giovedì 9 giugno 2016

N. PARDINI: LETTURA DI "IL GIARDINO DI PIETRA" DI EDDA CONTE


Una favola dolce, coinvolgente, indicativa, con tutti quei requisiti che parlano di simboli di oscurità, di aridità, di pietra, vinti dall’amore e dal cuore della vita; che dicono di sogno e di empatica catarsi, dacché è ad un giardino incantato che l’uomo aspira ad approdare; ad un giardino che rifiuta ogni contatto; ma il sentimento, e il potere magico della BELLEZZA faranno di quell’angolo uno spazio ospitale per chi sa adoperarsi  per il bene e le meraviglie dell’amore; per chi sa sperare e cogliere le delizie delle favole.  Una ricerca umana e universale di una Lèucade forse irraggiungibile ma verso la quale si  aspira in continuazione; è là quella parte di noi che fa da richiamo; ed è a quelle pietre di forma umana, a quelle sentinelle impassibili che riusciremo a dar respiro; basta gioire per trasformare  la notte in giorno; l’aridità in fiore; la noia nella clarità del mare. Ci aiuteranno delle gocce magiche atte a rinverdire i prunai dell’esistere. Brio, il giardino di pietra, le sentinelle, la Baia della Vergine e tanta Natura fiorita e da fiorire; tanta Bellezza che lotta per farsi spazio, per vincere su tutto, riuscendoci con i poteri misteriosi di Brio e con quelli di una pioggia miracolosamente efficace. Non è impossibile approdare all’isola delle favole; basta poco; è sufficiente averla dentro noi.

Nazario Pardini


IL GIARDINO DI PIETRA

C'è mistero nel giardino di pietra , mistero negli alti muri che lo nascondono alla vista, mistero nei gradini consunti che salgono su tre livelli, nella terra nera che strozza qualsiasi piantina al timido spuntare.
Due lentischi,  spigolosi e contorti , ai lati dell'ultimo dei tre livelli, resistono al vento che spazza rabbioso la terra  sempre più arida.  Due lentischi , come due sentinelle piegate dalla stanchezza di una continua veglia.
Li irride  un gabbiano che vola e va, portando la sua sgraziata  risata verso la marina. Timido un merlo  si posa sul ramo più alto e coraggiosamente canta il suo richiamo d'amore.....rispondono solo i versi striduli  delle rondini che sfrecciano ubriache nei colori del tramonto.
Il giardino di pietra resta impenetrabile, ostile ad ogni invito.

1)
La natura ama il sorriso e in cambio dà gioia.. i graniti non hanno sorrisi, la terra dura non partorisce germogli. Questo sa Brio, spirito dell'aria, che vive oltre il giardino di pietra , e vive la speranza di portare luce nel  mistero del giardino di pietra.
Splendendo sulle onde del mare giunge portando gocce di rugiada, dolce e fresca, raccolta sui prati di montagna. In quelle gocce è racchiuso il principio della vita,  e Brio viene dal suo lontano Oltre proprio per portare la vita laddove sembra spenta.
Ogni giorno , dopo il tramonto ,e prima che la notte chiuda le porte alla luce, Brio si china sulla terra dura e nera, versa qualche goccia della sua rugiada...si avvicina ai muri ancora caldi di sole e cerca le fessure...sale al primo livello, al secondo, al terzo...
 Nella piccola sacca le gocce di rugiada diminuiscono ogni giorno.
Il giardino di pietra  accoglie il dono con un silenzio colmo di durezze, come una bocca che resta ostinatamente chiusa a rifiutare il cibo.
Brio apre un contenzioso con il giardino di pietra, non si arrende.
All'alba ripete pazientemente il suo atto augurandosi che il sole possa sciogliere i nodi di quel mutismo ostinato.
Ma il giardino di pietra persiste nel suo silenzio di pietra.; è apertamente un rifiuto.
 Brio non si scoraggia, ripete  i suoi inviti e i suoi doni.
Si è rivolta ai graniti, misteriosamente antropomorfi, alle pietre della
 recinsione che sembrano animarsi di rosate tonalità nell'ora del tramonto. La terra  continua a mostrare il suo broncio.
Le gocce di rugiada sono finite e Brio attende ancora.
Il cielo muta di colore, i venti cambiano umore e direzione, arruffano le chiome delle due sentinelle , agitano e strapazzano, mettono a dura prova la resistenza dei lentischi.  Brio soffre.
 Ancora speranzosa scuote la sacca , ma le gocce di rugiada sono finite.
Il giardino di pietra non desiste, nel suo rifiuto di pietra.

2)
 Non lontano si trova una baia dove le acque sono sempre calme, di un colore così chiaro che è stato dato il nome  di Acque della Vergine. Brio, spirito dell'aria, qui si ferma, le illumina e le fa splendere in tutta la loro trasparenza. Quasi una carezza.
Scintilla il fondo marino  nella varietà del suo habitat, ondeggiano le alghe in una danza felice. Si protendono come tante braccia che salutano.
 Al di sopra Brio sosta, in lieve soffio.
Il suo alito leggero passa e ripassa sulla superficie dell'acqua chiara...
L'acqua della Vergine risponde con piccole increspature, un movimento insolito nella baia, che però torna presto alla consueta calma.
C'è chi dice che l'acqua della Vergine ha poteri miracolosi, nessuno però l'ha mai vista incresparsi.
Brio, spirito dell'aria , penetra con il suo benefico soffio in qualsiasi parte del creato, può sollecitare  la vita, favorire  i germogli, risanare  e difendere dagli insetti...
Solamente il giardino di pietra  ha resistito ai suoi poteri.
Ma nel giardino di pietra c'è un mistero, forse un sortilegio.
Nella sua leggerezza avrà Brio il potere di vincere quel sortilegio.

