martedì 13 novembre 2018

SERENELLA MENICHETTI: "D'AUTUNNO" INEDITI


Serenella Menichetti,
collaboratrice di Lèucade

ASCOLTO

Uno spesso tappeto
di foglie rosse
mi invoglia a distendermi.
Gli abeti e i faggi
si ergono dalla terra al cielo.
Ascolto le radici succhiare.
Le foglie prive di vita accolgono.

Tra morte e vita.
Tra terra e cielo
Ascolto.

Vorrei che gli uomini
avessero la tolleranza
della terra e la generosità
degli alberi.

La povera foglia accartocciata
mentre sta morendo
lo sussurra
ancora una volta.


RIMPIANTO

E come gocce caddero
fulve le foglie.

-Nel mio grembo
c’è posto per tutte.
Venite!-
Disse con tremula voce,
la misera panchina
del bosco.

-Adagiatevi sul mio corpo nudo.
Beviamo insieme un sorso
di vita ancora.

Brindiamo all’albero
che io fui.
Ai miei lunghi rami
protesi ad accarezzare
il cielo.

Brindiamo a voi,
che la novella stagione reclama:
a seppellire un' estate
e ad ammantare l'anima
di un autunno che si rinnova.


I COLORI DELL' AUTUNNO

Si smorza il colore.
A passo di danza esce l'estate
alle prime luci dell'alba.
Trascinando via sorrisi gialli.
Nella stanza entra l'autunno.

Taciturno, stende sulle pareti
pennellate di vernice: marrone, ruggine,
crema e verde. Oh il verde! Quello
lo disperde, in mille sfumature, in ogni dove.

Veste pianure, colline, monti
con nuance bronzo di seta e trine.
La natura, consapevole del suo
buon gusto, cheta, lascia fare.

La danza delle foglie insieme al vento
fa volare i pensieri: tra grappoli di nuvole.
Alcuni s'aggrappano ai fili d'oro
d'un sole sempre più raro.

Altri rimangono infilzati alle punte
dei rami secchi, di questo autunno
che allunga il passo e a pennellate
si fa strada tra albe e tramonti.

La pioggia c'investe d'argento.
Talvolta esagera con grigio, e nero.
Sorride il cuore. Un lamento a volte sfugge.
Troppo presto giunge la sera.

Il fiume della notte, limaccioso avanza.
L'attesa di un'alba rosata ci conforta.
Sullo scafo del sogno: traghettiamo.

Nel pugno ben stretta:
la speranza
di raggiungere l'altra sponda.


AUTUNNO ANCORA

E questo vento che oggi il mare increspa
domani soffierà su foglie gialle
di questi alberi forti, a denudarli.
E sarà grigio, come i tuoi capelli
Il mare. Il cielo pure, e tutta quanta
la campagna. Mi sfugge questo tempo
tra le dita, ma reca il suo passaggio
mutamento. Per la morte passando
si rinnova la vita. Anche le foglie
che sul viale ammucchiate sono morte
rimarranno per pochi attimi ancora.
Giunto è per loro, il tempo della fine.
Perverrà pure quello che sull’albero,
novelle e verdi ancora nasceranno
La vita resta! Chi viene e chi va.
Il neonato Settembre i suoi bei frutti
recherà. Perché la vita ha un cuore che ,
pulsa, vibra e freme, senza morire!

Serenella Menichetti

2 commenti:

  1. Serenella ci dona tre liriche dedicate alla natura, che evocano i grandi della letteratura e dimostrano che, passano i secoli, ma le persone si rapportano alla storia con emozioni simili. Con ciò non intendo asserire che le problematiche restano le stesse, ma sottolineare che si può considerare la natura madre - benigna, come fa la cara Serenella, anche in tempi difficili come i nostri. L'Autrice, inoltre, ricorre a meravigliose allegorie, nelle quali le stagioni climatiche si identificano con quelle della nostra vita. I suoi versi sono ispirati a un sentimento panico, a un misticismo naturale, a una reimmersione nel ciclo perenne di morte e rinascita. Le rivolgo le più vive congratulazioni e la abbraccio di cuore!
    Maria Rizzi

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  2. Grazie infinite Maria
    Serenella Menichetti

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