sabato 1 ottobre 2016

FRANCESCO CASUSCELLI: "CARISSIMO NAZARIO"


Francesco Casuscelli, collaboratore di Lèucade


Carissimo Nazario, il mese di settembre se n'è andato, ma questo mese, che unisce l’estate all’autunno, ha spesso suscitato forti ispirazioni per poeti e artisti. Leggendo le meravigliose pagine del blog Lèucade in particolare quelle che ti riguardano, si trovano molte poesie il cui tema è il mese di settembre.
In particolare la mia attenzione è stata catturata dall’ineguagliabile poesia “Non chiedermi perchè” inclusa sia nella raccolta Colloquio con il mare e con la vita che in Dicotomie. Alla lettura di questi versi si affronta un viaggio e si entra nella dimensione del paesaggio marino proprio sul finire dell’estate. C’è un ritorno e un colloquio con il mare, un ricordo che emerge all’orizzonte nella linea sottile che unisce il cielo e il mare. In questa scena appare l’uomo con la sua storia fatta di vittorie e certezze ma che all’improvviso si scopre fragile e impotente. Subentrano allora i dubbi e nascono le domande, Non chiedermi perché... il nostro Odisseo ritorna verso il mare per ritrovarsi, per cercare dentro di sè la forza di continuare il viaggio, nonostante la sofferenza ...una bàttima lenta a misurare/un tempo troppo pigro per chi soffre./... ma il sentimento più forte è l’amore verso la natura e la sua grandezza divina. Da qui, dal luogo dei suoi ricordi più intensi, la vita del Nostro riprende con una nuova consapevolezza, per solcare placide acque verso la soglia della luce.
Ho trovato questa poesia avvolgente e totalizzante, un canto che solletica i sensi e ci proietta nella dimensione dell’autore, offrendoci uno scorcio della sua vita interiore, che appartenere a tutti gli uomini. Il tempo dei bilanci e dei ricordi, in particolare, quelli che riguardano le persone più importanti della propria vita, la cui assenza in alcuni momenti si sente ancora più forte.
Lo stile inimitabile di Pardini rivela tutta la sua capacità espressiva con raffinata sensibilità.
Non aggiungo altro, e ringrazio l’autore per la pregevole scrittura e l’opportunità d’ascoltare la sua sensibile voce poetica.

Non chiedermi perché

Non chiedermi perché sono venuto
a trovarti di nuovo. Sarà forse
perché qualcosa provo
ancóra dentro me.
Sai!, non è molto che pensavo
all’ultimo saluto. Ti ricordi?
Era sul mare, il cielo cinerino
di un settembre un po’ stanco accompagnava
un melanconico addio. Eppure
io non credevo che un lungo patrimonio
potesse rivelarsi così fragile
come la bruma pallida d’autunno.
Il cielo si rompeva ad occidente
e il sole grosso e fervido, alla sera
di quel giorno impossibile, tingeva
il tuo volto diverso. Mi ero sperso.
Non ritrovavo più la strada amica,
la strada di una vita. Sono qui.
Non chiedermi perché. Sono venuto!
Ho ancora dentro l’anima
il sole di una sera,
il mare quasi calmo, un volto stanco,
e una bàttima lenta a misurare
un tempo troppo pigro per chi soffre.
Sarà forse l’amore. Chi lo sa.
Eppure c’è qualcosa che ha guidato
quest’animo rigonfio di ricordi
tra i fiordi del passato. Ma non chiedermi
di più. Accetta un mio saluto. E vado.
Davanti a me c’è un guado,
un guado che riporta
quest’uomo ormai attempato
                                   all’altra sponda.


4 commenti:

  1. Un bellissimo commento Francesco che mi trova vicina. E' una poesia che dell'amore fa un viaggio lungo una vita.

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  2. "Non chiedermi perché sono venuto". Non importa quale sia la spinta interiore che ci riporta nei luoghi che hanno nutrito il cuore e gli occhi "Era sul mare, il cielo cinerino di settembre". Ciò che conta è rispondere alla necessità del ritorno, anche a costo di dover sopportare il ricordo di "quel giorno impossibile" quando il sole grosso e fervido...tingeva il suo volto diverso". Alla necessità dell'anima e al suo "patrimonio fragile" ma immenso (e proprio per questo, fragile) risponde il Nostro.
    Sublime canto d'amore struggente e nostalgico con versi intrisi di un dolcezza che commuove. E quell'andare... "Accetta un mio saluto. E vado." diventa approdo non voluto ma quasi necessario a chiudere il cerchio della vita.
    Il mio sentito grazie a Nazario che sempre suscita meraviglia in noi che lo leggiamo e a Francesco Casuscelli per la scelta della lirica e per il suo prezioso commento.

    Annalisa Rodeghiero

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  3. Grazie a Francesco Casuscelli di questo suo interessante commento e grazie per averci fatto rileggere e meditare questa bellissima poesia del nostro Nazario. Una poesia che parla di mare e di cielo sì, toccando le corde esistenziali più universali del nostro vivere, come la possibilità e l'impossibilità di stare insieme, l'amore come memoria del passato vissuto insieme che è sempre un richiamo imprescindibile, ma anche il bisogno di andare a ricercare oltre , nell'altra sponda, la propria identità a volte dispersa, un bisogno altrettanto potente di uscir fuori dai vincoli e dalle abitudini. L'eterno conflitto insomma, che tuttavia non sempre allo stesso modo viene alla luce ma che trova nel mito di Ulisse una metafora fondamentale della fragilità della condizione umana e della scelta, sempre pronta a essere rimessa in dubbio e a riaffacciarsi sia pure soltanto nella coscienza di ognuno. Ecco che allora Ulisse è pronto ancora a ritornare ..e a ripartire.Buon ritorno autunnale a tutti intanto.

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  4. Non chiedermi perché.
    Un'altra prova che conferma la coerenza di Nazario Pardini nel percorrere la via maestra della Poesia, con progressivo arricchimento della propria Arte.
    Riesce difficile non trepidare turbato dinanzi a versi come questi:
    “E vado.
    Davanti a me c’è un guado,
    un guado che riporta
    quest’uomo ormai attempato
    all’altra sponda.”


    Ubaldo de Robertis

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