giovedì 29 giugno 2023

GIUSEPPE SETTANNI " L' ETA' DELLA RAGIONE"

Con oggi entra a far parte dei Leucadiani Giuseppe Settanni, avvocato e professore di  diritto ma che qui si unisce a noi come viandante verso l'isola che non c'è ma che insieme non smetteremo mai di cercare.

Nazario Pardini


Giuseppe Settanni, avvocato e docente universitario, è nato a San Giovanni Rotondo (FG) nel 1981 e vive a Fano (PU). Con Edizioni Ensemble ha pubblicato le raccolte poetiche Blu (2019) e Affreschi strappati (2022). Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui i premi Ossi di seppiaDiana NemorensisAriodante MarianniMons. A.F. Pecci e Besio 1860. Suoi testi sono pubblicati sui più importanti siti e blog italiani di poesia, come Poesia del nostro tempoPoetarum silvaLa poesia e lo spiritoL’altroveInverso, l’Angolo Poesia del quotidiano La Repubblica e l’Angolo degli Inediti di Stampa 2009.


L’età della ragione

 

(raccolta inedita di Giuseppe Settanni)

 

 

Estratti

 

 

            *

 

sopravvivo alla vita da troppo. almeno da

un’eternità.

fabula rasa.

quand’è che comincia il futuro.

 

 

                *

 

straripare prima della

vendemmia. gli argini.

le alture. la pioggia

corrodeva. tra i sassi

c’era poco da

calpestare. non abbiamo

avuto spazio. non abbiamo

più legami.

da milioni di secoli

qualcuno si diverte a non

farci arrivare alle radici.

 

            *

 

non so attaccare mezzo chiodo. come credi

che possa di punto in bianco crocifiggere

la tua parsimonia di affetti.

sono inerme anche quando separo i ferri.

guarda. senza volere ho inserito il gambo

nel mio braccio disteso.

quasi una paralisi ma

sto bene.

 

                *

 

scandisce male. ci mettono
poca pazienza con lui. è

attento. recepisce. ha

somatizzato i dissidi. si

difende non esaudendo.

ha la testa

altrove. le prime lettere.

è contento di afferrare.

partecipa. con rigore.

abbassare la voce. e

abbracciarlo. in poco tempo

diventerebbe un indovino.

 

                *

 

perché cospargi di un velo

le tue debolezze. lei aspetta da tanto una

carezza. e non chiede conto.

quanta attenzione per non

scoprirti. pure quando vieni messa a nudo

non perdi l’equilibrio. immaginavo

che avresti immaginato.

 

sinossi dell'opera L'età della ragione

Non poesie di dei ed eroi, ma di fisica e politica, etica e matematica, tecnica e filosofia. Un’unione tra verso e ragionamento a metà tra percezione e dimostrazione. Legami diversi, inversi. Una sorta di confronto inafferrabile tra Montale e Derrida, Ferlinghetti e Bauman. I versi de L’età della ragione presuppongono un filtro logico, una costruzione mentale, uno studio (dis)interessato, prima di arrivare nell’intimo. Senza perdere di vista il dono delle impressioni e dei presagi che ci rendono vivi, L’età della ragione sente la necessità di risvegliare Aristotele e la sua celebre quanto illusoria classificazione delle scienze contenuta nella Metafisica per arrivare alle dolcezze (o forse debolezze?) della poesia più propriamente “poetica”. Perché solo una poesia “studiata”, che presuppone un’attenzione tangibile nei confronti della conoscenza (e della sua compostezza), può aprire le intercapedini dei barattoli in cui ci ha chiuso la modernità.

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