martedì 24 aprile 2012

Tre poesie edite di Maria Luisa Daniele Toffanin

MARIA LUISA DANIELE TOFFANIN


Nota bio-bibliografica.


Maria Luisa Daniele Toffanin, poeta padovana, ha insegnato a lungo negli Istituti superiori. Promuove iniziative culturali e di orientamento scolastico nell’ambito dell’Associazione Levi-Montalcini e dà vita a momenti di poesia nelle scuole. Collabora con il “Centro internazionale letterature migranti” dell’Università di Udine. E’ vice presidente del “Centro studi onorevole Sebastiano Schiavon” e socia del “PEN Club italiano”. Ha ottenuto numerosi premi e lusinghieri consensi di critica. Sue poesie figurano in antologie e riviste nazionale ed internazionali quali Oltreoceano e Stadi di letteratura Latinoamericana.                                                                                          

Ha pubblicato i seguenti volumi: “Dell’azzurro ed altro”, Padova, La Garangola, 1998,2000 – “A Tindari”, Patti, Calabria editore, 2000, 2001 (Premio Sorrentinum) – “Per colli e cieli insieme mia euganea terra”, Padova, La Garangola, 2002 – “Dell’amicizia-my red hair”, Venafro, Edizioni Eva, 2004, 2006 (Premio Venafro) – “Iter ligure”, Pisa, ETS, 2006,(Premi conseguiti Il Portone) – Fragmenta”, Venezia, Marsilio, 2006, “E si sono angeli”, Padova, La Garangola, 2011, “Da traghetto a traghetto per non morire” in Pensieri nomadi - La poesia di Maria Luisa Daniele Toffanin a cura di Silvana Serafin, Venezia, StudioLT2, 2011.


  

SONO



Muta di colori è l’aria

e arcana la malìa del mare

come richiamo dell’ignoto

dal grembo immenso della vita

come rinata memoria

di risposte invocate dal profondo.



E il pensiero si perde.



Sono una ninfea salmastra

che fragile si apre al mattino

e galleggia sul senso del suo giorno

con l’infinito in petali di luce

ma a sera già il sogno è spento.



Sono l’onda che insegue il mare

aspra tutta schiumata d’ansia

senza capire l’armonia del ritmo

e muore sulla battigia così, amara.



Sono una donna

che seduta sul molo a Monterosso

nell’aria muta di colori,

si dondola in pensieri con le barche

poi raccoglie la sua anima dal mare

e dal sole attende risposta chiara.



( da Iter ligure, ETS, Pisa, 2006 )






LUCE-MAGIA-FANTASIA



Rinasci anima mia dalle tua brume

la luce al bacio del sole

riinizia la danza usuale nel cuore

 di scrigni monili soffiati

da brezza gentile a Murano.



S’allarga lo scrigno in arazzi

da fondaci emersi in cielo d’oriente

lievitano cupole da fondali

di smalto cobalto-oro musivo.



Alitano respiri d’eterno

trine volute marmoree

in campielli solari.



Vibrano violini voli veli

voci d’un giorno d’amore

d’iride i volti

nell’aria salmastra.



Rinasco al ritmo breve

d’un sogno di luce con te vissuto

in dipinto rapito a Venezia

che mai trascolora e si muta.





( Da Fragmenta, Marsilio, Venezia, 2006 )






E BAMBINI DI BESLAN



Ora che è naufragato ancora il mondo

nel gorgo del giglio violato



tradita l’ora della veste festosa

tradita l’aula implume di ludi e studi

pure da ferine presenze femminee



E corpi pargoli sparsi dispersi

galleggiano come rose nere

su palude di dolore



E mani occhi cuori

vivono il giogo cruento di giorni

disperati dalla favola uccisa



sento la specie materna

in me donna, calpestata offesa

estinta là dalla follia

che perdura l’infamia della storia.





                             Angeli salvate l’anima del mondo

                              naufraga nel suo iterato orrore.



 ( Da E ci sono angeli,  La Garangola, Padova, 2011 )


3 commenti:

  1. SONO

    Il fascinoso mistero del mare scalza dalla mente della poetessa ogni elemento raziocinante, al punto che il bisogno d’ignoto risalente dal grembo immenso della vita complica fino allo smarrimento l’intelaiatura pensante dell’io. E la resa, o semplicemente la sospensione temporanea del Pensiero, è poeticamente “visualizzata”, come meglio non si può, nel dondolare delle barche parcheggiate nei pressi del molo.
    Le levità della lirica si esalta nella iniziale sinestesia (muta di colori è l’aria) riproposta al quart’ultimo verso, e nel susseguirsi di sintagmi (l’onda che insegue il mare/ aspra tutta schiumata d’ansia) di viva portata analogica.

    LUCE – MAGIA – FANTASIA

    E’ una visione di Venezia contigua al sogno (rinasco al ritmo breve/ d’un sogno di luce) che rigenera lo spirito della poetessa con il sole che levandosi alto nel cielo moltiplica i suoi raggi nello scintillio del vetro soffiato di Murano, come nella luminosità caleidoscopica di piazze e cupole in cielo d’oriente.

    E BAMBINI DI BESLAN

    La lirica è lo sdegno gridato della donna che nella strage di bambini sente calpestata la sua stessa maternità. La protesta, sentita e vibrata, è rimessa a un impianto formale nel quale la ricerca esornativa cede il passo alla componente emozionale che prorompe in ritmi concitati e coinvolgenti.

    _______________

    Delle tre poesie le prime due sono ascrivibili al genere lirico-soggettivo, con obiettivo puntato sulla variegata, interiore complessità dell’Autrice. La terza è del genere sociale, segnalando tuttavia la contiguità psicologica e spirituale della Toffanin con l’innocenza sognante dell’infanzia.

    Aldo Cervo

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  2. GIUSEPPE RUGGERI5 maggio 2012 09:16

    Panistica l'immersione della Toffanin nell'universo dei segni - le barche, il lago, l'isola - che da sempre formano il codice segreto che le permette di decifrare il mistero della vita. Mistero che diventa doloroso nella memoria della strage degli innocenti di Beslan, quei "corpi pargoli" che punteggiano un ricordo su cui è calato il pietoso silenzio della storia. Riuscirà mai l'angelo della poesia a curare la follia degli uomini?

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  3. - Anna Magnavacca

    "Poesie dense di profondi significati allegorici. Sogno e realtà si uniscono in un ritmo segnato da un verso puro e altamente musicale".



    - Nazario Pardini

    "Poi, leggendo i tuoi versi, mi riaffiorano alla mente letture già fatte con grande emozione. Conosco bene queste tue poesie, qui c'è la Toffanin con tutta la pluralità del suo fascino poetico. Con i suoi voli per le terre della Liguria, con il suo declinare colori e suoni in smarrimenti panici, con il suo animo donato alle resurrezioni sociali, con le sue invenzioni foniche, con i suoi accostamenti linguistici di grande impatto lirico e visivo. Io amo la tua poesia, lo sai; ed è dai tuoi messaggi poetici che tanto la mia anima è stata scossa e "turbata" emotivamente. Tutto cospira in te ad elevare i sensi al di là del significato della prima lettura."

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