prenderai cura di me”.

 

 

Programma dettagliato dell’evento nella locandina allegata.

 

 L’autore

 

Michele Miano, editor e co-editore di Guido Miano Editore. Studi classici e laurea in Giurisprudenza. Consulente legale, insieme alla professione coltiva la passione per la storia del libro e della stampa. Umanista bibliofilo, da sempre nel mondo dei libri e dell’editoria indipendente, è operatore culturale, poeta, critico letterario e d’arte. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Quaderno senza titolo (2013), Deltaplano (2014) e So che ti prenderai cura di me (2025). Membro di varie Giurie in Premi Nazionali di poesia e arte, si occupa prevalentemente di critica letteraria con profili, articoli e monografie di autori e artisti contemporanei; relatore in convegni letterari, ha curato eventi letterari ed artistici. Ha in corso vari progetti editoriali.

 

 

 

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

Guido Miano Editore

Ufficio stampa: Via Emanuele Filiberto 12 -  20149 MilanO

michelemianoposta@gmail.com / mianoposta@gmail.com

02.3451804 - 02.3451806 – cell 3475552140