venerdì 13 ottobre 2017

N. PARDINI: "CADE LA LUNA"

Cade la luna




Cade la luna. Guarda è già nel mare.
Si è rotta in mille schegge e si prolunga
nei flutti rumorosi fino a noi.  
Cade la luna e cadono le stelle,
le belle cose restano per poco.
Fioco ci appare e vano ogni sentiero.
In questa notte bigia solo un gioco
freme di luce a farci compagnia:
leggero, fine, è pronto a disparire
come la gioia che vivemmo assieme,
come la gioventù presta a finire.

20/03/2017


18 commenti:

  1. una bella poesia in cui il poeta gioca con la luce, la musica e profonde riflessioni. Elementi che mi portano alla sonata "Clair de lune" di Debussy, la luna cade nel mare e si frange in un luccichio di note, e tutto intorno sembra insignificante. La bellezza è effimera dura un istante e attraversa la nostra vita lasciando ricordi, che riemergono leggeri portando con se l'emozione d'allora.
    La poesia quando s'avverte nella sua spontaneità porta con se emozioni che il lettore non trova la forma completa per esprimerle.

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  2. Il Prof. Pardini ci aveva educati alle sue poesie diciamo "lunghe" in confonto alla "il Vecchio" e a questa le quali li considero dei gioielli in miniatura
    Ambedue nel finale lasciano il lettore in uno stato pensoso e meditativo per delle verità inconfutabili e amare: "un cane passa e annusa su "Il Vecchio"-" come la gioventù presta a finire" sopra. Come sempre davanti alla poesia del Nostro si rimane attoniti per la bellezza del dettato poetico e la chiarezza. Pasqualino Cinnirella

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  3. La forza evocativa e comunicativa dell’immagine è quella del sublime. E più significativo è quello che vi manca, la presenza umana. Il paesaggio bellissimo e struggente è vuoto: vuoto come la bellezza, la vita, come la gioia, le illusioni, come l’amore: “fioco ci appare e vano ogni sentiero.” L’immagine non svela, bensì ri-vela, ossia mostra e insieme nasconde, quell’invisibile al quale rimanda , e il pathos dell’anima originariamente protesa verso l’alto, verso qualcosa cioè che eccede l’insopprimibile finitezza della nostra condizione che le parole sottolineano.È la situazione evocata da Leopardi ne Il tramonto della luna: “…scende la luna; e si scolora il mondo/;spariscon l'ombre, ed una/ oscurità la valle e il monte imbruna/;orba la notte resta…”… “è pronto a disparire/ come la gioia che vivemmo assieme,/ come la gioventù presta a finire”. Ancora Leopardi: “Tal si dilegua, e tale/lascia l'età mortale/ la giovinezza. In fuga/ van l'ombre e le sembianze/ dei dilettosi inganni; e vengon meno/ le lontane speranze,/ ove s'appoggia la mortal natura./ Abbandonata, oscura/ resta la vita…” E allora il verbo “cadere” , ripetuto come un’anafora potente in un climax ascendente, si può coniugare sia al singolare che al plurale, l’effetto non può che essere la rottura in mille pezzi, anzi "schegge". La volontà di gioco che ha percorso la vita consolandoci è arrivata al suo finire in fremiti involontari. “Giovinezza sparì, non si colora/ d'altra luce giammai, nè d'altra aurora./Vedova è insino al fine; ed alla notte/ che l'altre etadi oscura,/segno poser gli Dei la sepoltura.”.

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  4. Superbo esempio di letteratura comparata, di explication du texte, questo di Maria Grazia, che sa penetrare nei momenti più interiori di panica riflessione esistenziale della mia poetica.
    Un grazie sentito a Francesco, a Pasqualino, e a Maria Grazia
    Nazario

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  5. Com'è struggente questo "cadere giù" della luna e delle stelle, questo infrangersi dell'armonia celeste sulla rugosa pelle del mare, questo franare delle armonie celesti nella liquida immensità! L'unico occhio lucente della luna esplode nell'impatto e si rifrange sull'elemento acquatico in mille scintille di luce. L'eterno si catapulta nel tempo, il cielo si capovolge nel mare. Tutto è mistero...
    Franco Campegiani

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  6. Immagine evocativa, la luna grande faro della vita e le stelle che cadono nell’oscurità marina e si frammentano in mille piccole luci. L’unità che si scinde, per sparire nel nulla? Oppure per moltiplicarsi e ancora riunirsi in una forma diversa, in una luce più intensa in un mondo che non ci è dato a vedere?
    Serenella Menichetti.

