![]() |
| Edda Conte, collaboratrice di Lèucade |
Una raccolta di favole che rappresenta una sintesi ardita tra fantasia e ragione. Già: fantasia e ragione, nell'accezione comune dei concetti, potrebbero apparire difficilmente conciliabili. Eppure in questa raccolta di favole e monologhi esse si sposano e si armonizzano in modo sublime.
E la ragione di tale felicissima sintesi
risiede nell'involontaria civetteria intellettuale dell'autrice che ,
probabilmente, sognando...non sogna completamente, ma con l'aiuto di Pindaro ,
associa la esigenza del ricordo che vive e del bilancio esistenziale che sente
il bisogno di estrapolare con le proprie virtù e abilità immaginifiche.
Entrambe le componenti dell'opera -favole e monologhi- si appalesano come
espressioni artistiche della fantasia viva, fresca e tenerissima dell'autrice,
pur celando uno scrigno di gioie, dolori, sensazioni di esperienze e storia
vissute, che non tutti possono intravedere e leggere. Ecco : i fortunati
“conoscitori di Edda” in quest'opera riusciranno a leggere la struggente
filosofia di una vita lunga e ricca di “vissuto”. Nulla nasce per caso in
questa raccolta ; non nascono dal caso “L'ultima pagina” (sublime e struggente
per chi può leggere ...oltre!), “Rondinino e la gazza Pica”, i monologhi “della
solitudine” e “del tempo”. Solo per usare soltanto alcuni dei riferimenti rivelatori
di uno stato d'animo. Chi, invece, Edda conosce soltanto come autrice e
poetessa, dovrà accontentarsi -per modo di dire, stante la soave delicatezza e
leggiadria del dono letterario- di scoprire che <...la fantasia è la madre
del sorriso>.
Tommaso Conte

