lunedì 20 novembre 2017

ANTONIO SPAGNUOLO: "COME SI VINCE IL PREMIO STREGA?"

Come si vince il premio Strega ?

Antonio Spagnuolo
 Leggo il libro "Le otto montagne" (Ed. Einaudi 2017 – pagg.208 - € 18,50) del giovane Paolo Cognetti , vincitore dello Strega 2017 e posso confidare che non ricevo alcuna emozione dalle sue pagine . Non trovo messaggi culturali di livello superiore , anche se scritto bene , fluido , correttamente. Mi chiedo cosa mai hanno trovato in questo pseudo romanzo i giurati ed il pubblico votante. Secondo un dettame antico, che ancora dovrebbe rispettarsi nella letteratura contemporanea,  si richiede ad una pagina una sostanziale tessitura tra forma e contenuti . Ebbene anche se la forma qui è tratteggiata con equilibrio , nella semplicità del dettato e la correttezza della frase, i contenuti sono alquanto evanescenti e poco appetibili.  Ma il pubblico sa leggere ? Ha una mente predisposta alla vibrazione dei sentimenti ? Qui le figure sono avvolte da una nebbia  sottile , il piccolo  Bruno è una nullità , il protagonista un giovane che soffre del mal di montagna , il padre un impiegato che vorrebbe fondersi con i ghiacciai , la madre una figura tratteggiata nelle vacuità , il tutto con l’ossessivo ripetersi di scalate su per le montagne. Le pagine hanno la tendenza ad accumulare compiacimenti e disillusioni , senza riuscire a cesellare lo stato di grazia di vicende esistenziali , per le quali venga emulsionata la forza della introspezione , l’esigenza della riflessione, la sollecitazione alla fantasia e alla possibile alchimia della seduzione della parola.
Finalista al Premio Strega 2017 Wanda Marasco “La compagnia delle anime finte” (Ed. Neri Pozza – 2017 – pagg. 238 - € 16,50)  può senza ombra di dubbio ritenersi la vincitrice morale , perché le pagine di questo suo romanzo brillano di una luce multicolore , incandescenti una dopo l’altra per una scrittura limpida , scorrevole , coinvolgente . Le frasi potrebbero essere paragonate ad elastici , che , tesi con delicatezza, fiondano di volta in volta per incunearsi nell’immaginario del lettore e riproporre immagini e sfumature che amplificano la melodia del racconto . 
Un rullio continuo e inaspettato sospende tra i vicoli , tra i bassi , tra i basoli trascurati , tra stanze in penombra , tra tendaggi antichi e malandati , tra esplosioni di sgomento e maschere di femmine . E’ il racconto di una vita che intreccia altre intimità , nel percorso doloroso e tenero che stampa sentimenti e illusioni , memorie e speranze , umiliazioni e rivincite , quasi chiedendo il permesso di sussurrare i richiami della carne o le anestesie della sopravvivenza.
Una luce particolare riesce a realizzare la compiutezza degli incontri in un’atmosfera intensamente meditativa , nella quale gli elementi incorporati maturano in un mondo incrostato di richiami materici e di dolorose scissioni , di immagini intensamente intagliate e  di reimpasti che indicano indomabile energia .

ANTONIO SPAGNUOLO