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  7. Belle riflessioni! Begli interrogativi poetici! E quanta generosità comunicativa! Quanta luce a frammentare il nulla della notte!
    Grazie a Franco e a Serenella
    Nazario

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  8. Se talvolta leggendo le parole di un poeta, che rende vivo e pulsante tutto ciò che gli nasce dal cuore, ci si commuove, vuol dire che la sua parola ci ha avvicinati ad una nuova dimensione, ci ha permesso di penetrare l'invisibile entrando nell'indefinibile. Tutte queste sensazioni il grande Nazario ce le ha donate miscelando ricordi vita e poesia, abbandonandosi coraggiosamente alle vibranti emozioni di "schegge di luna" che riescono a colmare e illuminare il Vuoto tramite divinità e mistero.
    Grazie Nazario per questa intensa poesia.
    Emma

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  9. Un commento, il tuo, cara Emma, che mi illumina, mi scuote, mi abbraccia e mi apre vie lucenti davanti al profondo buio della notte.
    Grazie
    Nazario

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  10. Nazario Pardini, in "Cade la luna", ha infilato un'altra perla nella sua magica catena di liriche straordinarie. Solo undici versi scolpiti nell'aria tersa del suo cielo, più duraturi del fuoco del suo amore per la poesia. Notevole la delicatezza e la serenità delle metafore, anche quando indicano una fine, la fine.
    E' l'atteggiamento dei grandi di fronte alla caducità della vita, dove tutto si riduce a un infrangersi "in mille schegge". Tutte le cose belle sono destinate alla fine. Ma Nazario non pesta i piedi né sbatte i pugni, e neppure lancia il bastone fra le gambe dei ragazzi come il Mazzarò verghiano.
    Scompare il sentiero dei nostri giorni, ma un valore resiste più a lungo:"la gioia che vivemmo assieme, / come la gioventù presta a finire".
    Grazie, Nazario, per questa lezione.

    Umberto Cerio

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  11. Ti ringrazio Umberto per il tuo splendido tocco lirico: POETA ADDITUS POETAE: veramente arrivante!!!
    Nazario

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  13. Che poesia armonica e delicata. La luna cade in mille schegge, schegge che cadendo fanno rumore, rumore che si prolunga sino a noi trascinato da "flutti rumorosi". E con lei cadono le stelle, da sempre simbolo di splendore e di cose belle (che restano per poco). E poi quella doppia sinestesia rappresentata dal sentiero "fioco" e "vano" e dal gioco "leggero" e "fine" affidano al ricordo della gioia vissuta in gioventù la conclusione di una lirica di grande impatto emotivo e suggestivo, rievocatrice del tempo che fu

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  14. Carissimo Martinelli,
    una lettura sensibile e profonda, la tua, che mi fa rileggere la mia poesia per gustarla al ritmo delle tue parole.
    Grazie
    Nazario

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  15. Bellissima la sua poesia, professor Nazario " Cade la luna".
    Non è un commento ma è un' empatica altra poesia ad omaggiarla.


    Eco di bellezza

    In scintillio di luna e stelle
    conduci l'oscurità della notte eterna,
    infinitezza gentile.

    In luce,
    attraversi la bellezza giocosa
    che è stata mare di vita
    e resti, grata,
    nell'infinità.

    1 novembre 2017

    Con gratitudine, professor Nazario Pardini,
    Rita Fazio.

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    1. gianluigi pescio4 novembre 2017 17:37

      Preziosa gemma questa poesia. Non sono attrezzato per fare un'analisi profonda quale questa lirica meriterebbe; semplicemente mi complimento di cuore e ringrazio dell'arricchimento che genera.

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    2. gianluigi pescio4 novembre 2017 17:43

      Conplimenti Rita Fazio, poesia bella che induce a percorrere diversi canali di riflessione esistenziale.

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    3. Sì, il professor Nazario illumina la sua sublime liricità!


      ... percorsi poetici
      che ritrovo riflessi nelle sue opere, professor Gianluigi Pescio;
      E di ispirata fioritura, nella poiesis del professore Nazario.
      Grazie Rita
      ...

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