martedì 2 agosto 2016

SERENELLA MENICHETTI: "CHISSA' SE L'ONDE"


Serenella Menichetti, collaboratrice di Lèucade


CHISSA’ SE L’ONDE

Chissà se pure l’onde
bramino cieli calmi,
dove specchiarsi.



Quando appena increspate
godono dell’astro.
O quando piatte 
in coltre di cristallo, 
si raggruppano.
A celare i segreti del mare.
Ma la tranquillità
è fuggevole attimo
che presto si dissolve 
nella spuma.
E s’alza l’onda e s’adira
A volte con furia 
il cielo graffia.
Annaspa fino a ferire.
E a rimaner ferita.
Lacera vite.
Ed urla.
E piange.
Poi, un istante 
si quieta.
Anche la vita
come l’onda urla.
E proprio come l’onda 
affonda.
E percuote, col suo bastone.
A volte in vita lascia il corpo 
Ma straccia l’anima.
E la quiete a cui anelavi:
presto, si fa chimera.

Serenella Menichetti

DA "FIORE DI LOTO"



2 commenti:

  1. La sublime lirica di Serenella descrive quello che io amo definire con un ossimoro 'il mare quando brucia'...
    Nei primi versi evoca il grande Charles Baudelaire:
    "Uomo libero amerai sempre il mare/ il mare è il tuo specchio / contempli la tua anima / nello svolgersi infinito della sua onda"... Di fatto è poesia che crea un'intensa, originale allegoria con l'esistenza e con i suoi cicli strazianti. Simili a quelli che attraversiamo ora. L'Autrice nei versi che aprono l'opera si chiede se anche 'l'onde bramino cieli calmi in cui specchiarsi'. E io le rispondo con infinita tenerezza che l'onde amano il loro destino, non saprebbero vivere in perenne risacca, l'uomo è fautore dei propri danni, ma troppo spesso si appoggia alla scuola del lamento, non alla cultura della dignità, della testa alta. Noi possiamo e dobbiamo costruire 'la quiete a cui aneliamo', l'onda che descrivi con tocchi magnifici, ha bisogno di ruggire...
    Ti stringo forte.
    Maria Rizzi

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  2. Grazie Maria per la tua attenzioe.
    Serenella Menichetti.

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