martedì 23 gennaio 2018

TRILUSSA: "L'OMO E LA SCIMMIA"

TRILUSSA

L’omo e la scimmia

L’omo disse a la scimmia:
“Sei brutta, dispettosa;
ma come sei ridicola!
Quann’io te vedo, rido:
rido nun se sa quanto!”
La scimmia disse: “Sfido!
T’arrissomijo tanto!...”


2 commenti:

  1. Il poeta e scrittore Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Salustri (salustri – trilussa),era celebre per i versi in dialetto romanesco e per lo stile dissacrante dei costumi dei borghesi della sua epoca. Si distaccava da altri artisti vernacolari, come Gioacchino Belli per i versi satirici, ma mai volgari. Mi piace, a proposito, citare una lirica di straordinaria bellezza, che ha ben poco di dissacrante:

    La tartaruga

    Mentre, una notte, se n’annava a spasso,
    la vecchia Tartaruga fece er passo
    più lungo de la gamba e cascò giù
    co’ la casa vortata sottinsù.
    Un Rospo je strillò: – Scema che sei!
    Queste so’ scappatelle
    che costano la pelle… –
    Lo so: – rispose lei –
    ma, prima de morì, vedo le stelle.

    Accanto allo spirito caustico, Trilussa spiccava per la malinconia crepuscolare e per la semplificazione nel lessico, che si rese accessibile a tutti.
    Maria Rizzi

    Mentre una notte se n'annava a spasso,
    la vecchia tartaruga fece er passo più lungo
    de la gamba e cascò giù
    cò la casa vortata sottoinsù.
    Un rospo je strillò: "Scema che sei!
    Queste sò scappatelle che costeno la pelle..."
    - lo so - rispose lei - ma prima de morì,
    vedo le stelle.


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  2. Chiedo venia per la ripetizione della poesia.
    Maria Rizzi

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