lunedì 22 marzo 2021

ADA PRISCO LEGGE: "I COLORI DELL'ARCOBALENO" DI CLAUDIA MESSELODI



Claudia Messelodi

I COLORI DELL’ARCOBALENO 

Recensione di Ada Prisco

 

Sulla tavolozza d’acqua

Rifulgono sfumate pennellate di blu e

viola,

onde frementi sul torbido stagno (p. 73). 

E’ direttamente la sua produzione letteraria a presentare degnamente Claudia Messelodi, che nel suo I colori dell’arcobaleno, edito nel 2021 da Guido Miano Editore, ci offre degni saggi della sua arte. La sua anima si offre per intero alla natura che descrive, senza provare minimamente il bisogno di frapporsi fra la penna e l’oggetto prescelto. Così facendo, consente al lettore di avvertire e di cantare i suoi versi come propri, di ritrovarsi nel grembo familiare e fecondo di una natura che mai cessa di parlare. E’ davvero necessario ripercorrere i suoi schizzi, porgere l’orecchio alle sue assonanze: ci rende attenti più che mai alle numerose sfumature di colore che abbelliscono il mondo e delle quali spesso non ci accorgiamo più. Ci ricordano che nell’osservazione silenziosa fermenta l’amore puro, quello capace di tradursi in dono e manifestarsi con generosità.

Viviamo un tempo che imbastisce molti discorsi sulla natura, ci sensibilizza giustamente ai temi dell’ecologia. E la Nostra è qui, si offre attraverso il libro alle nostre mani, perché non dimentichiamo che questa natura non è cosa fra le altre, ma esiste e respira, è dotata di un’anima, sa mostrare il suo volto in tanti modi tutti diversi, tutti attraenti. Non è altro da noi, ci rende più edotti anche circa la nostra naturalità. E contribuisce a rasserenare tante nostre ansie, additandoci il ciclo che tutti ci comprende, che così come inizia, si esaurisce e ricomincia da capo, rigenerandosi continuamente. E’ come se su di un piano disegnasse con chiarezza come va la vita, di cui ciascuno è parte. Non c’è da meravigliarsi, nessuno guadagna il centro, se non questa sapienza antica e nuova, che tutto muove:

 

Accogli con gratitudine la natura e il suo

messaggio:

dopo la morte rifiorisce nuovamente la vita (p. 70).

 

E insieme alla vita una visione rinnovata trova posto dentro di noi, dopo aver letto e riflettuto su questi versi semplici, profondi, sciolti.

Sguardi animati dalla luce, vuoto che scava spazio interiore, sensi capaci di vibrare: sono altrettanti protagonisti della trama infinita, cui siamo ammessi pagina dopo pagina. Il bello è che chiunque lo voglia può fare proprio questo esercizio, che, in ultima analisi, è esercizio di vita, esercizio d’amore. L’alterità del tutto ha precedenza, e, contemporaneamente non lascia mai da soli. Persino i pensieri più ingarbugliati, quelli delle giornate pensose, che rischiano di rabbuiare l’atmosfera, riscoprono nel contorno maestoso del creato il fluido capace di sciogliere i nodi, farli sentire allentati rispetto a come apparivano:

 

I miei grigi pensieri

Illuminati dal biancore del tuo sorriso

Si dissolvono nel cielo cristallino (p. 56).

 

In un mondo e in un’epoca che tanto è abituata a rivolgersi alla tecnologia, alle comunicazioni virtuali, addirittura all’intelligenza artificiale, la poetessa resiste e indica una strada di comunicazione e di espressione mai passata di moda. Va oltre il tempo, supera la contingenza, compie e fa compiere un viaggio con estrema levità. Le frontiere della paura sono superate, perché nella natura e nelle sue infinite manifestazioni c’è una rappresentazione plurale dell’altro. Il pluralismo cui la contemporaneità va abituandoci è inscritto nel creato, è già contenuto nel patrimonio di ognuno, è pronto a entrare in atto laddove sia la disponibilità a stabilire un contatto profondo, reso possibile innanzitutto dall’umiltà.

A tratti la persona sembra perdersi in questo infinito colorato e sereno. Andando avanti, invece, si accorge di essersi ricongiunta alla propria essenza originaria. Nella poesia v’è una sorta di epifania, con i toni della discrezione, quasi in penombra.

Se attraversiamo un’epoca per tanti aspetti triste e angosciata, che tanto ha imparato a celebrare crisi e fine, Claudia Messelodi è abile, invece, a far risaltare l’inizio, il nuovo inizio da cui la vita sempre riparte, in maniera più o meno evidente. Avviene nella natura, capita immancabilmente anche nell’animo.

Ben consapevole di essere parte del tutto, l’individuo che ella ci presenta chiama gli elementi del creato a testimoniare, sono presenze di compagnia, fanno da sfondo, ma fanno anche la differenza, perché entrano in gioco interloquendo attraverso la loro bellezza, il profumo che emanano. Chi fino ad oggi si è sentito solo, potrà rendersi conto di non esserlo mai stato veramente e potrà gettare uno sguardo diverso, più appagato sul mondo e verso se stesso.

Saperlo è importante, perché rappresenta il presupposto della gratitudine, la virtù che impara a considerare il dono, a saperlo apprezzare, quando lo si riceve negli affetti e nei suoi gesti più semplici e quotidiani, e quando lo accoglie diversamente, ma lo si nota pur sempre come grazia offerta. La magia di questa Autrice è la capacità di esprimerlo. Scrittura e visioni si accompagnano e sono pronti ad accogliere come bifora perfetta. Fusione, analogia, dolcezza sono strade di soluzione dello sconcerto che assale nel dolore, nel rimpianto. L’arte soccorre affidandosi allo sguardo che sa mirare tutto intorno, come a formare un continuo angolo giro, ricordando e rafforzando questo cerchio della vita, anche per riscoprirlo come abbraccio delicato.

Altro tema che si presta a essere sviluppato in questi versi è la forza della relazione, dotata di peso e di calore, assume le fattezze del dimorare gli uni presso gli altri:

 

Il tuo sorriso raggiante

riposa nel mio petto

come una rondine accoccolata

nel suo nido (p. 37).

 

Tutti siamo soggetti e siamo nella possibilità di agire nell’armonia di un cosmo ordito da miriadi di relazioni reciproche e ciascuna unica nella sua irripetibilità. Fissarvi lo sguardo porta alla luce qualcosa in più e qualcosa di meglio di quelli che siamo. Partecipare più consapevolmente alla vita sfolgorante tutto intorno è essere più presenti a se stessi e alle proprie possibilità. Tutto reagisce, tutto palpita di vita.

Ada Prisco

Claudia Messelodi, I colori dell’arcobaleno, prefazioni di Enzo Concardi, Nazario Pardini, Floriano Romboli, Guido Miano Editore, Milano 2021, pp. 100, isbn 978-88-31497-41-1.

 

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