3)

Il mare ha mutato il suo volto, sembra molto adirato. Corre, si agita e solleva schiuma , alti spruzzi come fontane...sempre più forte....Per più giorni manifesta la sua collera, poi improvvisamente qualcosa cambia.
Cambia su tutte le isole dell'arcipelago, cambia anche nel giardino di pietra.
Volano gocce nell'aria, che una brezza leggera disperde ....
All'interno del giardino di pietra sono come tante perle sfilate da una lunga collana. Perle che rimbalzano e poi si disfano sui graniti, sulla terra soda, su tutte le pietre del giardino incantato.
 Sono lacrime di mare, lacrime salate che ricordano  un dolore antico, una tragedia consumata. Lacrime per ricordare, quasi per richiamare una catarsi..
Non c'è vita nelle lacrime di mare, c'è solo memoria, che semina aridità nel cuore delle  cose .
 Nel giardino ,una volta fiorito di mirto, ibisco, gelsomino ..., i graniti con l'aiuto del vento prendono forme umane, in una staticità plastica che impressiona.
 La terra s'impoverisce, inaridita dal sole  si fa nemica di vita.
Ogni giorno il mare piange sul giardino di pietra.
  E ruba la vita.


4)

Quando tutta la Terra è in fiore Brio lascia la dimora dell'Oltre.
Con alito fresco ristora dalla calura le piante assetate, con volo aggraziato sfiora la superficie del mare , con sorriso eternamente giovane rallegra gli uomini.
Ancora una volta porta la gioia e rinnova la vita.
Giunta alla Baia della Vergine non si sofferma a increspare le acque chiare, ma scende sul fondo marino dove risiede lo Spirito delle acque, suo cugino.
Lunghi colloqui con lo Spirito marino....
Le acque si muovono... si alzano... si abbassano...
Onde lunghe si allontanano verso il mare aperto e la Baia della Vergine torna alla tranquillità . Brio riemerge tutta un sorriso, di gioia, di speranza...
Ha con sé una bisaccia carica di fresche gocce miracolose. Trattiene il respiro e si allontana dall'isola.
 Il suo viaggio è appena cominciato, molte terre attendono il suo alito benefico.

5)
  Ora sul mare è calata l'afosa cappa della bonaccia, foriera di maltempo. Il cielo ammucchia nuvole che presto si mutano in nembi.   Sfolgorano lampi all'orizzonte , che zigzagano nel cielo, tuoni come echi di lontani cannoni avvisano i pescatori che è necessario rientrare..
Poi cala la notte in un silenzio di paura.
Sull'isola  è spenta ogni luce.
Il giardino di pietra nella più fitta oscurità è come in attesa...

6)
Le due sentinelle sollevano verso il cielo l'arido fogliame, come per ricevere le prime gocce di pioggia; un leggero profumo amaro si disperde nell'aria raffrescata. Respirano le foglie mentre la pioggia comincia a cadere con più decisione.
Si bagnano i gradini di pietra, si bagnano le rocce, si bagna la terra ...
E' un diluvio che scende sul giardino di pietra, un torrente d'acqua che lava le pietre dell'alta recinsione, scorre sui graniti antropomorfi, scorre sulla terra dopo averla  ben bene inzuppata.
Il giardino di pietra manda echi sonori di scroscio, come un torrente in piena che tutto travolge nel percorso fuori dal suo letto.
 Infine resta uno sgocciolio monotono, a lungo...a lungo...come lacrime che continuano a scendere  quando è passato il pianto accorato.

    Nel silenzio dei giorni che seguono, il giardino di pietra prepara la sua trasformazione....
Al suo ritorno Brio troverà gelsomini e mimose, fiori di ibisco  e ginestre dorate...
La Baia della Vergine continua a meravigliare per la straordinarietà delle acque, sempre calme e chiare.
Chiare come il cielo del primo mattino.

Edda Conte

La Maddalena- 1 Giugno 2016

1 commento:

  1. La fresca vena narrativa di Edda Conte ci propone una nuova favola: Il giardino di pietra.
    Non basta una sola novella alla poetessa e narratrice per scaricare tutto il sapere il sentimento le emozioni derivati dalla sua esperienza di vita e dalla sua ostinata ricerca della verità. E quindi mi aspetto ulteriori narrazioni e racconti, come qualcosa di incompiuto da continuare perché nessuna storia potrà esaurire quella vena. La Conte proseguirà la ricerca che Nazario Pardini definisce:"umana e universa di una Léucade forse irraggiungibile ma verso la quale si aspira in continuazione;è l° quella parte di noi che fa da richiamo;ed è a quelle pietre di forma umana, a quelle sentimelle impassibili che riusciremo a dar respiro."
    E allora ben vengano le gocce magiche e gli arcani poteri di brio. alla fine il giardino di pietra allestirà la sua bella trasformazione....Nasceranno mimose gelsomini, fiorirà l'ibisco e le ginestre dorate..
    prima quel petroso giardino era assolutamente "impenetrabile, ostile ad ogni invito".
    E a proposito di invito è questa l'esortazione di Edda Conte: ci propone di condividere il detto di Victor Hugo:"Quel che la favola ha inventato, la storia qualche volta riproduce"
    Ubaldo de Robertis.

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